L’ITALIA CEDE E PER GLI INDIPENDENTISTI GIUNGE L’ORA

di FABRIZIO DAL COL

Il cedimento del paese Italia è ormai dietro l’angolo. Ogni santo giorno il capo dello stato Giorgio Napolitano è impegnato nel difendere l’unità e la coesione di uno Stato centrale ingestibile e minato dalle sue stesse istituzioni. Le sue dichiarazioni circa le tensioni sociali sono sempre più numerose e allarmanti e l’invito al governo a far presto ad applicare quelle riforme necessarie volte al rilancio della crescita è divenuto quotidiano. Il premier Monti, viste le innumerevoli e quotidiane  dichiarazioni che apparivano sui giornali, ha richiesto un colloquio con il presidente della Repubblica, e da tale incontro è emerso l’invito esplicito del capo dello Stato a cambiare marcia, anteponendo alla politica di austerity quei provvedimenti necessari alla crescita quale priorità assoluta. A fronte dell’attuale situazione economica, la scelta di velocizzare i provvedimenti sulla crescita economica non solo è  tardiva, ma si trasformerà a breve anche in nociva. La politica del rigore fin qui applicata come una scelta primaria sui numerosi provvedimenti legislativi messi in cantiere, ha prodotto l’impoverimento generale del tessuto socio economico italiano e l’applicazione dei futuri  decreti sulla crescita oggi necessita di ulteriori e immediati interventi finanziari che l’Italia in questo momento non è in grado di affrontare. Con il 30 di giugno, ovvero quando si potrà determinare con certezza le entrate dello Stato derivanti dalle dichiarazioni dei redditi Italiani e dalla lotta all’evasione fiscale, potrebbe verificarsi l’irreparabile e le entrate statali potrebbero essere non solo  inferiori alle attese, ma insufficienti a finanziare le politiche nel comparto delle produttività.

Le probabili mancate entrate sono inevitabilmente imputabili alle oltre 200.000 imprese che hanno chiuso nel corso del 2011 e allo sperpero totale  di denaro pubblico, al quale non si voluto provvedere in questa prima metà del 2012. L’ostinazione e l’inflessibilità del premier nell’applicare la politica del rigore come prima scelta è stata da una parte  determinata da un forte egocentrismo personale, e dall’altra volta ad ottenere per l’Italia un ruolo di spicco in Europa capace di modificare l’assetto di politica economica dell’intera Unione Europea.  In realtà, come ci ha detto ieri Bankitalia, il debito pubblico italiano è comunque aumentato e molto probabilmente sarà destinato ad aumentare ancora nei prossimi sei mesi. La politica del rigore volta a mettere in sicurezza l’Italia ha prodotto di fatto una fiumana di tasse e non è servita a mettere al riparo da un possibile default, ma solo a garantire l’esistenza dell’Unione Europea  fortemente compromessa da un suo paese fondatore qual è l’Italia. Ecco perché ciò che sta accedendo in questi giorni assomiglia sempre più ad un cedimento continuo ed inarrestabile di tutte le istituzioni che conformano lo Stato centrale, e mentre si sta provvedendo alla difesa di Equitalia e Finmeccanica, dichiarate qualche giorno fa dal ministro Cancellieri obbiettivi sensibili, i cittadini non sembrano più essere in grado di reagire ad uno sconforto che ormai sconfina spesso in reazione incontrollata. Persino Benedetto XVI, sempre più preoccupato da una politica che quotidianamente perde il suo ruolo, è intervenuto in preghiera invitando gli italiani a reagire a tale sconforto.

Tuttavia ciò che servirebbe urgentemente al Cittadino comune è una svolta decisa, di speranza e  pacificatoria, e tale svolta non può che essere determinata da una revisione se non addirittura una totale e immediata abrogazione delle regole vigenti che opprimono la quotidianità di ciascuno. Se non vi saranno queste condizioni, il crollo e il decadimento dello Stato sarà inevitabile e a rallegrarsene non saranno solo tutti coloro che si battono per la Libertà e L’Indipendenza, ma anche i Cittadini oggi sempre più oppressi  da uno Stato che ha dimostrato non solo di non volere cambiare, ma di continuare imperterrito ad infierire su di loro.

 

 

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69 Comments

  1. Drusiana, più ancora delle risorse, può una politica economica sensata, ergo liberale! Non che abbondanti risorse siano una disgrazia, anzi, ma, come dimostra la Svizzera che ne è poverissima, la chiave sta in una legislazione semplice, che favorisca l’iniziativa privata e in uno stato frugale. A tal proposito, ti consiglio il blog di quello che ritengo essere il miglior economista della penisola, il Prof. Antonio Martino: http://www.antoniomartino.net. E’ illuminante, inoltre è siculo, quindi dubito che scriva quel scrive solo per far contenti noi polentoni 😉
    Interessante, inoltre, l’articolo da lui scritto su “Il Sabato” del 28/07/1990, dove analizzava le ragioni dietro il successo elettorale delle leghe e metteva in guardia da quello che poi è avvenuto: pressione fiscale al 60% del reddito!

