Referendum Lombardia, Maroni: si può votare con le Europee o con Catalogna e Scozia

di GIORGIO CALABRESI

«Io mi aspetto che, una volta tanto, tutte le forze politiche della Regione Lombardia, a qualunque schieramento appartengano, si rendano conto che se c’è una proposta utile per tutti i cittadini lombardi debba essere sostenuta, a prescindere da chi la presenta. La domanda da porsi è se questa proposta è utile, e la risposta è certamente sì perchè con la Lombardia a statuto speciale permetterebbe di tenere qui il 100% delle tasse pagate dai cittadini». Lo sostiene il presidente di Regione Lombardia, RobertoMaroni, a proposti della proposta di referendum per rendere la Lombardia una regione a statuto speciale, sul modello della Sicilia. «Io voglio adottare -prosegue Maroni, a margine del dopo giunta a Palazzo Lombardia- il modello di statuto della Sicilia, che dice che tutte le tasse pagate in Sicilia dai residenti e dalle imprese, comprese quelle che hanno sede fuori dalla regione ma hanno un’attività produttiva in Sicilia, restano in Sicilia. Lo statuto speciale è già previsto dalla Costituzione ed è già in vigore». Maroni si domanda se «c’è un Lombardo che possa dirsi contrario a una proposta del genere. Io penso di no. Per cui ora chiedo alle forze di opposizione se sono contrarie a questa prospettiva. E, se lo fossero, non ne capirei il motivo, perchè si tratta di una cosa che è utile per i cittadini lombardi e per le imprese lombarde».Con lo statuto speciale, secondo il governatore lombardo, «potremmo azzerare l’Irap per le imprese, abolire il ticket, dare sostegno ai giovani che non trovano lavoro, potremmo fare tutto e non trovo un solo motivo per cui si possa dire di no».

Per Maroni, «un conto è l’indipendenza, quella che vogliono in Veneto, che evoca separazione e uno scenario diverso, ma lo statuto speciale c’è ed è già in vigore. Mi aspetto che vengano deposte le armi ideologiche e superati gli steccati e si entri nel merito. Sarebbe davvero una novità rilevante sul piano politico, se, per sostenere una proposta utile ai lombardi, le forze politiche si mettessero insieme». La convinzione del governatore è che «alla fine nessuno possa dire di no, perchè questa è la soluzione di tutti i nostri problemi; chi dice di no, dovrà poi andare a spiegarlo a chi deve pagare i ticket, a chi non arriva a fine mese, ai giovani che non trovano lavoro o agli imprenditori che si lamentano delle troppe tasse». In conclusione Maroni informa che «in settimana sarò a Roma per incontrare il Governo e chiederò di poter svolgere il referendum, in concomitanza con le elezioni europee. Per noi si può fare, perchè il nostro Statuto prevede che debbano passare almeno 30 giorni dall’approvazione del referendum alla sua indizione, per cui, se il Consiglio regionale lo approvasse in tempo utile, ovvero prima del 25 di aprile, si potrebbe fare in contemporanea alle Europee, ma occorre che anche il Governo sia d’accordo. Altrimenti, in caso contrario, si potrebbe fare in altre due date evocative su questi temi, il 18 settembre o il 9 novembre, quando si svolgeranno gli analoghi referendum rispettivamente in Scozia e in Catalogna».

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12 Comments

  1. Maroni sa benissimo che lo Statuto della Regione Siciliana è in ampia parte inapplicato, lo ha anche detto nel 1997.

    Lo Stato ha scaricato quasi tutte le spese alla Regione, però si tiene le tasse.

    Proprio la storia delle tasse pagate dalle imprese italiane che operano in Sicilia è una bufala(contribuiscono invece ad incrementare il vostro caro e amato residuo fiscale).

    Dovrebbe essere così, ma non lo è affatto.

    • Fanno cosa? Esattamente quello che hanno fatto da 20 anni a questa parte. Grandi annunci, proposte di legge che poi stranamente o non vengono approvate o vengono accantonate dopo l’approvazione. E intanto, in cambio di tutto questo nulla, hanno votato tutte le più grandi porcate contro i popoli padani.
      Ma possibile che ci sia ancora qualcuno che crede a questi buffoni?

  2. Ma come ci si puo’ fidare di questi dirigenti legisti che ancora insistono nell ‘ autonomia o statuto speciale? E chi dovrebbe votare in parlamento la riforma costituzionale lo statuto speciale alla lombardia o anche se fosse ad altre regioni? Si vuolcontinuare a perdere tempo nei palazzi romani quando mai capiranno che l ‘ unica lotta possibile e’ solo esclusivamente l ‘ indipendenza ? Quanto tempo hanno perso in questi anni

  3. c’è cosa che mi da più fastidio nelle reazioni politiche è che lalega è tornata a parlare come ne avesse diritto, come avesse rappresentanza nel mondo indipendentista e secessionista, infami traditori che non sono altro.

  4. Non si chiede al governo se è d’accordo lo si impone è a capo di una regione che ha il pil d’Austria, che è una nazione, ma lo sa Maroni? e va ancora col cappello in mano a chiedere a Roma se è d’accordo?
    Si accorge che sta per essere superato dalla storia perhé i nostri fratelli veneti stanno per muoversi e l’aria che sento é quella giusta anche per noi lombardi

    • Aa me fa solo ridere. Adesso basta con la macroregione. Adesso lo statuto speciale. A forza di balle intanto si assicurano la poltrona fino alla pensione.

  5. … kome aumentano %tualmente, in vista delle “kadreghe elettorali” in ballo, le balle balleriane dei lekkini, maroniti in primis, non + indipendentisti ma “specialisti”, è STUPEFACENTE… dal 75 % è passato, ‘stavolta, al 100% del nulla ideale, identitario, libertario ed indipendentista padano…

    sempre + lombardo servo di roma ke iddio lo kreò … naturalmente al di là della fregnaccia makròregionale ank’essa pregna di persistente italianità…

    Maroni… lekkini ballerini … waffankulo !

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