L’Italia, paese che governa sulla base dei tradimenti. Hanno iniziato nel 1866

di Valter Roverato -In quel paese chiamato Italia esiste un governo sorretto da una coalizione non votata dagli italiani, frutto di accordi più o meno sotto o sopra-banco fra partiti che nulla hanno a che fare l’uno con l’altro e che anzi, fino a qualche anno fa, ma anche meno di qualche anno, se ne dicevano di tutti i colori, uno per tutti il “fate parte dei poteri marci, non vi darò la mia fiducia” pronunciato da Beppe Grillo, se non ricordo male nel 2014, al termine della ormai nota riunione, trasmessa in “streaming”, fra l’allora PD di Renzi e Bersani ed i vertici del movimento 5 stelle.

Ma si sa, in politica il tempo scorre veloce, e le cose cambiano altrettanto velocemente, e ciò che si diceva una volta (“apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno”, con tanto di apriscatole esibiti in parlamento, oppure “siete circondati, stiamo arrivando”, pronunciato da vari esponenti dei 5 stelle in molte occasioni), non è più attuale al giorno d’oggi. Ed anche le alleanze cambiano altrettanto velocemente: se fino a ieri i 5 stelle governavano con la “destra nazionalista e populista” di Salvini, oggi governano con i vari nipotini di Stalin.
Adesso stiamo assistendo al cambiamento ulteriore, nel governo: un alleato, con un gruppo di suoi sodali nelle 2 camere del parlamento, da rottamatore esperto quale è, vuole rottamare anche il premier Conte, secondo lui non più adeguato, ed ha tolto il suo appoggio, aprendo ufficialmente il “parlamento-mercato”, con parlamentari che freneticamente corrono da uno schieramento all’altro, cosa che in quel paese chiamato italia si verifica con una frequenza tale da diventare ormai praticamente una consuetudine.
Tutto ciò è favorito dal fatto che nella costituzione “più bella del mondo” (?) si dice che il parlamentare è eletto in nome del paese, e non è legato al partito che lo fa eleggere, per cui una volta eletto egli può fare ciò che vuole: cambiare casacca e finire a destra, a sinistra, al centro, o nel “gruppo misto” (aberrazione tutta italiana, è il gruppo dove finiscono i fuoriusciti dai vari gruppi parlamentari), e così possono votare come vogliono, e non per sostenere le istanze di quel partito che, coi voti ricevuti da chi quelle istanze condivide, li ha portati in parlamento. Ecco perché in quel paese chiamato Italia da sempre si succedono tanti governi, alcuni in passato durati anche solo un mese, altri solo un po’ di più, ed anche perché tutti invariabilmente non terminano con la stessa composizione con cui sono nati.
Ma allora perché non si cerca di cambiare quella costituzione che, anche se è la “più bella del mondo”, non consente di avere governi alla sua altezza? Che forse convenga ai parlamentari essere eletti e poi fare ciò che si vuole? Forse lo vediamo dai fatti che si sono succeduti in passato,  ed oggi, con la cosiddetta movimentazione di parlamentari responsabili: io ti do un posto da una parte, e tu mi sostieni il governo dall’altra, oppure io ti prometto mari e monti, e tu mi assicuri il mio scranno governativo, e si tira avanti così.
Succede così che l’eletto tradisce chi lo elegge, che ti vota proprio perché la pensa allo stesso modo, e mai si aspetterebbe di restare improvvisamente privo di rappresentanza nel parlamento. Questo è un motivo per cui la politica si va inesorabilmente allontanando dal popolo, che va così sempre meno a votare, ed è comprensibile, visto che colui che va ad eleggere potrà fare legittimamente quello che vuole del tuo voto, finanche a portarlo in dote a chi magari ha idee completamente diverse dalle tue.