  2. Drusiana, una selva di post più in basso, ha fatto riferimento all’indebitamento del Piemonte: non so se sia la regione più indebitata, certo è che di debiti è zuppa, come avevo già scritto in un’altra aiuola di commenti. Rimanendo in tema di progettualità, è interessante notare che Piemonte, Lombardia e Veneto potrebbero adottare la stessa moneta, senza la rinuncia da parte di nessuna delle tre alla propria sovranità monetaria. Esempio: negli U.S.A. tutti gli stati hanno ceduto la loro sovranità monetaria alla FED con referendum popolari… tutti tranne uno, il North Dakota, che decise, saggiamente, di non affidarsi a superbanchieri centrali.

    • Il Piemonte è una regione in passivo,la più indebitata. La Lombardia,invece,dovrebbe essere in attivo. Dico *dovrebbe* perchè su questo tipo di dati,andrebbero fatte considerazioni che non ho tempo di affrontare ora. A fronte di ciò,quando siparla di “sghei”-e senza il capro espiatorio dei “terroni”-ho la sensazione che l’amor padano sfumerà come vapore acqueo…ma è pour parler,eh.
      Quanto alla moneta unica,è ovvio che anche il Sud ne avrebbe una. Tu trascuri o sembri non conoscere le enormi risorse del Sud sfruttate da gruppi padani o,addirittura,esteri. Parlo del petrolio (le più grandi piattaforme d’Europa),dello zolfo,delle energie rinnovabili,l’eolico,il geotermico,le acque (minerali e no) etc. Lasciati a noi stessi,ci riprenderemmo in poco tempo. La storia insegna (quella vera,però…non quella dei liberatori calati dall’alto con la camicia rossa!)

      • Drusiana, non farmi arrabbiare i veneti: è “schei”, non “sghei”! Per quanto riguarda le potenzialità del Sud, permettimi un appunto, che vale anche per il Nord: io credo sia stato un grave errore rinunciare al nucleare, e che le future Padania e Napolitania dovranno entrambe rivalutare quell’opzione. Qui sento spesso dire che potremmo soddisfare le nostre esigenze energetiche sfruttando maggiormente l’energia idroelettrica, però questo già lo fa abbondantemente la Svizzera, senza per questo rinunciare all’atomo. Io non trascuro le risorse del Sud, solo che queste da sole non bastano: la Svizzera, ad esempio, di risorse è poverissima, eppure è una delle nazioni più ricche del mondo! Quello che fa la differenza è la politica economica attuata, ma qui si fa lunga e ti rimando al mio post sopra.

        • Albert,chiedo scusa ai veneti,non sono di madrelingua 🙂
          Il tessuto politico è da rifare integralmente,non v’è dubbio alcuno. D’altro canto,se così non fosse,non staremmo qui a voler tirare il tappo alla bagnarola italica!
          Grazie per il link,gli do subito un’occhiata!

      • Ti rispondo qui perchè nel post sotto manca il tasto di reply.

        Credo che sulla polpa siamo d’accordo. La classe dirigente che ha governato sin’ora, TUTTA, di ogni colore e provenienza geografica è responsabile in ugual misura. Alcuni sono anche traditori oltre che ladri, e i nodi verranno al pettine in breve tempo.

        Per quanto riguarda le potenzialità delle Nazioni del sud, non c’è nessun dubbio. Il territorio di per se potrebbe diventare una specie di California europea, ma bisognerà tagliare molte teste e disarticolare il sistema di clientelismo sedimentato, che si è infiltrato ovunque come un tumore. La rivoluzione dovrà necessariamente essere morale e sociale oltre che economica, e penetrare a fondo nel corpo e nello spirito di ogni singolo individuo come una cascata purificatoria. Se cambia l’uomo, tutto cambia.

        • E’ ovvio che dovranno essere sradicati i sistemi clientelari. Ma,se ci pensi,il sistema clientelare è strumento della politica ITALIANA,che ha pensato di tenere-finora-il Sud “addomesticato”,togliendogli tutto e comprandoselo con un piatto di minestra. Non c’è bisogno di chissà quale rivoluzione morale. Basta ridare lavoro ed opportunità ai territori,più un sistema legislativo che supporti lo sviluppo territoriale e penalizzi REALMENTE la criminalità. Cosa che l’italia non ha mai fatto. Al contrario,la criminalità istituzionalizzata nacque dal patto tra salvatore de Crescenzo e Garibaldi,e si mantiene vivo,ancora oggi,con Cosentino in Parlamento. Ti assicuro che il Sud,costituito dal 90% di persone oneste,non aspetta altro. Ti ricordo che le vittime di Mafia,così come le associazioni antimafia (migliaia) sono tutte concentrate in 4-5 regioni del Sud.
          Quanto alle teste da tagliare,piazza Mercato conserva il suo patibolo. Ma questi,non li metteremo a giacere vicino Corradino di Svevia: li daremo in pasto ai maiali.

