LOMBARDIA: CECCHETTI PRESIDENTE CONSIGLIO REGIONALE DOPO BONI

di REDAZIONE

Il leghista Fabrizio Cecchetti, 34 anni,  è stato eletto presidente del Consiglio regionale della Lombardia, in sostituzione di Davide Boni. Cecchetti è stato eletto alla quarta votazione, che richiedeva la maggioranza semplice, con 45 voti. Quattro voti sono andati al compagno di partito Ugo Parolo. Cecchetti (www.fabriziocecchetti.com) è un esponente dei “barbari sognanti” molto vicino all’eurodeputato Matteo Salvini.

Dopo avere ricordato quanto fatto dal Consiglio regionale in questa legislatura, «so per certo – ha sottolineato Cecchetti – che molti di noi, a prescindere dallo schieramento politico e dalle idee, sono sul territorio a fare politica vera, con passione e senso del dovere». Secondo Cecchetti « i problemi della gente devono entrare in quest’aula ed è altrettanto corretto e forse anche più importante – ha sottolineato – prendere coscienza di come anche il cosiddetto ‘Palazzò debba aprirsi al territorio rompendo con la logica della autocelebrazione in favore di un più sano ragmatismo istituzionale». «Non è più il tempo di barricarsi nelle ‘torri d’avoriò – ha proseguito Cecchetti – ed è arrivata l’ora di un bagno nella realtà, indispensabile per sfatare il fastidioso luogo comune che vuole la politica completamente sconnessa dal mondo esterno e impegnata unicamente nella difesa dei propri privilegi».

Il Consiglio regionale, ha sottolineato Cecchetti, deve assumere «il ruolo di primo piano che gli spetta» e non essere ridotto «alla funzione di mero organo di gratifica delle decisioni assunte dalla Giunta regionale. In questo difficile momento economico, inoltre, può e deve fare tanto. Abbiamo la facoltà di legiferare in ambiti molto importanti e credo – ha proseguito – si debba pensare anzitutto a soluzioni adatte che riescano a garantire alle nostre famiglie, ai lavoratori e alle imprese, il sostegno necessario per superare questo drammatico momento di crisi». A questo riguardo , ha sottolineato Cecchetti , «è chiaro che il compito risulterebbe più facile se la Regione potesse usufruire di quelle risorse che, pur essendo dei lombardi, sono congelate dal Patto di stabilità. Data la scarsità di fondi e considerato l’altissimo livello della pressione fiscale, un ragionamento su come sbloccare queste risorse non è più rimandabile». «Allo stesso modo -ha proseguito Cecchetti- risulta ineludibile una riflessione più generale sulla riforma federale che, purtroppo, ha visto una battuta d’arresto con l’avvento del nuovo governo nazionale».

Per il neopresidente del Consiglio regionale lombardo, poi, le Regioni «nessuna esclusa» non starebbero sfruttando «nella maniera più opportuna gli spazi di manovra concessi dalla riforma del Titolo V della Costituzione. Accade tropo spesso infatti -ha osservato-che lo Stato emani leggi che invadono in modo esplicito gli ambiti dell’attività regionale». Cecchetti, che risulta essere il più giovane tra i presidenti dei consigli regionali è anche il più giovane membro del Calre, cioè la conferenza dei presidenti dei parlamenti regionali europei. «Si parla spesso di lasciare più spazi alle ‘nuove levè -ha sottolineato- e credo sia assolutamente giusto e sento su di me il peso di una grande e importante responsabilità». «Fare politica con passione -ha concluso- può dare veramente tante soddisfazioni, ma significa anche sacrificare molto del proprio tempo agli affetti personali e questo diventa ancora più vero nel momento in cui ci si assume importanti responsabilità istituzionali».

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