L’ITALIA NON CONTA NULLA NEL MONDO: BAGARRE MARONI-TERZI

di CLAUDIO PREVOSTI

Il blitz delle forze britanniche in Nigeria con la morte dell’italiano Franco Lamolinara ed il mancato coinvolgimento dell’Italia si trasformano nell’ennesima bagarre politica in Italia. Nel mirino delle accuse finisce il ministro degli Esteri Giulio Terzi e la gestione da parte del governo di tutta la vicenda. E le critiche rinsaldano almeno per un giorno l’asse Pdl-Lega, anche se con accenti diversi. Se il Popolo della Libertà infatti parla di «brutta pagina per l’Italia» il Carroccio va ben oltre. A scagliarsi contro la Farnesina è in particolare Roberto Maroni, che non usa mezzi termini: «Il governo si fa prendere per il culo – attacca l’ex ministro -. Terzi di deve dimettere». Pronta la replica del diretto interessato che, abbandonando i toni diplomatici da ambasciatore prestato alla politica, invita Maroni ad «occuparsi della Lega e di quello che sta avvenendo a Milano». Controreplica di Maroni: «Mi pare molto grave questa affermazione, questa intimidazione del ministro Terzi nei miei confronti. Forse non si è accorto, essendo un tecnico, comunque glie lo dico, che sono un membro del Parlamento». «Ho chiesto semplicemente – ha sottolineato Maroni – di sapere come mai il governo italiano non sia riuscito ad evitare l’assassinio di un italiano che sapeva essere a rischio della vita e come mai il mondo ci prende in giro per la vicenda dei due marò». «Essendo Terzi ministro degli Esteri – ha osservato Maroni – credo che abbia il dovere morale prima che politico di spiegare perchè il governo non riesce a risolvere una questione semplice come quella dei marò e, vista l’autorevolezza che ha conquistato nel mondo, soprattutto perchè gli inglesi non ci hanno avvisati. Perché non siamo stati in grado di capire, di prevedere, cosa che sarebbe stato, prevedibilissimo, e cioè un’azione di forza per liberare l’italiano e perchè è andata a finire come è andata a finire». Maroni ha concluso ribadendo di «confermare quindi dopo queste affermazioni la richiesta di dimissioni del ministro Terzi».

Il responsabile della Farnesina incassa comunque la decisa solidarietà dell’intero Governo: Mario Monti ripone piena fiducia nel ministro degli Esteri così come nei vertici dei servizi segreti e di sicurezza, fa sapere in serata Palazzo Chigi. Al momento però a chiedere le dimissioni di Giulio Terzi sono solo i lumbard anche se da Popolo della Liberta non manca una pioggia di critiche. Franco Frattini invita alla cautela «il momento è delicato» anche se, aggiunge l’ex ministro «quando è in gioco la vita dei nostri connazionali, con tutto il rispetto per le forze speciali di altri Paesi, noi abbiamo il diritto di sapere». E da Orvieto, dove è in corso la scuola di formazione del Pdl, l’ex ministro degli Esteri lancia una proposta «una consultazione permanente governo-partiti sulla politica estera» sul modello dei vertici che si tengono sull’economia e le riforme.

Alza il tono Andrea Ronchi che accusa il governo di «balbettare» mentre Ignazio La Russa sottolinea come il problema non sia Terzi ma il fatto che «l’esecutivo non sia stato avvertito». Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera non entra nel merito ma si limita ad osservare come «con il governo Berlusconi i rapiti siano sempre tornati a casa». Il ‘casò Nigeria fa discutere anche il Terzo Polo all’interno del quale non si nasconde un certo imbarazzo. In un’intervista Italo Bocchino, vice presidente di Fli si dice convinto che alla «Farnesina siano meglio i politici». Diverso il parere di Gianfranco Fini che evita pubblicamente di intervenire ma ambienti a lui vicini fanno sapere come il presidente della Camera «nutra massima stima in Terzi e nei servizi». Chi va all’attacco è l’Italia dei Valori che con il capogruppo alla Camera Massimo Donadi non esita a chiedere che il ministro degli Esteri riferisca in Aula sull’accaduto: «Quanto accaduto conferma che il governo si muove tardi e male» ecco perchè «il titolare della Farnesina deve venire quanto prima a riferire sull’accaduto».

Una dura presa di posizione sull’atteggiamento del governo britannico arriva da Massimo D’Alema che non esita a definire poco «convincente la risposta di Londra alle richieste di chiarimento da parte del nostro Paese». Il presidente del Copasir però aggiunge: «Occorrerà chiarire il ruolo dei nostri servizi segreti e valutare le iniziative svolte, in questo lungo periodo, fino a ieri, in relazione alla tragica vicenda».

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