L’indipendenza verrà solo se i Cittadini saranno protagonisti

di FABRIZIO DAL COL

Gli scenari, la politica, la finanza, l’Europa e tutto ciò a cui i Cittadini stanno assistendo inermi, oltre ad essere in continua evoluzione sta anche cambiando in un modo sospetto e troppo rapido. Fatta questa premessa,  vorrei precisare che non è mia intenzione lanciare qui accuse a chicchessia, tanto meno lanciarle proprio da questo giornale che ritengo essere l’unico vero baluardo per la causa indipendentista.

Riprendendo la premessa di cui sopra, ciò che invece appare essere completamente immobile e privo di idee politico -progettuali fattibili, concrete, condivise e buone da mettersi in campo nell’immediato, risulta essere a tutt’oggi proprio il progetto Indipendenza. In tutta Europa, Germania compresa, quasi tutti i partiti storici sono stati travolti dagli scandali che, come sappiamo, sono stati determinati prevalentemente dalla corruzione, la concussione, gli interessi personali, gli affari privati e i reati contro le pubbliche amministrazioni che, causa la crisi economica, stanno determinando ora il ridimensionamento se non addirittura la scomparsa dei suddetti partiti. Più volte, dalle colonne di questo giornale, ho sostenuto, attraverso la frase  ”sulle macerie non si può costruire nulla se, prima non si è proceduto con lo sgombrare il campo”, che lo Stato, la politica e i partiti non avrebbero mai riformato se stessi. Una tesi che, fino a ieri, ho sempre rivolto contro la classe politica e le istituzioni Italiane, mentre oggi la rivolgo anche a tutta la galassia Indipendentista del Nord. I partiti italiani come del resto quelli europei, complici i loro interessi, come sappiamo non hanno nessun interesse ad un vero cambiamento, che appare invece sempre più  vincolato a una sorta di “cartello precostituito” o forse anche a un “Un patto di non belligeranza” tesi alla loro sopravvivenza. Allo stesso modo, però, la galassia del mondo indipendentista, con l’arroccamento in difesa dei propri simboli elettorali, delle peculiarità progettuali e dei propri poteri interni, da una parte evidenzia di essere specularmente identica ai partiti italiani e dall’altra continua a manifestare la smania di conservare il protagonismo individuale.

reagissero all’immobilismo, ciò perché da un lato i Cittadini non intendono più delegare la loro fiducia solo sulla parola e, avendo il sacrosanto diritto di non credere più a nessuno, vorrebbero invece diventare veri protagonisti del loro futuro. Ecco che adottare un progetto comune e rivolgerlo direttamente alle comunità senza nessun tipo di imposizione o richiesta di appartenenza politica, consentirebbe a tutti di diventare protagonisti della loro Indipendenza. Se invece l’immobilismo della galassia indipendentista avrà il sopravvento, dimostrerà che l’indipendentismo è divenuto da un lato una sorta di salvacondotto volto alla tutela e alla sopravvivenza di tutti i movimenti politici che ne fanno parte e dall’altro il motivo di attrazione di  contenitori ideali per fare le alleanze con i partiti nazionali italiani.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

Il nostro giornale, la Lega e chi sceglie la "torre d'avorio"

Articolo successivo

Il sondaggio che ha convinto il Cavaliere a tornare. Con Forza Italia!