          • Guarda, io ho un’amica che viene dal Vesuviano. E’ fuggita con una valigia e 800€ perchè non trovava lavoro e non riusciva a restare con le mani in mano. Dopo tre anni scarsi aveva una casetta nuova con mutuo in corso, due lavori e si era pure iscritta all’università. Senza alcun aiuto né appoggio esterno. Praticamente non si ferma mai, faccio perfino fatica a trovarla in casa.
            So che c’è molta gente di buona volontà, che tra l’altro deve combattere con un ambiente ostile, per cui quando riesce a mettere fuori la testa ha il doppio del merito. Non ti nascondo però che mi turba pensare alle masse che hanno abbassato la testa e si sono fatte comprare per un pugno di riso. E’ li che bisogna lavorare di più, bisogna dargli un’alternativa e una speranza, perchè il furto fiscale è una cosa ignobile, ma è altrettanto ignobile ridurre una parte del popolo al servilismo, e farglielo pure accettare come soluzione per sopravvivere. Bisogna lavorare anche nell’istruzione e nella formazione professionale, creare l’humus necessario a far marcire i semi delle gramigne in ogni sottobosco, prima ancora che germoglino. E se non marciscono da soli, vaporizzarli, con le buone o con le cattive 😉

  3. Mi sembra che siamo tutti d’accordo:
    L’Italia è un’invenzione. (Aveva ragione Metternich: è solo una concezione geografica di comodo).
    Di quà delle Alpi ci sono vari popoli diversi, che sono stati riuniti in maniera fraudolenta. Devono riprendersi ognuno la propria libertà. Più aspettiamo e peggio sarà.

  4. Il nord, una volta, indipendente, dovrebbe affrontare varie questioni scomode, che Bossi&co, interessati unicamente al consenso di breve termine si sono ben guardati dal menzionare. Una delle più impellenti: la gran parte delle PMI, che tutti dicono essere il ns. petrolio, non ha futuro, salvo non si aggreghi e/o cresca. Per fare la Grande Svizzera, come dice Oneto, bisogna avere gli stessi ferri del mestiere, tra i quali vi sono molte imprese medio-grandi, se non multinazionali. So che queste considerazioni infastidiranno molti, e posso assicurare che non me ne sto in una torre d’avorio: la mia famiglia aveva una ditta metalmeccanica, ormai chiusa, e quando sento dei suicidi la mia mente corre sempre a quel giorno del 2009, in cui siamo riusciti a sventare quello di mio padre. Conosco anche i metodi delle banche, per non parlare del fisco. E tuttavia ho maturato la convinzione che, in tempi di mondialismo, tante piccole ditte, che spesso si litigano gli stessi 4 clienti in croce, siano come un gregge di pecore. E, per quanto banche e stati siano dei cattivoni, nessuna economia, neanche quella della padania che verrà, potrà più permettersi società così sottocapitalizzate e imprese, magari già passate di nonno in padre in figlio, totalmente dipendenti dal credito bancario.

  5. Albert,a parte che non credo che i veneti vogliano stare con i piemontesi 🙂 ehehee non credo proprio. La padania non esiste ed il Piemonte,essendo stato il motore dell’Unita’ d’Italia risulterebbe con l’autodeterminazione dei popoli come STATO OCCUPANTE…ma dove vi avviate ? Non puoi reclamare nessun diritto …ti tocca anche risarcire 🙂 includiamo anche il genocidio…!Il primo lager in Europa non e’ stato Auschwitz ma le fenestelle a Gaeta.Quale sarebbero i benefici? I rifiuti urbani mandati al Sud? I fondi fas spariti nel nulla? Ah,ho capito parli di questi benefici

    • e i contadini meridionali mandati a morire dalla “Corona” per “liberare” Trento e Trieste non li mettiamo?

      e quello mandati a morire in Russia piuttosto che in Albania o nel deserto?? da chi??? e per cosa???

      chi comandava ai tempi??? e chi comanda tutt’ora??
      chi ha le leve del potere in questo paese??? il sud come dice Oneto???

      • L’itaglia ha mandato a morire, perche’ poi doveva dire che si e’ pagato col sangue e va tenuto in debito conto, TUTTI..!

        Dal nord al sud, da est a ovest.

        TUTTI FUMMO COSTRETTI E MALTRATTATI; e CONTINUANO A FARLO..!!

        Qua al nord le guerre avevano scelto il terreno per combattere… e mi riferisco alla prima o grande guerra in particolare: INUTILE..!!!!!

        Siano stramaledetti… AJA DOVE SEI..?? NORIMBERGA NDO KAX SEI..???

        SOLO CHI PERDE GIUDICATE, ma che bravi (non dei promessi sposi)..????????????????

        Mi scapperebbe una grande e grossa parolaccia..!!!!!! Anzi, piu’ di una…

        Sin salabinladen…

        Ah, speta.
        Non vedete mica che ci trattano, noi popolli, come appunto dei polli da governare tale quali i graggi o i pollai..??

        MERRRRDDDD

        • E infatti chi vince lo si dovrebbe far passare sotto i raggi X. Il perdente ha gia’ perso, per cui a che serve il giudizio..?

          Il vincitore puo’ aver barato. Il perdente anche se ha barato HA PERSO.

          I duelli del tempo addietro erano come giudizio di Dio.

          Il perdente se ne andava con la coda in mezzo alle gambe. Aveva gia’ superato, perdendo, il giudizio.

          TUTTO TEMPO PERSO GIUDICARE CHI HA PERSO LA GUERRA..!!

