Lo Stato specula mentre le aziende chiudono. Bernardelli: mangeremo brioches?

di Roberto Bernardelli – Mangeremo brioches, non c’è dubbio. Se il popolo non trova più il pane, oltre che mascherine e guanti, chissenefrega. C’è altro di cui nutrirsi. Lo bene lo Stato che distribuisce utili senza preoccuparsi dello stato di profonda crisi delle aziende. Lo spunto di questa riflessione mi viene dall’intervento che il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno, ha espresso in merito allo studio di Azimut per Dataroom, al Corriere della Sera.

Attenti bene a quello che dice Simoncini:

«In Italia su 86 aziende quotate in borsa 35 hanno deciso il taglio o rinvio dei dividendi: un numero importante di imprese che si prepara all’impatto post Coronavirus. Peccato per le società che hanno tra gli azionisti lo Stato (Tesoro o enti pubblici) le quali continuano a distribuire milioni su milioni per remunerare i propri soci, senza tener conto delle enormi difficoltà finanziarie presenti e future».

Ma come! Perché il capitale risparmiato non viene reinvestito per sostenere famiglie e imprese in difficoltà? Se lo chiede stupefatto Simoncini e la stessa domanda la pongo io a voi, lettori! “Occorrerebbe che in Italia la politica facesse davvero la sua parte salvaguardando i più deboli come i lavoratori dipendenti, invece di privilegiare i soci che, per altro, dovrebbero rinunciare a un guadagno immediato per beneficiarne magari in futuro, in maniera più vantaggiosa”.
Professore, siamo in Italia. Prima vengono le poltrone dei soci e di quelli sistemati nei cda. Poi la povera gente. Le imprese che assumono. Il popolo che paga le tasse per mantenere questi nobili amministratori.

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