Lombardia: un miliardo di ossigeno per le imprese. E via Equitalia

di GIANMARCO LUCCHI

Lavoro, legalità e tagli ai costi della politica: sono cui intende muoversi l’azione di governo della Regione Lombardia, così come sono stati tratteggiata stamane in Consiglio regionale dal presidente Roberto Maroni. Il tutto ispirato dalla concretezza, anzi dalla “rivoluzione della concretezza” come l’ha definita il neo governatore. E per dare il senso che si intende operare fin da subito in termini concreti Maroni ha annunciato che, grazie anche all’intervento di Finlombarda, è stato reperito all’incirca un miliardo di euro come boccata d’ossigeno per il sistema produttivo lombardo che sta vivendo un momento drammatico. In particolare 500 milioni rappresentano i debiti che i comuni lombardi hanno nei confronti delle aziende fornitrici e che, a seguito del patto di stabilità, non possono essere pagati. Per questo la Regione Lombardia si sostituirà ai Comuni in questo debito e procederà al pagamento dei loro debiti verso le varie aziende.

Per quanto riguarda invece il taglio ai costi della politica, ieri la Giunta ha varato un primo provvedimento che farà risparmiare 10 milioni di euro in cinque anni proprio sui costi del proprio funzionamento. In Consiglio regionale il primo progetto di legge è stato invece depositato dalla Lista civica Maroni presidente (capogruppo Stefano Bruno Galli) che prevede il taglio dei contributi ai gruppi consiliari. Su questo tema, tuttavia, il Consiglio regionale ha chiesto alla Giunta di nominare una commissione paritetica per elaborare un’unica legge che tagli contemporaneamente i costi di funzionamento delle due istituzioni. Da questo provvedimento, se non si rivelerà un modo per diluire i tempi, dovrà uscire una normativa complessiva chiamata a ridurre drasticamente  i costi di una macchina politico/istituzionale che negli anni è andata gonfiandosi in maniera straordinaria e le cui degenerazioni sono apparse chiare a seguito delle recenti inchieste.

Infine il tema Equitalia sul quale Maroni ha dichiarato: “Lla riscossione dei tributi deve essere più vicina al territorio e tener conto del contesto sociale. Equitalia non sta operando con questi criteri, dunque intendiamo sostituirla con un ente di riscossione regionale entro la fine di quest’anno”.

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