Lo strappo della Polonia dall’Ue. Ritorno al passato humus per il populismo a caccia di voti. Hanno già dimenticato chi fosse Wojtila

C’è una questione aperta ed è il tentativo polacco di creare una breccia per accogliere il fronte anti euro. Il via è la presa di posizione della Polonia che mette in discussione, solo ora i tratti Ue, affermando che violano la propria costituzione. Fa riflettere piuttosto quanto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha scelto di citare, al termine del suo discorso nella plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo alla presenza del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, l’ex presidente polacco Lech Kacysnki, fratello gemello del leader del PiS Jaroslaw e deceduto a Smolensk, in Russia, nel 2010 in un incidente aereo, a fianco di due padri della Polonia libera come papa Wojtyla e Lech Walesa, leader di Solidarnosc.

“Vogliamo una Polonia forte – ha detto von der Leyen – in un’Europa forte. Insieme possiamo costruire un’Europa forte e fiduciosa. Senza il popolo polacco, l’Europa sarebbe molto diversa. Quando Karol Wojtyla, da papa, è andato nella sua madrepatria, ha cambiato la storia europea per sempre. Quando Lech Walesa con un gruppo di sindacalisti, ha battuto un esercito potente, abbiamo visto l’inizio della caduta della Cortina di Ferro. E quando il presidente Lech Kaczynski ha ratificato il trattato di Lisbona, insieme alla Carta dei diritti fondamentali, ha riaffermato l’impegno della Polonia per i nostri valori. Il popolo polacco ha svolto un ruolo fondamentale in Europa”, ha concluso.

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