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Lombardia: si sta fermando il cuore manifatturiero. Brescia, Monza, Bergamo in ginocchio

brescia

di Cassandra – “Dalla Lombardia si alza un grido di allarme per la produzione industriale in continua caduta”. Sapete chi lo conferma? Il presidente regionale di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti. Ma ovviamente sembra che il problema del paese siano solo l’immigrazione, le ong e non invece il lavoro. Tanto, al Nord l’occupazione non è in affanno! Nessuno dice invece che l’industria manifatturiera regionale per il terzo trimestre del 2019 sta male. “Nonostante infatti la tenuta del terzo trimestre, i dati confermano che per la regione il 2019 sarà un anno di stagnazione”, conferma Bonometti.

L’emergenza c’è, ma non si vuol vedere. L’emergenza è solo il Mezzogiorno. La vulgata comune è che il Nord è egoista ed evade, che non è solidale e pretende l’autonomia perché vuole tutto per sè. La verità è che l’economia regionale “cresce a ritmi molto inferiori rispetto agli ultimi due anni” e “in una regione fortemente internazionalizzata come la Lombardia, uno dei freni alla crescita e’ rappresentato dagli ordini interni (-0,2% media 2019)”, segnala Bonometti.

Allarma il calo della produzione di Bergamo, Brescia e Monza rispetto al 2018. “Spero di essere smentito- aggiunge Bonometti- ma si sta fermando il cuore manifatturiero della nostra regione. Se non si faranno interventi straordinari per il rilancio dell’industria, rischiamo la deindustrializzazione del nostro paese”. Le ricette per Confindustria passano anche da un confronto “piu’ proficuo con le istituzioni regionali e con gli altri stakeholders”, perche’ “quando si lavora in maniera sinergica i risultati arrivano, a beneficio della competitivita’ di tutta la Lombardia, a livello sociale e industriale”.

Ma come, sentiamo che tutto va bene, che il Pil milanese raddoppia. Certo, ma non gli stipendi dei milanesi, e nemmeno, stando ai dati di Confindustria, tutto il comparto industriale che traina la nostra economia.

Bonometti ricorda come la Regione sia “leader in Italia nell’utilizzo dei finanziamenti europei per l’innovazione delle Pmi” e per questo “il sistema lombardo dovra’ farsi trovare
pronto in vista della programmazione Horizon Europe 2020-27”, aggiunge. Per Confindustria, infatti, “la varieta’ di specializzazioni della Lombardia e’ unica nel panorama europeo e
mondiale e su questo dobbiamo lavorare per restare competitivi a livello internazionale.
Ma temiamo questo non basti più dentro la cornice di uno Stato rapace e politicamente arraffone, che allontana gli investimenti e tassa il Nord finché c’è da mungere. Poi una volta desertificata anche la Lombardia, cosa resta?

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