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L’Europa o diventa federale o si disfa

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di Mario di Maio – Sta di fatto, come rilevato in occasione delle recenti “europee” che tutte le formazioni politiche partecipanti hanno conquistato i loro voti all’insegna del ” Cambiamo l’ Europa!”. E se anche i partiti definiti “globalisti” non hanno fatto eccezione rimane confermato che nell’ U.E. qualcosa non va per davvero, anzi ben più di “qualcosa”. Viceversa gli inglesi non insisterebbero nella Brexit, nonostante le grosse difficoltà di attuazione.

Il problema è che dopo anni di discussioni a tutti i livelli ancora non è chiaro cosa e come cambiare.
 Periodicamente qualche ” genio” della politica si incarica di invocare il ritorno allo spirito dei Padri Fondatori, dimenticando che i Padri Fondatori hanno creato la Cee, e non l’U.E. e che la Cee ha potuto funzionare per anni perché poggiava su 2 pilastri abbattuti a Maastricht e Lisbona: 1) le radici cristiane, 2) il rispetto della sovranità dei Paesi membri.
Il sopracitato genio indica gli Stati Uniti d’America come modello per quelli che chiama Stati Uniti d’Europa ma dimentica anche che gli Americani godono di una struttura federale di prim’ordine che permette la coesistenza di fortissime diversità anche a livello penale: valga come esempio il trattamento dell’aborto e dei reati di opinione nei vari Stati federati. La  U.E. viceversa e’ contro le diversità e favorisce appiattimenti e miscugli vari in funzione di una dannosissima unità normativa che fa comodo agli ormai arcinoto padroni del vapore ” finanziario “.
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