          Ma quanto intellighenti sti vincitori…

          Ramengo quanto ci costano..!!!

          Sin salabinladen

    • Brigantessa, non ho mai scritto che i veneti debbano per forza stare con i piemontesi, solo che, dal mio punto di vista, sarebbe auspicabile una confederazione tra Piemonte, Lombardia e Veneto, e comunque solo dopo aver sentito il parere dei popoli con referendum. Per quel che riguarda stragi, furti e soprusi perpetrati dal regio esercito, mi guardo bene dal negarli. E così torniamo a bomba: mi fa piacere che Drusiana sia tanto determinata per la sua Napolitania, e nessuno discute il diritto dei terroni di denunciare noi polentoni al tribunale internazionale se lo rintengono necessario, il problema è che queste cose non bastano per disfare l’Italia e a far nascere padanie e napolitanie, le quali dovrebbero pur sempre stare a questo mondo. E per stare a questo mondo, mi sembra che in questi giorni sia più evidente che mai, bisogna esser chiari su quel che ne sarà dell’immenso debito pubblico dello stivale. Come ha scritto Oneto più di una volta, gli unici a potersene far carico siamo noi polentoni, servono però delle garanzie: di qui, l’oro.

  6. Discutere con gente che non capisce la differenza tra secessione e indipendenza, che non rispetta il diritto di autodeterminazione dei popoli e che soprattutto non vuole riconoscere, nazifascistamente, che il popolo italiano esiste ma ne esistono diverse e, sempre nazifascistamente, vuole imporre un’identità finta e unica a tutti, è praticamente una perdita di tempo.

    Viva i popoli liberi, libertà per napolitani, siciliani, sardi, veneti, e così via. Basta coll’occupazione illegittima di questo stato criminale fondato su corruzione, pochezza, mafie e colonialismo interno su base di genocidi, in primis quello napolitano e siciliano.

    • Ecco, i PELLIROSSE erano ragruppati in TRIBU’ o POPOLI. Erano LIBERI E ANDAVANO IN LUNGO E IN LARGO PER LA GRANDE ISOLA. Certo, anche tra di loro c’era gelosia di cui la guerra. Per motivi di sopravvivenza.

      Ai komunisti europei non piacquero. Li definirono SELVAGGI..! LI STERMINARONO IN NOME DELLA “CIVILTA'” e della DEMONIOKRATIA.

      Come oggi che i popoli del nord ita sono oltre che ignoranti o selvaggi sono appunto razzisti.

      La menata del kax e’ troppo chiara, ma molti, specie allorati e pazienza gli analfabeti, ci cascano come dei peri maturi.

      Sin salabinladen a breve Santo.

  7. E dopo la secessione? Repubblica Federale Padana, ognun per sè? Posto che mi piacerebbe una confederazione tra Piemonte, Lombardia e Veneto, comunque autonome, da sottoporre in ogni caso a referendum, vorrei che prima ogni nazione risolvesse i propri problemi, così da non pesare sulle altre.
    Esempio: il mio Piemonte, delle tre, è la meno virtuosa – decenni di socialcomunismo hanno portato a sprechi e enti locali pieni di debiti- e vedere i ns. debiti ripianati da altri sarebbe una vergogna troppo grande!

    • Albert (Einstein), calma.
      Se pretendi di avere a che fare con dei sapiens, specie se in massa, ti sbagli. Gia’ sbagliano i super PROFF…

      Ad ognimodo, la massa da sempre, per sua natura, e’ ignorante, per cui… fidarsi e’ bene ma non fidarsi e’ meglio.

      Vedi, io ho vinto contro i POTENTI, ma ho perso contro gli IGNORANTI.

      Vedi tu.

      Lo so, noi pensiamo che tutti i cittadini siano come noi, piu’ o meno. Pensiamo che tutti siano li’ a misurare i politici e le loro politiche o scelte. Solitamente del KAX come l’EURO.

      Purtroppo non e’ cosi’.
      La menata del kax sarebbe lunga e fermiamoci.

      Concludendo, se non si interessano i cittadini prima, li si convince a prendere coscienza e a ragionare senza stereotipi politici preconcetti, i referendun perderanno anche se la percentuale dara’ il 50+1.

      Vinci col 50+1 ma cosa..??

      Il popolo e’ piu’ POPOLLLO che sovrano.

      Quindi per vincere ci vuole tanto tempo e lavoro.
      Come fa il contadino prima di RACCOGLIERE.

      Pensa allo stato islafritaliano.
      Sono 150 anni che ci lavora dentro per cercare di fare itagliani o iddalioddis (per far rima con idioti) e ogni volta che fa il conto vede che aumentano i NON italiani.
      Abbiamo perfino una televisione araba..??

      Certi mone dicono che hanno diritto. Giusto, ma il rovescio quale e’..??

      Che ce lo ficcano in tel BdelC. A secco e violentemente..!

      Sai, c’e’ chi gode e chi soffre…

      A chi dare retta..?

      Ma basta con questo stato che ci tiene in gabbia come se fossimo tutti dei canarini.
      Uhei, c’e’ anche qualche merlo ne’..??

