Lombardia, ufficio scolastico regionale, chi sta trattando con Roma?

di STEFANIA PIAZZOscuola-materna-suore-940x500
Ci sono ruoli apicali nella pubblica amministrazione che si conquistano (e anche questo è un bel dire), per concorso. Ce ne sono altri, invece, che rientrano nella categoria “nomine”. Vuol dire che i partiti si accordano tra di loro e a rotazione, se va bene, collocano i loro uomini, migliori. E anche questo è un bel dire.
La storia che ci riguarda non è nella categoria concorso, ma rientra nella fattispecie nomine. E la nomina in gioco, in Lombardia, non è una cosa da poco. Riguarda la formazione, l’istruzione di milioni di giovani. Cioè il futuro. Anche se la scuola è un tema che annoia, chi ne capisce la valenza, sa che da lì passa il potere di domani e quindi delega meno che può, anzi, la scuola cerca di tenersela ben stretta.
E cosa starebbe accadendo in Lombardia? In palio c’è la nomina a direttore dell’ufficio scolastico regionale per la Lombardia. Attenti bene a quel “per”, perché non è una preposizione qualunque. Gli uffici dipendono dal ministero, sono delle sedi decentrate. Il decentramento quindi di alcune sedi ministeriali non l’ha inventata la Lega, c’era già prima che arrivasse Calderoli al parco di Monza.
Ma andiamo oltre. Chi tratta ora per il posto da direttore dell’ufficio scolastico regionale, per questo ruolo chiave? In Lombardia, la Lega, partito di governo, dovrebbe dire la sua. Prima, i predecessori del futuro direttore, sono stati Colosio (quota Gelmini) e De Sanctis (quota Aprea). E ora? Tutto appannaggio ancora del centro destra o legittimamente il centrosinistra batte cassa?
Chi sta trattando per la Lega il ruolo di direttore dell’istruzione in Lombardia? E dove, soprattutto, si tratta? Ricordate la preposizione “per”? Ecco, si tratta non con la Regione, che ha potere per porre comunque un veto, ma col ministero, perché l’ufficio scolastico è ministero. I messi dei partiti bussano al ministero e propongono, poi si tirano le fila. Funziona così.
E’ vero o non è vero che un baldo dirigente, un qualsiasi “mister quattro poltrone”, starebbe trattando in nome e per conto del Carroccio col ministero senza averne delega? E per sottoporre al ministero un nome vicino al Pd? Per conservare i posti acquisiti da se stesso? Fantapolitica? Agirebbe per conto di se stesso? In ogni caso, negli ambienti dirigenziali scolastici non sono in pochi a chiedersi: ma insomma, chi è stato delegato dalla Lega, partito di governo, ad occuparsi di scuola?

 

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