L’indipendenza, per l’Europa un male da combattere

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di MARIO DI MAIO – Non è vero che tutto quello che unisce è positivo e ciò che divide negativo. Basta pensare alla necessità di certe separazioni coniugali. La realtà, viceversa, spesso registra eccessiva tolleranza per il “buon governo” pacificatore e “unificatore ” di popolazioni che di tale buon governo avrebbero volentieri fatto a meno. Emblematico in proposito quanto costatato nel corso degli anni ’90 durante la graduale liberazione degli “slavi del sud”: esperti non sospettabili di comunismo, tra i quali Sergio Romano, erano contrari e “tifavano ” Belgrado, perché temevano per “gli equilibri politici” dell’area balcanica.

E così nessuno si è preoccupato della Bosnia, costretta per sopravvivere ad aprire le porte ai guerriglieri islamici, con le inevitabili relative conseguenze. La verità è che quando si tratta dell’indipendenza delle popolazioni l’intero Occidente tende ad ostacolarla o condizionarla a tutela degli interessi di chi ha voluto o permesso gli assetti che si vogliono cambiare.

E non solo: sul problema incombe l’incubo dell’effetto “domino ” che negli assetti non totalitari, non dovrebbe materializzarsi. Quindi l’indipendenza diventa un male da combattere. L’U.E., dal canto suo, non si limita a confiscare le sovranità degli stati membri, ma si impiccia anche di quelle del vicinato, come nel caso della Crimea. E così l’Italia applica a Putin sanzioni che costano oltre un miliardo ai nostri imprenditori agricoli per faccende che non hanno nulla a che fare con lo sviluppo agroalimentare ma piuttosto con il suo contrario. E come si fa ad essere orgogliosi di “questa” Europa e a “tifare” Bruxelles?

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2 Comments

  1. Repetita juvant:
    l’occidente, nella sua intellighenzia, e’ malato.
    Poi dipende troppo da una dottrina mascherata da un pensiero detto komunista ma molto mascherato.
    I Capitribu’ e gli Stregoni hanno in mano le religioni di gran massa che sono affine ai vari partiti detti, ma guarda kaso, demokratici. Pure loro di massa.
    Sara’ molto difficile venirne a capo (e non uscirne, perche’ sara’ e rimarra’ sempre un sogno).
    Ci vogliono CATASTROFI, ci vuole non so, UNA gran peste ANCHE SE, PIU’ PESTE DI QUELLA CHE CI HA COLPITO CHE C’E’..??
    Preghiamo… solo la Divina Provvidenza, a questo punto, ci puo’, forse, aiutare.

  2. errare è lecito, perseverare diabolico… o da stupidi che forse che forse è un danno ancora maggiore… cosa dovrà succedere perchè i popoli, o se vogliamo, gli stati se ne rendano conto?
    Forse è il disegno nascosto di chi fomenta oltre le guerre anche le trasmigrazioni, ovvero le occupazioni di fatto di folle di migranti.

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