      Sin salabinladen prossimo santo.

  8. Vorrei che il ns. quotidiano sollecitasse quegli studiosi che simpatizzano per la ns. causa affinchè redigessero un dettagliato piano in cui fossero ben delineate le tappe per giungere alla secessione. Questa, a mio avviso, è sempre stata la prova della malafede leghista nell’inneggiare alla Padania libera: il non avere mai approfondito le tante questioni tecniche che la secessione comporta!
    Esempio: evidentemente sarebbero Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia a doversi far carico della maggior parte del debito della defunta Italia – è quello che avverrebbe in ogni caso. Se il sud si sobbarcasse più che un po’ di debito, verrebbe dichiarato fallito in men che non si dica. Quello che può sembrare solo l’ennesimo fardello ci dà, a mio avviso, molto potere negoziale: pretenderemo, in percentuale, tanto oro di Bankitalia quanto debito ci saremo accollati. Qualora la controparte non accettasse l’accordo, beh… nè il nord nè il sud onorerebbero il debito, anche per noi sarebbe una figuraccia internazionale, ma, col tempo e olio di gomito, riusciremmo a rifarci, loro no.

  9. Sud libero da questa italia matrigna, da 151 anni non ci hanno lasciato gli occhi per piangere. Ma prima ci dovranno risarcire di tutto ciò che ci hanno preso. Noi “Terroni” siamo i derubati chiamati ladri. E permettetemi che anche il nome italia non gli appartiene, se ne trovassero un altro

      • 151 di salassi??? sarebbe bene non fare i conti si dall’inizio altrimento qualcuno direbbe che siamo lagnosi, ma la politica di assistenzialismo vero e proprio è iniziata solo dagli anni ’60. Prima di allora abbiamo solo dato

        • Questo tizio,PIEMONTESE (che è tutto dire) farnetica. Parla di fardello,di debito pubblico,di secessione,dimenticando come i suoi avi savoiardi ci abbiano annessi con la forza,derubandoci di tutto il nostro oro e dei nostri soldi,e parla senza neanche avere la minima idea di cosa dice. Noi,invece,stiamo seguendo un iter burocratico internazionale,stiamo calcolando il maltolto con tanto di documentazione,stiamo già facendo i conti ed abbiamo intrapreso un iter di riconoscimento di GENOCIDIO,in un dossier già depositato al Tribunale dell’Aja ed all’Onu. Altro che Sud “palla al piede”. Il Sud vi saluta!

          • I savoia sono un prodotto Francese. Hanno cannibalizzato prima il Piemonte, ponendovi il loro covo, e da li tutte le nazioni della penisola. Il popolo piemontese ha NULLA a che vedere con la feccia savoiarda.

            • I savoia sono un prodotto francese???
              siamo alla FOLLIA… hannp cannibalizzato il Piemonte??? ma guarda che il Piemonte era una monarchia costituzionale all’poca e che la classe dirigente era PIEMONTESE E MASSONE!!!

              • Ho parlato di popolo piemontese, non degli infami collaborazionisti.
                I Savoia erano alieni che cercavano il loro posto al sole, e hanno approfittato della situazione. Se vuoi discutere la storia prenditela con gli storici.

            • A me risulta che il Piemonte abbia risolto i sui debiti proprio grazie ai Savoia,La vostra moneta era carta straccia.Con il furto ai Borbone avete risolto il problemino grazie alla moneta d’oro. Il Ragno delle Due Sicilie era l’unica nazione di fatto,con una moneta potente,,,cosi’ nacque la famosa banca d’Italia

              • Io sono Veneto, non Piemontese, e anche Venezia avrebbe molto da recriminare per l’annessione coatta e per lo sfacelo sociale che ne seguì. Ma il popolo Piemontese non può essere identificato con i Savoia, con gli intrallazzi di potere del tempo e le conseguenze mortifere alla sciagurata unificazione savoiarda.

                Venezia è stata depredata e ridotta alla fame anche dal nano Corso, ma per quelle malefatte non si può certo prendersela con i francesi di adesso. La storia va avanti. E’ necessario tirare una riga e che ognuno si prenda la propria parte di debito e di responsabilità, in relazione alle proprie possibilità attuali, nel modo più equo possibile e realisticamente praticabile. Dobbiamo riprenderci TUTTI, nel più breve tempo possibile dalle ferite subite in 150 anni di detenzione coatta in questa galera di popoli. E’ questo l’obettivo finale, credo, per chiunque.

                • Abbi pazienza….ma vuoi vedere che i SABOIA erano terroni e si sono invasi da soli per salvare il Piemonte in default??? Siamo seri,per piacere.
                  Cmq,concordo con te: l’obiettivo finale è quello comune. Per tutto il resto,ci saranno tempi e luoghi appropriati (e non certo un Forum,con tutto il rispetto :-)) per stabilire colpe,responsabilità ed altro.

