L’Italia non esiste

di Angelo Coppi – Pubblico questo e per un po’ credo che mi silenzierò. Vediamo quanto resisto.
Mi taccio perché sono stanco. Stanco di queste cose. Stanco di ripetere sempre gli stessi temi. Stanco di sentirmi dire tutti i santi giorni che questo è uno stato di m…a, o un paese di m…a da persone che un minuto dopo le trovi avvolte nella bandiera italica, estasiati come se abbracciati dalla Madonna.

Stanco di persone che ogni giorno protestano, giustamente, contro la burocrazia italica, ma tirano fuori il pseudo orgoglio italiano quando si parla di nazionale di calcio o di qualche altro sportivo importante. Lì si dimentica tutto, anestetizzati da questi miti in cui vi identificate. Stanco di chi eleva questi patrioti sportivi a semi dei, insieme ad attori e politici, ma che poi si lamenta se i tamponi vengono fatti prima agli sportivi, ai politici o agli attori. Ma come? Li avete voi resi semi dei o ora vi lamentate se danno la precedenza a loro e non a voi popolino? E poi chi lo porta in giro l’orgoglio italiano? Voi popolino? Ma no dai, non scherziamo.

Stanco di vedere gente che è conscia che il problema dell’Italia si chiama Italia, ma non ha il coraggio di ammetterlo.
“Ricordiamoci che noi siamo l’Italia” bellissima frase. Ma poi gli chiedi di cosa si può essere orgogliosi degli ultimi 160 anni. E li cala il silenzio. Se ti va bene ti rispondono coi mondiali di calcio. Se ti va male ti nominano Dante Alighieri e Leonardo che ahimè non fanno parte degli ultimi 160 anni, e se andiamo a vedere il pelo nell’uovo non erano nemmeno italiani, perché allora questo Frankenstein risorgimentale non esisteva ancora.

Vabbé ma qui abbiamo le montagne più belle del mondo. Ah.
E poi abbiamo il mare più bello del mondo. Ah.
E poi la cucina più buona del mondo. Ah.
Dimenticavo la Sanità più bella del mondo.
Ma se abbiamo tutte le cose più belle del mondo, come cazzo è che siamo nella merda? Ogni tanto qualcuno con un barlume di lucidità ti risponde: colpa dello stato. Ah. E cosa bisogna fare per cambiare lo Stato? Onestà, ci vuole onestà. Quindi mettiamo lì politici che riteniamo onesti, puliti. Benissimo. Ma il Dio Stato non tocchiamolo. Sacrilegio. Non sia mai che tutta la gente che mangia attraverso lo Stato rimanga senza pane. Anzi aumentiamolo, rendiamolo ancora più potente lo Stato, così mangia più gente, risolviamo il problema della disoccupazione, e aumentiamo il costo dello Stato. E avanti con le tasse. Come nei paesi socialisti. E poi ricominciamo a lamentarci dello Stato, in un cortocircuito perenne. Lasciamo che decida tutto il Dio Stato. Perché lui sa benissimo di cosa abbia bisogno ogni singola popolazione dello stivale per vivere bene. Lo sa, è Dio, tutto può e arriva ovunque. Ovvio che domande.

Il Dio Stato che tanto vi vuole bene, decreta la situazione di emergenza in gazzetta ufficiale e lo NASCONDE a pagina 7 e 8 dell’edizione del 1 Febbraio invece di farne un edizione speciale! Queste sono le famose parole “Abbiamo preso tutti gli accorgimenti per gestire l’emergenza”. Nascosto a pagina 7, lavandosi la coscienza e le mani.

Ieri sera sentivo delle assurdità dette, non da un ciucat in un bar, ma da uno che scrive sul corriere, che la situazione attuale è colpa del federalismo. E mi sono chiesto di quale federalismo stava parlando? Perché tutto è questo paese, tranne che un paese federale.
Vi lascio con 3 cose, questo articolo che mi ha lasciato sconcertato, e se nemmeno questo risveglia le vostre coscienze, facendovi capire che non stiamo parlando dello stesso paese come ci hanno raccontato a scuola ma stiamo parlando di due paesi diversi con tradizioni e culture diverse, e mi riferisco in particolare alle coscienze di chi in questo pseudo paese fa andà i man come si dice da queste parti, vuol dire che non c’è proprio speranza. Vi lascio con il consiglio di un libro da leggere “l’Italia non esiste” lo trovate anche su Amazon in formato Kindle, che vi racconta come sono andate storicamente e come stanno le cose nel bel paese, senza la retorica risorgimentale dei sussidiari; e vi lascio con un’immagine. Quando vi viene in mente o sentite dire che ci vuole più stato e anche la sanità deve tornare totalmente in capo allo Stato, fatevi venire in mente quell’auto schiacciata sotto il crollo del ponte della strada STATALE 36 nel lecchese.
Statemi bene patrioti e non.

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