Liga Veneta: 35 espulsioni. E Tosi scappa scortato dai carabinieri

di GIANLUCA MARCHI

Posson ben dire che tutto è a posto e tutto va bene madama la marchesa. Ma nella Lega le cose van diversamente e lo si è visto stamane a Noventa Padovana in occasione del Consiglio nazionale della Liga Veneta. Era prevedibile che il baricentro dello scontro interno si spostasse dalla Lombardia al Veneto e così è stato, perché proprio in Veneto la Lega da mesi vive la sua fas epiù nervosa, diciamo da subito dopo che Flavio Tosi ha vinto il congresso nazionale battendo ma non stracciando Massimo Bitonci, oggi capogruppo al Senato.

E proprio Tosi in Consiglio, secondo i racconti dei presenti, ha assunto un atteggiamento militaresco proponendo l’espulsione di 35 militanti, fra cui l’ex deputata Goisis e Furlanetto. Il segretario era stato accolto  da circa 150 sostenitori lighisti che si erano radunati imbavagliati fuori dalla sede del movimento, gli stessi che avevano invece applaudito all’arrivo del governatore Luca Zaia (nella foto del quotidiano il Mattino) e dello stesso Bitonci. Alla fine dellla riunione, quando s’è saputo del provvedimento di espulsione, sono scoppiati tafferugli e il deputato veronese Matteo Bragantini ha colpito con un pugno l’ex segretario di Venezia, commissariato, Paolo Pizzolato, che è stato portato in ospedale.

Zaia ha lasciato la riunione scuro in volto: “In consiglio pur non avendo diritto di voto ma come ospite in qualita’, di governatore del Veneto, ho fatto presente che c’era tutta una gradualita’ di opzioni: dal richiamo, alla lettera, fino all’espulsione. Ho invitato il Consiglio ad accogliere questa mia proposta ma non e’ stata accolta. Mi spiace che non si trovi il modo di essere uniti, ma con i provvedimenti disciplinari come questi sarà difficile trovarlo. Noi- ha concluso Zaia- comunque continuiamo a fare i leghisti e a combattere”.

La realtà è che in Veneto non è in atto tanto la guerra fra maroniani e bossiani, quanto la battaglia di Tosi e dei suoi uomini contro i cosiddetti “lealisti”, che sono schierati con il governatore Zaia. Lealisti che chiedono si ponga la questione morale dentro la Liga, dove vengono buttati fuori coloro che esprimono dissenso, mentre si stenderebbe un velo su altri comportamenti ben più condannabili.

Resta il fatto che la tensione è alle stelle. E mentre Zaia ha lasciato Padova fra gli applausi, Tosi è stato scortato dalle forze dell’ordine fuori dal Consiglio nazionale per timore di reazione dei manifestanti.

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