PIEMONTESE, UNA LINGUA CHE L’ITALIA NON RISPETTA

di GIOVENTURA PIEMONTEISA

Il piemontese è una lingua che presenta caratteri linguistici marcatamente diversi dall’italiano e sono lampanti le sue affinità con il francese e il provenzale. È parlata abitualmente da 2 milioni di persone sul solo territorio della Regione Piemonte; compresa inoltre da 1.140.000 (IRES/Università di Torino, 2009): la prima lingua d’Europa che ancora non gode di ufficialità o semi-ufficialità in regime di bilinguismo (come in Catalunya, nei Grigioni, in Valle d’Aosta). Possiede una norma scritta comune, risalente alla prima codificazione del 1783 sulla base di principi attestati fin dal Medioevo: ha infatti attestazioni scritte molto antiche, a cominciare da una singolare raccolta di prediche in volgare, i Sermoni Subalpini, della fine del XII secolo.

Nonostante ciò, per ragioni esclusivamente politiche, essa è stata scandalosamente esclusa da ogni tipo di tutela, in primis dalla legge statale del 15.12.1999, n. 482, norma di riferimento per lo Stato italiano.

Domenica scorsa ad Asti, al Centro San Secondo, si sono incontrati cittadini, amministratori locali, rappresentanti di movimenti culturali, consiglieri regionali e parlamentari di tutte le province per pretendere l’immediato inserimento della lingua piemontese nella legge statale n. 482 del 15.12.1999 a tutela delle minoranze linguistiche.

Coordinati dal Comitato “Piemont 482” (www.piemont482.org) i presenti hanno concordato un radicale cambio di strategia: se “chiedere” non ha portato alcun risultato in quarant’anni, è giunto il momento di “prendersi” quegli spazi che i piemontesi rivendicano in base a un proprio diritto umano fondamentale (quello alla salvaguardia della propria lingua e della propria cultura) e che lo Stato, viceversa, ha loro sempre negato.

Di fronte all’assemblea autoconvocata, Carlo Comoli e Giovanni Marco Polli hanno sottolineato, interrotti spesso da applausi di approvazione, come la politica insista nel non fornire risposte, dilatando i tempi all’inverosimile, alle legittime istanze portate avanti in questi anni dai cittadini e dalle istituzioni piemontesi con continue raccolte di firme, mozioni, delibere, ordini del giorno degli Enti locali e numerosi pronunciamenti della Regione Piemonte.

Attualmente cinque proposte di legge giacenti in Parlamento non vengono discusse, sopravanzate nella discussione da molti altri provvedimenti di scarsa o nessuna importanza.

Perdura quindi una una situazione di discriminazione linguistica e culturale, che delle cinque lingue storiche del Piemonte ne vede riconosciute solo quattro (occitano, francese, francoprovenzale, walser) ed esclusa soltanto la lingua piemontese.

All’assemblea, aperta dal neo Sindaco di Asti Fabrizio Brignolo, hanno partecipato attivamente la consigliera regionale Angela Motta e l’onorevole Davide Cavallotto, i principali rappresentanti di questa battaglia rispettivamente in Consiglio Regionale e alla Camera dei Deputati.

Stante la continua perdita di parlanti, a fronte dell’assenza di qualsiasi tipo di tutela della lingua, ci si aspetta una pronta reazione di tutti i parlamentari piemontesi affinché le proposte di legge in Parlamento vengano approvate entro l’estate.

 

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12 Comments

  1. io sono piemontese del canavese e parlo il locale ,,,, ma penso ke sia il momento meno opportuno sul PREOCCUPARSI DEI DIALETTI … sono PRO-FEDERALISTA al massimo e quando tutta la penisola è nel GUANO PIU PROFONDO … mi vien da pensare male sui soggetti ke hanno innescato la PROBLEMATICA DEL DIALETTO … sicuramente una svegliata .. fà bene a tutti … ho un atroce dubbio > infiltrati !!!!??????

    • Speriamo che i lettori non siano tutti di questo livello. Il signor Ottello non ha capito proprio niente, è completamente fuori strada. Bisognerebbe fargli un corso accelerato su quanto è accaduto in Europa negli ultimi cinquant’anni. L’identità è la base di tutto, non basta dirsi pro-federalista (cosa vuol dire?) e lamentarsi del guano. Per quanto riguarda la “penisola” noi Piemontesi siamo saldamente continentali: non c’è alcuna “problematica del dialetto” (e già questa definizione la dice lunga su certi ignoranti che ci danno degli infiltrati) ma la violazione di un nostro diritto umano fondamentale.

    • Valter no sta far el mona.

      Intanto se parlemo de lengoe e diaeti femo a difarensa.
      E lengoe locai xe lengoe.
      Ea lengoea statae, el taliban, xe DIAETO..!!

      Quindi co se parla de diaeti o diaeto se parla del talian strakan.

      E lengoe naturai xe lengue. E RESTA LENGOE IN AETERNUM..!

      E lengoe artificiai o artificiose, spesso truffaldine, el taliban, gli esempio ci sono, per esempio nelle leggi trikoglionite, sono dei DIALETTI. DERIVANO DALLE LENGOE NATURALI..!!!

