Lombardia, madre di tutte le battaglie. E Unione Padana è in gioco

di GIANMARCO LUCCHI

E’ la madre di tutte le battaglie politiche, così l’imperativo categorico e’ uno: vincere in Lombardia. Lo e’ per il centrosinistra che non solo conquisterebbe la Regione dopo esattamente vent’anni (fra il 93 e il 94 presidente del Pirellone fu Fiorella Ghilardotti, allora Pds), ma si garantirebbe anche in caso di vittoria alle elezioni nazionali, un numero sufficiente di senatori che assicurerebbe la governabilita’. Per la Lega, vincere vorrebbe dire avere il presidente nella Regione dove e’ nato il Carroccio (si ricorda al riguardo solo il breve passaggio, tra il 94 e il 95, del presidente leghista Paolo Arrigoni, a capo di una giunta di coalizione che non lasciò alcun segno) e per il centrodestra in generale, mettere alle corde l’eventuale governo di centrosinistra che non avrebbe la maggioranza al Senato.

E’ per questo che i big dei partiti si preparano a scendere in campo. Roberto Maroni gia’ ieri ha replicato a Pierluigi Bersani che sabato prossimo sara’ a Milano e a Brescia con il candidato Umberto Ambrosoli e il giornalista Massimo Mucchetti. Alle dichiarazioni del segretario del Pd, secondo il quale la nuova alleanza Pdl-Lega ”e’ un danno cosmico”, Maroni ha replicato: ”E’ un danno cosmico? E’ perche’ gli fara’ perdere le elezioni”. Nel mirino anche l’ex alleato Gabriele Albertini: ”Mi spiace per lui, arrivera’ quarto, ben ultimo a queste elezioni. Albertini ha perso una straordinaria occasione, non è capace di fare altro che di attaccare noi”. Immediata la replica dell’ex sindaco di Milano, in difficolta’ con la raccolta firme per presentare la sua lista: ”Un governo leghista nella Lombardia, la regione più europea, moderna e avanzata d’Italia sarebbe un vero paradosso. Un presidente di Regione che vuole uscire dall’euro e vuole la secessione fiscale, senza essere riuscito al Governo neanche a spostare lo 0,17% che chiedeva Formigoni per premiare la regione virtuosa, sarebbe davvero un ossimoro”.

Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra, ha dovutoinvece  incassare la rottura con i radicali che hanno deciso di candidare Marco Cappato, consigliere comunale a Milano, ma e’ a Maroni che ha riservato la sua attenzione nel giorno in cui la Lega ha subito una perquisizione in via Bellerio nell’ambito dell’inchiesta sulle quote latte. ”Il comportamento di Roberto Maroni – ha dichiarato – e’ antitetico alla trasparenza dovuta a ogni cittadino, ed e’ sintomatico rispetto all’aspettativa di trasparenza che hanno i cittadini”. Secondo Ambrosoli, il centrodestra in Lombardia ”ha dimostrato di non essersi dotato di un sistema di regole e controlli” e la Lega Nord in Italia ”è stata al potere negli scorsi vent’anni e non ha realizzato nulla di quello che oggi propone”, a partire da una riforma fiscale che porti a trattenere sui territori il 75% delle tasse.

Come dicono i sondaggi, i quali un po’ tirano più da una parte un po’ dall’altra, la partita è apertissima e rischia di essere giocata sul filo del punto a punto: per questo rischiano di avere un peso non indifferente ai fini del risultato finale le decisioni che, nel giro dei prossimi giorni, saranno prese dai vertici di Unione Padana (corsa solitaria, alleanza con Albertini, alleanza con Maroni sono le ipotesi sul tavolo), oggi più che mai al centro di molteplici attenzioni.

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