Lombardia, Pasqua amara: più cassa integrazione del 2012

di REDAZIONE

In Lombardia nel corso dei soli primi tre mesi dell’anno le aziende che hanno fatto ricorso alla procedura della cassa integrazione sono il 30% del numero totale raggiunto nel corso del 2012 per un totale di oltre 890.000 ore di cassa per quasi duemila lavoratori interessati. Lo calcola il servizio Relazioni industriali di Confapi industria – l’associazione delle pmi delle province di Milano, Monza, Lodi, Pavia e Bergamo – che parla in una nota di ”Pasqua amara” per il tessuto industriale, sfavorito ulteriormente dall’attuale incertezza politica. ”Incremento della cassa integrazione e del cuneo fiscale, produttivita’ a picco, persistenza delle difficolta’ delle imprese ben rappresentata dall’incidenza del flusso di nuove sofferenze sui prestiti bancari. Quella che attende imprenditori e lavoratori lombardi non sara’ dunque una Pasqua serena”, afferma Paolo Galassi, presidente di Confapi industria. ”Le aziende – prosegue Galassi – sono allo stremo, stanno cercando in ogni modo di far fronte alla crisi che da troppi anni le stritola in una morsa che non si allenta e anche le aziende sotto i 15 dipendenti, che finora hanno salvaguardato l’occupazione, sono state duramente colpite. Senza contare – aggiunge il presidente di Confapi – le difficolta’ di quelle, almeno il 12% del totale, che vantano crediti commerciali verso la pubblica amministrazione”.

A rendere ”piu’ nere” le prospettive degli imprenditori, accanto alle prossime scadenze fiscali, ci sono, infatti, i ritardi nell’incasso dei crediti a parte non solo della P.A., ma anche delle grandi aziende e dei fornitori. Risultato e’ che ”se a dicembre, gli imprenditori hanno chiuso l’anno con segno meno, il primo trimestre del 2013 non e’ certo caratterizzato da una diminuzione delle difficolta’ vissute dalle pmi manifatturiere. Anzi, i dati evidenziano un peggioramento della situazione e l’incertezza politica a livello nazionale di certo non fa ben sperare gli imprenditori”, afferma Galassi. Il quale parla di ”disarmante mancanza di tempestivita’ e assenza di azioni concrete dei governi locali e nazionale”.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Addio a Luigi Regianini, il pittore della Lega e della Padania

Articolo successivo

Goldman Sachs ci ripensa: il pericolo è l'Italia col fattore Grillo