      Serve uno dea semoea (crusca) pa dir ste robe che se palpa ben anca se gnoranti nea materia..??

      Par che abiurar e nostre lengue semo proprio nialtri che voemo l’INDIPANDENSA.
      DOVEMO DIFENDARLE E KO TUTI I MEXI..!!

      Qua in tera veneta se dixe: brai mone..!!
      PARKE’ NO DIFANDE’ EA VOSTRA LENGOEA..??
      KOMUNISTI DA FATO SI..!
      KAX, ghe parle in taliban ai vostri fioi pensando che i sara’ dotori..??

      MONE AL KUBO SI..!!

      Saver tute e lengue de sto mondo no fa ignorante. Xe in caxo el kontrario..!!

      Mone si e mone restare’..!

      Cio’, uno che se martea i totani pa vedar sel gode mejo xeo o no xeo MONA..??

      L’ITALIANITA’. NA CROSTA VULCANICA CHE NE TIEN DRENTO A STO KAX DE ALKATRAZ.

      Co lexaro’ ancora el termine ITALIA fora posto, cioe’ quando no a ghe jera, ghe daro’ carne a quel che lo scrivara’ dandoghe del teston..!

      Co uno fa copiaincoea da testi talibani (italiani. Da questa parolasa togli la i e aggiungi una b e sei a posto ma il senso e’ un altro) ga da vedar che no ghe sipia mai la paroeasa italia in mexo.
      Basta vedar ea data del fato pa dir se ghe jera o no sta kax de italia.

      No, parche’, par che a sipia esistia, sta merda, prima del DIO VIVENTE, secondo i komunisti TALIBANI.

      Che cernita de libri ke bisognara’ far… e ke rogo… invense dee fasine de legna metaremo i so libri..!!

      Sara’ un vero falò PURIFICANTE..!!

      BASTA SOTTOCULTURA..!!!!!!!!!

      E ti TONTOLO sta all’ockio ne’..?? Ma te me si ankamasa sinpatiko.

      Amen

      PS:
      gaveo dito de no doparar pi’ e dopie…
      Cio’, xe un fia’ fadiga ma me sforsaro’.
      Cosa voeu, anka i kamikaxe fa fadiga a pensar de morir de kolpo.

    • Certo, adesso il problema principale è quello di riuscire a sopravvivere, ma i problemi meno gravi rimangono comunque problemi da affrontare. A maggior ragione quando sono sintomatici dell’idiozia della cultura e delle istituzioni italiane che stanno pestando con lo schiacciasassi tutte le cose belle che caratterizzano l’Italia.

      Gli infiltrati forse sono quelli che chiamano ancora “dialetti” lingue parlate da un millennio e riconosciute dall’UNESCO e poi si dichiarano regionalisti e indipendentisti.

  2. Un popoeo sensa lengoea el xe un popoeo sensa voxe.

    Cusi’ dixe el manifesto dei piemonteis. CONDIVIDO..!

    Ma se podopo femo e riunion e se parlemo in TALIBAN, ndo kax xea mo ea coerensa..??

    Ea regoea xe, da senpre, che co se va in francia se parla el francioxo.

    Co se va in Germania se parla l’alemano.

    Val a dir che co se va in TERA VENETA SE PACIOEA VENETO.
    E via cusi’ par i altri posti.

    Se no, dixemo A ma femo Z. Cioe’ femo i FARIXEI..!

    Si. Xe vero, bixogna sforsarse de far cusi’.

    Sin salabinladen, fu il meno ipocrita ad oggi.

    Gnanca i indipendentisti o autodeterminatisti (che mi sponsorixavo xa tanti ani fa par via che soeo quea asion xe legae) xe come ju’.

    Se metemo Toro Seduto par primo; par secondo Gandhi… terso de seguro xe BIN LADEN.

    Podopo dir chi jera daea parte positiva o negativa dea medaja, no sta a nialtri stabiirlo.

    Xe serto che par i USA sia el primo che l’ultimo i jera LAZZARONI.

    TE PAREVA, dixaria un romano da sempre pi svejo de tuti. Ma mai come i inglexi.

    Salam

  3. Il piemonteis DEVE MORIRE..!!! Come tutte le altre NAZIONI messe in ALKATRAZ, detto anche italia, dai noti stramaledetti padri e madri.

    Ovviamente non sono gli analfabeti a operare questo DEGUELLO, ma i furbini se non mantenuti illuminatissimi e trikoglionissimi di alto rango intellettuale, si fa per dire.

    Vogliamo terremotare la KST oppure no..??

    Se e’ no vuol dire che siamo per la nostra IMPICCAGIONE o FORKA.

    Ma non fu il traditore a impiccarsi..??

    Oggi no. Siamo noi a salire sul patibolo, SPONTANEAMENTE..!! Pori mone..!

    Ma che furbi sti popoli PERDENTI SENZ’ALTRO..???

    Ma che Jesolo, qua ci vuole ben altro..!!

    Salam

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