L’Italia è precaria e la marcia verso il comunismo procede a ranghi serrati

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Italia, ovvero il paese del “non se ne fa di niente”. Dopo una qualsiasi proposta la risposta NORMALE sarebbe : “E’ totalmente sbagliata per i seguenti motivi”, oppure “ invece io farei…”. Invece no, questo è un paese dove si fa una disperata ricerca, davanti ad un qualsiasi problema, per concludere che è meglio rinviare. L’unica  cosa che hanno fatto i reggitori italioti è stata quella di creare i “precari” e decisioni simili. Ossia una apparente soluzione (peraltro a valore zero) che porta ad un tanto anelato rinvio. Perfino con l’inno nazionale la decisione chiara (che avrebbe dovuto essere quella di cambiarlo totalmente) è stata quella di RINVIARE.

Cominciamo con la scuola. Quanti saranno gli allievi da istruire ora e nel prossimo futuro, lo sanno anche i sassi, salvo impensabili sensibili variazioni. Quanti saranno i docenti necessari , tenendo conto dei pensionamenti, pure. Si conosce quindi, con esattezza matematica il numero dei futuri insegnanti da ingaggiare. Si aggiunga pure una certa percentuale di aumento per tenere conto dell’allontanamento di quelli che, superato il concorso si dimostrassero in pratica inidonei all’insegnamento. E allora, dove sta il problema? Si dovrebbe solo organizzare un concorso che permetta di selezionare esclusivamente il NUMERO di cui si abbisogna! Da dove piovono allora questi precari?

Ho il dubbio che i concorsi siano non selettivi sulla qualità e sul numero, (ossia se ho bisogno di mille docenti doso la difficoltà degli esami in modo che escano vincitori solo mille) ma solo sulla qualità al livello della sufficienza culturale. Ossia ammetto tutti quelli che arraffano  il fatidico sei, ossia la sufficienza. E questo accade in tutti i concorsi pubblici. Perfino nell’esercito, il concorso o pseudo tale è solo un mezzo per avanzare nella carriera, cioè nello stipendio.

Nessuno mette in evidenza che le Forze Armate italiane hanno (fatte le debite proporzioni ) quasi tanti generali ed ammiragli dell’esercito degli USA e che i soli marescialli italiani sono oltre 50.000. Perché? Semplicemente perché uno va avanti per anzianità e non per esigenze organiche e per merito. Poco prima dei pensionamenti, gli avanzamenti sono massicci, per aumentare  la pensione. Ecco spiegato il folle numero dei marescialli nell’esercito, nonché dei generali e degli ammiragli. Il merito, e le esigenze della struttura, evidentemente, sono l’ultima cosa, cui si pensa. La magistratura, more solito, si è fatta attiva a  incrementare i danni del disastro. Con una recente sentenza ha riconosciuto che la copiatura, ottenuta con qualsiasi mezzo anche i più sofisticati, non è passibile di pena. Quindi, ragazzi, niente studio e sotto a copiare,tanto tra TAR e magistratura la vittoria è assicurata.

Inotre i precari fanno anche comodo ai sindacati. I sindacati sono alla ricerca di aderenti (clienti) , pertanto il fatto che esistendo persone (i precari ) potenzialmente scontenti della loro posizione, fa comodo al massimo. Hanno la stessa funzione “utile” per certi partiti, degli immigrati, ossia portare potenziale consenso a chi se lo sente mancare. Tutto questo è reso filosofico attraverso la “teoria del diritto “, invocata ad ogni piè sospinto.  In base alla quale ogni desiderio diventa DIRITTO.

Tito Tettamenti, sul Corriere del Ticino, in un suo pregevole articolo “Il diritto di avere diritti”, dice tra l’altro: “Si è delegata in modo miope e gretto la solidarietà al potere statale, che l’ha trasformata in assistenzialismo. Ciò ha aperto le porte ad una visione degenerata dei diritti”. Sempre nello stesso ambito di precarietà si è sviluppato il progetto ILVA. Sviluppo “tanto per creare posti di lavoro” con tentativo di ulteriore disastro a Gioia Tauro. Assunzione di lavoratori con prevalente obbiettivo non di lavorare , ma di avere uno stipendio. Cessione a privati tanto per allontanare la risoluzione di problemi di efficienza e di sicurezza. Provvisoria dimenticanza dei problemi esistenti sia da parte del Comune di Taranto che da parte dell’ambientalista Governatore della Puglia. E via discorrendo sul tono del precario.

La marcia verso il comunismo in Italia, dopo che in tutti gli Stati è clamorosamente fallito, prosegue imperterrita poiché, con ogni evidenza si vorrà toccare con mano le delizie del regime, rifiutando di credere alle tangibili esperienze altrui.

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