                  • Non c’entrano nulla infatti. Tutte le Nazioni che componevano il mosaico preunitarista avrebbero avuto davanti vita felice e feconda, bastava lasciarle tranquille e serene. Alcune sarebbero arrivate prima e altre dopo, ma la situazione attuale sarebbe un giardino delle grazie rispetto allo sfacelo che siamo costretti a sopportare. Volevo solo stigmatizzare la provenienza comunque allogena dello sfacelo, (perchè siamo sempre stati dei geni a farci invischiare nelle trame dal primo ebete di passaggio) e non mi passa neanche per la testa di negare le colpe di parte della classe dirigente piemontese dell’epoca che si è “stretta a coorte” attorno al lupo savoiardo.
                    Poi è ovvio che qui si discute, e non si prendono decisioni, però, pur nel caos e nello scontro sento cose più sensate qui dentro che dalle bocche della cricca che ancora (per poco) ci comanda. Anzi, ti dirò, credo che rimarrebbe ancora una cosa da fare tutti insieme, perchè questi cercheranno di scappare con la cassa e bisognerebbe prenderli per le orecchie (…)

                    • E concordo sulla parte finale del tuo discorso. I politici,legaioli inclusi,ci hanno sempre messo gli uni contro gli altri per distogliere la nostra attenzione dal nemico VERO (loro) e farci scannare tra di noi. Il giorno in cui-spero,non lontano-capiremo che questi balordi (tutti UNITARISTI,lega in testa!!!) sono i soli carnefici da abbattere,l’italia crollerà ed ogni popolo sarà libero.Ma bisogna fare presto perchè c’è il rischio che scappino con la cassa.
                      Quanto al Piemonte,vorrei solo ricordare che è la regione più indebitata d’Italia e soprattutto,è la “patria” di quell’azienda che ha ciucciato il calzino italico per 50 anni e che,dopo aver usufruito dei NOSTRI soldi per mezzo secolo,sposta la produttività all’estero e ci tiene per le gonadi. Parlo,ovviamente,della FIAT. Credo che un modello virtuoso,in italia,non esista. E se lo sfacelo dello scempio tricolorato non è colpa del popolo piemontese,non può esserlo neanche degli altri popoli “italici”. Il paese del Senato romano ci mangia in testa e noi,come fiere nell’arena,ci sbraniamo.

          • Ciao Drusiana Vetrano,
            Mi permetto di scriverti perche sono molto interessato nell iter burocratico internazionale di cui parli nel tuo messaggio qui su l indipendenza.
            Come posso ontattarti

            Grazie

          • grano che è ritornato sempre al nord!!!
            ricordati di cefis, delle fabbriche false messe solo per prendere i soldi e scappare al nord, degli appalti vinti sempre dalle stesse mega imprese del nord.., INFORMATI!

    • Quanto volete per non avervi più sulla schiena?
      Fuori la cifra, paghiamo, e non se ne parli più e ognuno per la propria strada, AUGURI.

  10. come ho gia’ espresso nei miei modestissimi commenti anche sul Movimento Libertario,auspico e spero in una discesa in campo fattiva,soprattutto perche’ c’e’ necessita’ impellente di informare la gente,affinche’ prenda coscienza e che la morte spirituale l’abulia del pensiero,possono essere sostituite da nuove ventate di aria fresca,da nuovi orizzonti aperti,da nuove speranze che se coltivate non possono che diventare concrete realta’ per un ogi ed un domani a portata di mano.

  11. Leggo di commenti tra sud e nord e tra nord e sud, e di calorosi auguri reciproci. Leggo e rimango allibito e amareggiato.
    Da questi battibecchi e queste divisioni, gli unici a essere contenti e uscirne rafforzati a proseguire il disastro finora portato avanti, sono tutti quelli che dal quirinale a montecitorio e palazzo madama abitano i relativi palazzi. COMPLIMENTI, avanti tutta se è questo che in fondo volete ottenere, siete tutti sulla strada giusta.

    • non essere ridicolo, qualunquista italiano!
      Il problema della cosidetta italia NON è quello di essere governata da qualche “casta” (cioè estranea) più o meno corrotta.
      E’ quello di NON ESISTERE! Di essere il prodotto dell’unificazione forzata di popoli diversi che volevano farsi ognuno i fatti suoi. Chiamare Stato il contrario di ciò che dovrebbe essere: è questo che autorizza poi chi ha un potere qualsiasi a fare solo i propri interessi.

    • Io spero che l’Italia si divida anche e soprattutto per non dovere assistere a queste squallide gare a chi piscia più lontano che ci rendono molto italiani.
      L’italia unita ha fatto male e fa male a tutti. Questo insulto al concetto di Stato è un fallimento totale sotto ogni punto di vista. Partiamo da questo presupposto ed evitiamo il teatrino “nord vs sud” altrimenti rischiamo davvero che in questo divide et impera l’italia rimanga unita nell’odio reciproco, che è il peggior risultato che si possa immaginare (ma anche quello più probabile, ahimé).

  12. Ma voi non preoccupatevi di come affronteremo i problemi (che l’italia stessa ci ha creato). Non temete,non sentiremo la vostra mancanza. Il nostro destino sarà solo nostro,e non certo un vostro problema. A non rivederci!

  13. Indipendenza per il Sud,ORA! Dopo 151 anni,forse è arrivato il momento di spezzare le catene. FUORI L’ITALIA DAL SUD!!!

