LIGA VENETA A CONGRESSO, E BITONCI SE LA PRENDE CON MARONI

di GIANMARCO LUCCHI

Si fa infuocato il clima, e non solo sottotraccia, in vista del congresso nazionale della Liga Veneta di sabato e domenica prossimi quando dovrà essere eletto il nuovo segretario veneto. A confrontarsi per succedere a Gian Paolo Gobbo (in sella fin dal 1999 quando fu eletto a Bassano del Grappa) ci saranno Flavio Tosi e Massimo Bitonci. Ad alzare i toni, con una nota che fa un richiamo al superamento delle barriere tra bossiani e maroniani nel nome della Lega, è Bitonci alla luce di una cena che stasera riunirà i sostenitori del sindaco veronese e alla quale dovrebbe partecipare lo stesso Maroni. «Ero stato favorevolmente colpito – dice Bitonci in una nota – dalle dichiarazioni ai militanti espresse dal nostro futuro segretario federale Roberto Maroni, soprattutto quando ha parlato di dare la parola ai militanti, stigmatizzando le imposizioni di candidature piovute dall’alto. Sono quindi dispiaciuto e amareggiato di essere stato informato da alcuni militanti che  è stata organizzata una cena nel trevigiano, a soli tre giorni dall’elezione del futuro segretario nazionale veneto, che in realtà sponsorizza apertamente il candidato Tosi, con tanto di manifesti, inviti e pullman organizzati ad hoc».

«Voglio continuare a credere – aggiunge il parlamentare ed ex sindaco di Cittadella – nelle parole di Roberto Maroni – la persona con cui ho collaborato sugli importanti temi della sicurezza partecipata – nel diritto democratico di ogni delegato di scegliere liberamente il proprio candidato senza condizionamento alcuno; con la mia proposta programmatica sono in grado di garantire una maggiore autonomia e libertà della Liga Veneta, in una confederazione delle Leghe che è sinonimo di unità e rinnovamento. Mi spiace che per una semplice competizione elettorale si debbano etichettare i candidati dividendoli in bossiani e maroniani quando il sottoscritto non ha mai fatto parte di cerchi magici, non ha interessi di parte mentre alcuni che ora si definiscono maroniani erano tra i più accaniti sostenitori di Bossi. Ricordiamoci che siamo tutti leghisti».

Se in Veneto la polemica sale, in Lombardia non è che si stia meglio. Ieri abbiano preannunciato che a Varese i maroniani si stanno dividendo per un posto nel direttivo nazionale, ma la situazione appare ancora più complessa. A scatenare il problema sarebbe stato il capogruppo in consiglio provinciale Stefano Gualandris, fidato del senatore Fabio Rizzi, al quale non sarebbe andata a genio la candidatura ufficiale dei maroniani di Stefano Cavallin, maroniano della prima ora vicino al sindaco di Varese Attilio Fontana. Gualandris, che maroniano lo è ma un po’ tardivamente, avrebbe lavorato, dicono dall’interno del partito, per raccogliere anche i voti dei delegati bossiani. Peccato che all’ultimo sono saltate fuori altre due candidature: quella del dirigente nazionale uscente Mario Clerici (maroniano) e quella del bossiano Marco Lecchi. Insomma, ognuno corra per sé. E la parvenza di unità è già storia vecchia e passata.

NEI CONGRESSI DI LEGA LOMBARDA E LIGA VENETA CHE SI CELEBRANO NEL FINE SETTIMANA SI SFIDANO RISPETTIVAMENTE IL MARONIANO MATTEO SALVINI E IL BOSSIANO CESARINO MONTI PER LA SEGRETERIA DELLA PRIMA, IL MARONIANO FLAVIO TOSI E IL BOSSIANO MASSIMO BITONCI PER LA SECONDA. VOTA IL NOSTRO SONDAGGIO SULLA COPPIA CHE PREFERIRESTI.

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5 Comments

  1. Maroni rappresenta una valvola di sfogo per la base. Nel 1994 raccolse gli scettici che non accettarono l’uscita dal governo berlusconi, oggi addolcisce l’addio di bossi risparmiandogli il responso dei militanti. Resta un rammarico, per la prima volta prendiamo atto che nella lega ci sono correnti.
    Visto che la cosa sembra orchestrata dall’alto, e quindi non cambierebbe nulla, in veneto il candidato da votare sarebbe bitonci perché ha dimostrato di saper lottare nel territorio per la nostra autonomia, di perorare la causa al punto che lega con l’ambiente autonomista anche al di fuori della liga; è molto meglio del suo avversario direi, che personalmente non mi dice niente.

  2. Non sono (più) leghista, (anche) per questo non posso dirmi sorpreso della piega meschina presa dalla “nuova” gestione made in Bobo! Dubito che Bitonci meriti fiducia, come neppure Tosi, però la scelta di quest’ultimo non andava imposta! Credo che il “nuovo” sia solo una riedizione più meschina del vecchio, con burocrati al posto di guappi in canottiera!

  3. A me non interessa, ma sostenere un candidato e l’altro no non e’ l’essere il superpartes.

    Da prossimo segretario federale maroni doveva stare a guardare.

    Ma ormai la politica da sempre sporca perche’ la sporca gli uomini che la fanno, e’ come il calcio scommesse.
    Una scommessa per essere soft.
    Sembra il mondo dell’IPPICA con tante scommesse. Dove c’e’ ancora ovviamente.

    Io punto sul cavallo (candidato come appunto i cavalli) bianco e o su quello nero.

    Fortuna che la lega DOVEVA CAMBIARE il MONDO.

    Augurii..!!

  4. Ma purtroppamente Bitonci ha già perduto pecchè Tosi è sostenuto da Rai Parlamento che ti rende invincibile e porta tanta fortuna……!

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