LIGA: SI PROFILA PASSO INDIETRO DI GOBBO E TOSI

di GIANMARCO LUCCHI

Per non esplodere. Per non sfasciarsi. La Liga Veneta rischia di essere sull’orlo di una crisi di nervi se non peggio. Sappiamo che un pesante braccio di ferro è in corso fra il segretario nazionale, nonché sindaco di Treviso, Gianpaolo Gobbo, e il sindaco di Verona Flavio Tosi, il primo bossiano di ferro, il secondo molto vicino, anzi vicinissimo a Roberto Maroni. Tosi, in corsa per la riconferma a primo cittadino della più importante città in mano alla Lega, vuole una lista che porti il suo nome, condizione considerata necessaria per vincere la corsa senza alleanze di sorta. Gobbo, invece, da tempo osteggia le liste personali, concedendo al massimo la possibilità di affiancare la Lega con liste civiche. Il sospetto di molti è che, dietro questa posizione, ci sia la volontà di non rafforzare troppo, anzi possibilmente di indebolire Tosi, considerato il suo grande avversario (con notevoli chanches di vittoria) nella corsa alla segreteria nazionale della Liga. Perché il sindaco di Treviso, nonostante sia in sella al partito dal 1998, voglia di mollare la carega pare non ne abbia proprio.

Il braccio di ferro se prolungato fino all’atto finale potrebbe però concludersi con un bagno di sangue che rischia di travolgere l’intera Liga. E allora da qualche giorno sarebbero entrati in scena i mediatori per cercare di risolvere la questione e salvare il salvabile. Il primo punto dell’agenda di lavoro è un passo indietro di entrambi i contendenti: cioè Gobbo dovrebbe rinunciare definitivamente alla segreteria e Tosi limitarsi alla riconquista di Verona, dove in caso di accordo avrebbe il via libera a presentare la lista col suo nome senza essere costretto a strappi che non si saprebbe dove porterebbero.

Il passo successivo è dunque la ricerca di un candidato di mediazione destinato alla segreteria nazionale lighista. In prima battuta pare si sia pensato al governatore Luca Zaia, elaborando una soluzione simile a quella piemontese dove Roberto Cota è sia presidente della Regione che segretario nazionale del partito. Ma Zaia non sembrerebbe gradire la cosa, come già sostenuto in tempi non sospetti.

A questo punto è scattata la corsa al possibile candidato. Per restare in ambito trevigiano, sono spuntati i nomi del sindaco di Vittorio Veneto e segretario provinciale Gianantonio Da Re e del neo capogruppo alla Camera Giampaolo Dozzo. Ma i maroniani non sarebbero troppo dell’idea di lasciare ancora nelle mani di Treviso sia la presidenza della Regione che la segreteria nazionale. Per cui, escludendo Verona per ovvi motivi, il possibile candidato di mediazione potrebbe venire o da Padova o da Vicenza, considerando che nell’immaginario leghista le province venete che contano sono appunto Verona, Vicenza, Padova e Treviso. Così nel Padovano il candidato potrebbe essere Massimo Bitonci, sindaco di Cittadella nonchécommissario a Padova, che tuttavia è forse considerato un po’ troppo spostato sui bossiani. Non si dimentica, infatti, che il sabato in cui Tosi ha aperto la campagna elettorale alla Fiera di Verona con al suo fianco Roberto Maroni, Bitonci ha partecipato proprio a Padova all’incontro dei bossiani convocato dal capogruppo al Senato Federico Bricolo. Passando a Vicenza i riflettori sembra accesi su Manuela Dal Lago, parlamentare ed ex presidente della Provincia. E’ considerata in orbita maroniana, ma nello stesso tempo non così entusiasta della irresistibile ascesa di Tosi. Così una sua eventuale ascesa alla segreteria nazionale della Liga potrebbe mettere d’accordo le diverse tendenze che pure esistono nell’area vicina all’ex ministro dell’Interno.

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