  14. Mi interessa parlare di Sud e di euro.
    Mi perdoneranno gli abitanti del nord, se mi soffermo solo sui problemi del sud.

    Ora il problema al quale non si può più sfuggire è questo: il Mezzogiorno ha qualche convenienza a restare nell’Euro e sobbarcarsi tutte le politiche di tagli sacrifici e rigore decise dal nostro nuovo capo del governo, che si chiama Olli Rehn (è finlandese ed esercita il suo potere con la collaborazione di un suo aiutante italiano, un certo Monti Mario)? Anche ieri questo Rehn (e cioè l’uomo che in novembre scrisse il programma del governo e lo spedì per lettera a Monti e a Napolitano) ha dichiarato alla stampa che in Italia saranno necessari nuovi interventi di riduzione della spesa pubblica ma che sono solo interventi già previsti e comunicati a palazzo Chigi.

    Ecco: conviene l’Euro al Sud? A occhio la risposta è secca: NO. Nei giorni scorsi su alcuni giornali italiani sono apparsi resoconti su complessi studi che spiegano che la rottura dell’area-Euro avrebbe costi altissimi, soprattutto per il nord e i tedeschi. si parlava di un possibile costo pari al 20 per cento del pil.
    Una mostruosità. Al Sud di Italia, invece, ma potremmo parlare anche della Grecia o della Spagna, quanto costerebbe l’uscita dall’Euro e che vantaggi comporterebbe?
    In attesa di smentite possiamo dire che il ritorno a una moneta nazionale – o comunque a una moneta di valore molto inferiore all’Euro e a un sistema che permetta di “battere moneta” e dunque di realizzare politiche economiche indipendenti, usando varie leve tra le quali quella dell’inflazione – darebbe, nel Sud, un enorme impulso al turismo, permetterebbe un forte e conveniente intervento della spesa privata, ma anche pubblica, che renderebbe possibile la realizzazione di infrastrutture e nuove attività, aiuterebbe la nascita di una giovane rete industriale che oggi non c’è. Il costo sarebbe essenzialmente un costo politico che naturalmente avrebbe una ricaduta pesante sui colossi dell’economia italiana e in particolare sul sistema bancario. Ma qui al Mezzogiorno questi colossi non ci sono e non distribuiscono un solo euro.
    E allora, visto che la crisi morde, e visto che pare che assolutamente a nessuno interessi un fico secco del parere delle popolazioni del Mezzogiorno, ci sembra lecitissimo dire: basta con l’Euro.
    La forza dell’Euro, con un valore deciso dai tedeschi e dalle lobbies del nord, funzionale all’economia tedesca e del nord, hanno consegnato l’intero potere politico del Continente alle potenze economiche del Nord. Risultato: il Sud dell’Europa, e dell’Italia, è stato travolto da una crisi generale nella quale la cosa che ha pesato di più è stato l’aumento delle diseguaglianze, cioè esattamente la politica imposta dall’Euro.
    Proprio ieri sul “Corriere della Sera” c’era una intervista a un importante economista americano (Robert Reich) il quale contestava la politica europea e l’Euro e diceva: l’aumento delle diseguaglianze economiche e sociali è la causa della crisi, e quindi si può affrontare la crisi solo riducendo queste diseguaglianze.
    C’è una possibilità di salvare l’Euro? Una sola: un cambio drastico delle politiche europee e nazionali. Cioè la decisione di spostare verso le zone più povere del continente (Grecia, Portogallo, Sud dell’Italia e della Spagna, Irlanda) una massa molto consistente di ricchezze che ora sono al Nord, al Nord Italia e in Germania.
    Altrimenti via dall’Euro e se il nord e la Germania ci rimettono un quinto del loro pil, chissenefrega!

    Adesso, però, andateci pian con gli insulti…che non servono a nulla,

    alekos

    • E poi? Quanto pensate di durare con l’inflazione al 20-30% che avrete?

      I vostri problemi sono molti, ma i principali sono la malavita organizzata, la corruzione e la mancanza di “produzione” e di export. Il Sud non può vivere di solo turismo ma “anche”. Prima di pensare a reggervi sulle vostre gambe, dovreste fare un piano, firmato da tutti i cittadini meridionali per eliminare la malavita organizzata ed il malcostume.

      Non ci riuscì Mussolini (a sconfiggere la Mafia) non ci riuscirà nessun’altro se non voi. Chiedete aiuto ancora una volta, ma scrivete un patto sottoscritto da tutti.

      Impegnatevi per rinunciare ai posti di lavoro inutili ed all’assistenzialismo, se avete bisgno di assistenza, chiedete “assegni sociali” che costano meno degli stipendi inutili. Il resto, investitelo e/o pretendete che venga investito. Ma se farete da soli, sarà meglio.

      Ed investite bene, non accettate più infrastrutture assurde come il porto di Gioia Tauro o il Ponte di Messina. Investite sulle vostre risorse naturali: mare, natura, turismo, agricoltura, allevamenti ed industrie relative.

      Rifiutate altre Gela e centri industriali, tanto sapete che non durano e sono soldi gettati nel cesso. Con gli stessi soldi potete mantenere un numero di disoccupati mille volte superiore.

