Lo sciopero è già finito. Cosa è stato risolto? Code dai benzinai, una categoria sul piede di guerra

I sindacati dei gestori delle pompe di benzina ieri in giornata hanno annunciato la revoca del secondo giorno di sciopero: “A favore degli automobilisti, non certo per il Governo”. Lo scrivono i presidenti delle sigle Fegica e Figisc/Anisa. L’ultimo incontro con il ministero del Made in Italy, guidato da Alfonso Urso, “non è riuscito ad evidenziare alcun elemento di concretezza che possa consentire anche solo di immaginare interventi sui gravissimi problemi del settore e di contenimento strutturale dei prezzi”. Secondo le due sigle “le proposte emendative avanzate dal Governo al suo stesso decreto non rimuovono l’intenzione manifesta di individuare i benzinai come i destinatari di adempimenti confusi, controproducenti oltreché chiaramente accusatori”. Le due sigle si uniscono quindi a Faib Confesercenti che già ieri aveva deciso di dimezzare le ore di sciopero.

Nella nota congiunta Roberto Di Vincenzo di Fegica e Bruno Bearzi di Figisc aggiungono: “Appare ormai chiaro che ogni tentativo di consigliare al Governo ragionevolezza e concretezza non può o non vuole essere raccolto. Per questa ragione anche insistere nel proseguire nell’azione di sciopero, utilizzata per ottenere ascolto dal Governo, non ha più alcuna ragione di essere. Tanto più che uno degli obiettivi fondamentali, vale a dire ristabilire la verità dopo le accuse false e scomposte verso una categoria di lavoratori, e’ stato abbondantemente raggiunto. I cittadini italiani hanno perfettamente capito”. Secondo i rappresentanti dei benzinai la revoca del secondo giorno di sciopero programmato elimina ogni possivile disagio “a questo punto del tutto inutile”. Il confronto a questo punto si sposta in Parlamento dove i benzinai hanno già avviato una serie di incontri con tutti i gruppi parlamentari perché il testo del decreto cosiddetto trasparenza raccolga in sede di conversione le necessarie modifiche”.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

La presa per i fondelli. Governo se la prende con i benzinaio poi la burocrazia italica non molla 500 milioni per sostenere l'autotrasporto e la transizione

Articolo successivo

Corsi laurea infermieri "vuoti". Pagati il 40% in meno che in Europa