ROVERETO: EVA KLOTZ E BEGGIATO INSIEME PER PARLARE DI LISSA

di REDAZIONE

Domani, venerdì 18 maggio alle ore 20.30  a Rovereto (Tn), presso la Sala Conferenze Palazzo Cassa di Risparmio – piazza Rosmini 5 – si terrà la presentazione del volume “Lissa, l’ultima vittoria della Serenissima”, di Ettore Beggiato.

Interverrà all’incontro la dottoressa EVA KLOTZ, consigliere regionale Trentino/Alto Adige-Sud Tirol

Una lettura insolita della battaglia di Lissa, svoltasi nel Mare Adriatico il 20 luglio 1866, nelle ultime battute della terza guerra d’indipendenza e che vide l’inaspettato tracollo della flotta tricolore di fronte a quella asburgica, ora è possibile grazie all’uscita – oggi – del libro : “LISSA, l’ultima vittoria della Serenissima (20 luglio 1866)”, edito da “Il Cerchio” di Rimini.  

La storia di una sconfitta che viene vissuta ancor oggi dalla marina italiana come una tragedia, come un’onta impossibile da cancellare. L’Autore la ricostruisce con un’ottica del tutto particolare, basandosi su documenti ed elenchi praticamente inediti e sui resoconti della stampa dell’epoca, una ricostruzione vista dalla parte dei veneti, o meglio, dalla parte di quei popoli che si riconoscevano nella Serenissima e che costituirono l’ossatura degli equipaggi della marina austriaca, “L’Imperial Regia Veneta Marina” come era ufficialmente chiamata fino a pochi anni prima.  

Nel momento decisivo, all’affondamento dell’ammiraglia “Re d’Italia”, esplose fra i “nostri” marinai un “Viva San Marco” inequivocabile, quel “Viva San Marco” che testimonia ancor oggi la volontà del popolo veneto di valorizzare la propria identità, di riacquistare la propria sovranità culturale e politica.

 

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6 Comments

  1. Non si conoscono le percentuali etniche all’interno della marina asburgica che combatté a Lissa. Vi sono solo ipotesi.
    Quello che è invece ben documentato è quello che avvenne DOPO Lissa, per volontà dell’imperatore Francesco Giuseppe e dei nazionalisti croati: la Dalmazia fu slavizzata.

    http://www.nuovomonitorenapoletano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1339:l-agonia-della-dalmazia-italiana-sotto-francesco-giuseppe&catid=85:storia-del-risorgimento&Itemid=28

  2. Ma che cavolo state dicendo “quei popoli che si riconoscevano nella Serenissima”… la Marina era Austro -Veneziana. La lettura dei cognomi dell’elenco dei feriti suggerisce questa composizione “etnica”:

    36% veneziani (VE e isole della laguna, Chioggia)
    37% slavi (gran parte croati)
    14% austriaci (Austria, Boemia, Carniola)
    21% triestini e lussignani (pochissimi istriani)

    Nessun cognome dalmato eccetto quelli assegnati a Venezia, la Dalmazia faceva parte dell’Ungheria e non dell’Austria.

    Fuori dall’elenco dei feriti ci sono testimonianze di alcuni volontari del Tirolo (Trento), Gaeta, Puglia.

    • Sandi, mi stupisci, di solito sei ineccepibile! La Dalmazia era un Regno pertinente all’Austria, i suoi deputati andavano a Vienna, non a Budapest!
      Anche se siccome stiamo parlando del 1866, l’impero era ancora solo austriaco, e non c’erano ancora le due metà, austriaca ed ungarica, l’Ungheria era un regno dell’Austria.
      Inoltre non vanno chiamati “austriaci” quelli di lingua tedesca, all’epoca venivano chiamati correttamente “tedeschi”, in quanto il termine “austriaci” era vago perchè definiva tutti i cittadini dell’impero (dal 1867 solo quelli della metà austriaca).

  3. Credo sia vero ancora oggi, all’italia brucia ancora e non poco quella sconfitta. Forse è probabile che noi Veneti siamo ancora malsopportati o non ben visti proprio per quell’episodio in cui la Marina Veneta era alleata con quella Austriaca. Per contro posso pensare il contrario e cioè che noi Veneti siamo ancora ben ricordati dagli Austriaci, al di là della 1^ guerra mondiale.

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