      Impegnatevi per eliminare le raccomandazioni, chiedete che diventino un reato penale, chiedete pure l’ergastolo per la corruzione pubblica e firmate contro l’omertà.

      Sarà difficile e lungo, ma altrimenti non ce la farete mai, con o senza euro. Scrivete questo libro, condiviso dal numero maggiore possibile di meridionali, che sia credibile con milioni di firme con nome e cognome.

      Forse qualcuno vi crederà ed avrete (scusa la generalizzazione) la credibilità per pretenere, e che sia l’ultima volta che chiedete qualcosa.

      Potete farlo chiedendo aiuto all’Italia, alla UE o a chi volete. Ma potete farlo anche se volete la totale autonomia od indipendenza, perchè ormai il mondo funziona solo a “produttività” e “competitività”. In questo caso sarà il patto dei meridionali con loro stessi.

      Ma se pretendete di salvarvi con trucchetti come tornare alla “svalutazione” competitiva, tenete conto che anche quelli erano giunti al termine. Si fece l’euro proprio per quel motivo.

      • Ma guarda un po’, gli economisti oggi dicono che il reddito e’ mal distribuito.

        Quando lo scrivevo io ero un malato di testa.

        Poi da fastidio che esimii col PANCIONE GROSSO per via delle loro super paghe, venghino a dire, a chi ha mal di stomaco perche’ da tempo lo ha vuoto o quasi, che devono fare sacrifici.

        MA CHE VADANO A QUEL PAESE…

  15. Mi dispiace, le abbiamo provate tutte con questo strampalato stivale per cercare di stare insieme. Ora basta, qui purtroppo e anche per noi, qua in Veneto, vien giù tutto e così anche nel resto della penisola italica. C’è una consolazione, almeno per me, cioè che qui da noi è più facile tirarsi su le maniche e ricominciare, ma questa volta però lo faremo solo per noi Veneti. Ci costerà sangue e sudore ma almeno lavoreremo veramente per il futuro dei nostri figli.

  16. Il capo dei comunisti vbr e’ come l’orchestra del Titanic, suona continuamente ma ha gli strumenti sott’acqua per questo sono stonati, stridenti il piu’ delle volte.

    Che si rassegni e la smetta di stridere tutti i santi dì.

    Amen

  17. Giusto perfettamente d’accordo con l’articolo, ma non mi pare ci volesse un laureato alla Bocconi per capire ste cose, questa è ABC dell’economia, economia di strada… le tasse sono recessive, e più ne metti e più amumenterà di conseguenza l’evasione e soprattutto l’elusione fiscale. Insomma l’evasione va di pari passo con l’oppressione fiscale. E cmq anche con flat-tax la sistuazione non si risolve cmq l’evasione seppur molto minore esiste ancora (vedere USA). Saranno quindi tutti criminali e ladri?? Ho forti dubbi. Anch’io ho paura che questo 30 giugno 2012 sarà una tragedia e ce lo ricorderemo per parecchio tempo, o meglio se lo ricorderanno per parecchio tempo quelli di Equitalia e Agenzia delle Entrate, ma non credo tanto per il caldo quanto per le dichiarazioni dei redditi e il gettito fiscale incassato XD. Credo sarà il più basso da 19 anni ed oltre, e forse più basso addirittura della media ICF (Inglobal Certifichy of Fiscality…) europea. Cito come esempio un mio amico che detiene una concessionaria auto Bmw-Mini (uno dei settori tra i più colpiti fiscalmente nell’ultimo anno…)… ecco diciamo che ha venduto ben 47 autovetture in meno rispetto all’anno scorso fin’ora e siamo solo a metà anno XD, di queste ben 21 (dunque la metà…), erano sopra il limite di 185kw (250cv…) imposto dal governo oltre il quale si deve pagare di più (si secondo loro però XD). Tra queste una era addirittura il nuovo modello 550d M sport da 381cv, il nuovo modello diesel top di gamma, che ancora oggi giace invenduto in concessionaria nuovo. Quindi non solo danneggiano l’usato (il più colpito com’è ovvio…), ma pure il nuovo come si vede, cioè modelli appena usciti. La conseguenza fra tante, di ciò è che le case madri non rifaranno più lo stesso errore e al prossimo giro non importeranno più certi modelli nel nostro paese tagliandoci fuori da un mercato cmq prolifico anche in italia, quello del lusso. Inutile dire le conseguenze di ciò, meno gettito fiscale, fuga di capitali e famiglie più agiate, immatricolazioni estere da record ecc… e questo è solo uno degli esempi. E potrei continuare con gli immobili ecc… un tipo di politica di questo genere, completamentre folle cioè solo tasse e pressochè zero tagli, ha portato a ciò che ci si doveva aspettare, cioè recessione da terzo mondo e povertà da quarto. Saluti.

  18. Spero quanto prima di scrivere la parola

    FINE – THE END – FIN – ENDE – نهاية – 完 – FINAL – KONEC – KRAJ – PÄÄ – エンド – ΤἘΛOϚ – SLUTT – EINDE – پايان – КОНЕЦ – SLUTET – MWISHO – ปลายอีกด้านหนึ่ง – עק

    dell’italia.

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