Ma in quel paese chiamato Italia il tradimento in politica sembra essere divenuto ormai comune, tanto da indurre a pensare che forse mancano idee valide da portare avanti, e magari è proprio così, perché è vero che le ideologie “storiche”, la destra, la sinistra, i conservatori, i progressisti, col tempo vanno sempre più “sfumando”, confondendosi, mischiandosi, trovando terreno fertile sia da una parte che dall’altra, diventando solamente un orpello da sventolare all’elettorato onde carpirgli il prezioso voto, che assicura l’altrettanto preziosa poltrona, tutto qua.
In pratica in quel paese chiamato Italia il tradimento è diventato una routine, proprio in tutti i campi, per esempio: ricordate la Lega ex-Nord? Sappiamo bene perché originariamente era nata, e cioè per difendere il territorio padano coi suoi abitanti, ritenuti a ragione vessati e sfruttati da Roma ed i suoi poteri. Ecco, adesso quella Lega è passata in mano proprio di Roma, e cioè di quel “nemico” che si voleva combattere, da cui ci si voleva liberare, e tutto questo per opera di Salvini che adesso se l’è conquistata e la cavalca politicamente per diventare “premier”. Un tradimento, quindi, perpetrato nei confronti degli elettori padani, che adesso si trovano senza difesa, senza rappresentanza nei palazzi romani, e sfruttati e vessati ancora dallo stesso “padrone”.
Non mi meraviglia perciò che tutto questo succeda, in quel paese chiamato Italia, dato che esso stesso si regge tutto su intrighi di questo tipo, come un castello di carte dove ognuna sorregge l’altra, ma essendo proprio incollate l’una all’altra, ed il collante è proprio il tradimento. Non solo la Lega ha tradito, ma anche gli altri partiti italiani: il movimento 5 stelle non è più lo stesso di qualche anno fa, né lo è Forza italia, né il PD stesso: hanno cambiato idee, sfumature di idee, posizionamenti un po’ di qua ed un po’ di là, ma con un’unica missione: tenersi la sedia, lo scranno governativo, o comunque assicurarsi un posto che rende migliaia di euro al mese, nel peggiore dei casi. Cambiano i partiti, forse, ma non le facce che vediamo continuamente aggirarsi nei palazzi romani: sono sempre quelle.
Adesso il destino del governo è legato ad un certo Tabacci, ex DC di lungo corso, oppure alla moglie di un certo Mastella, politico sempre di quel lungo corso, oppure ad un certo Casini, per rimanere in quello stesso lungo corso, o anche ad un certo Ciampolillo,  eletto col movimento 5 stelle  e successivamente espulso da quel movimento.
Ecco perché io credo che le cose, in quel paese chiamato Italia, non cambieranno, anche se in realtà la forza e la possibilità per cambiarle, ce l’avremmo noi, il popolo, ma per fare questo si dovrebbe eliminare del tutto dal vocabolario politico la parola “tradimento”, e questo è un traguardo difficile da raggiungere, almeno finché non cambierà quella “costituzione più bella del mondo” in modo che preveda il cosiddetto “vincolo di mandato”, facendo sì che l’eletto non possa fare ciò che desidera del consenso ricevuto, come dicevo prima. Ma ricordo anche che questo emendamento era previsto nei vari programmi elettorali della Lega ex-Nord ed anche del movimento 5 stelle, e ricordo anche che entrambi sono stati al governo, sia assieme recentemente, che solo la Lega, in passato, e la costituzione non è stata toccata. Quindi si potrebbe aggiungere anche un tradimento nei confronti dei programmi elettorali, delle promesse fatte dai partiti all’elettorato.
Vogliamo ancora restare legati a quel paese chiamato Italia, che ci ha traditi in tutti questi modi, e per tutti questi anni?
Possiamo desiderare di essere almeno un po’ più autonomi (altra promessa tradita) da quel paese?
D’altra parte, proprio i Veneti nel 1866, col “referendum-truffa”, sono stati le prime vittime di un tradimento proprio da parte della allora già esistente Italia, basta andare a rileggersi la storia di quel tempo….
Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Senzasconti, Fusco e Redolfi ad Antenna 3

Articolo successivo

Dopo tre mesi, la commissione d'inchiesta sull'emergenza Covid aspetta ancora i dati dall'assessorato