L’Europa ci toglie il pane di bocca. Arriva la tassa sulla fame

di BRUNO DETASSISpane

Ci fanno un culo quadrato perché subiamo la tassazione più alta d’Europa, poi però è l’Europa a dirci che dobbiamo alzare l’Iva sul pane e sui generi alimentari di prima necessità, quelli su cui ci si arrangia per sopravvivere: pane… pasta… L’Iva al 4% non va bene, va adeguata alle necessità degli affamatori di popoli. Prima l’euro, poi il fiscal compact che impone tasse per 20 anni in nome del pareggio di bilancio, adesso l’Europa ruba nel piatto le lenticchie.

Dai e dai, l’Ue ci riprova, perché dobbiamo essere in linea con gli altri stati. Bella trovata.

Ovvia la levata di scudi. “Con una pressione fiscale che quest’anno si attesterà al 44 per cento, record storico toccato anche nel 2012 – dichiara il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – bisogna assolutamente evitare qualsiasi nuovo aumento della tassazione, tra cui quello dell’Iva. Chi ritiene che non sia cosi’, non ha compreso che se dovessero essere ritoccate all’insu’ le aliquote agevolate dell’Iva, a pagare il conto sarebbero soprattutto le famiglie meno abbienti. Ricordo, inoltre, che il 98% delle imprese italiane ha meno di 20 addetti e la stragrande maggioranza di queste attivita’ produce o vende i propri servizi per il mercato interno. Se dovessimo subire l’ennesimo aumento dell’Iva, quest’ultime risentirebbero pesantemente degli effetti negativi di tale scelta”.

“In una situazione di disastro dei consumi . aggiunge Confesercenti – non vogliamo credere che si mettano ancora le mani sull’Iva. Sarebbe davvero una follia, specie in una situazione nella quale l’Italia e’ gia’ con un piede nella deflazione: anche se si trattasse di uno spostamento selettivo di beni dalle aliquote piu’ basse, quelle del 4% e del 10%, un’ulteriore caduta dei consumi sarebbe infatti inevitabile”. Senza contare che il ritocco verso l’alto dell’Iva “è un metodo brevettato per raddoppiare le chiusure di imprese nel commercio e nel turismo, già oltre quota 50mila nei primi 8 mesi del 2014, con i conseguenti ovvi effetti su occupazione e Pil”.

Hanno voluto alzare l’Iva per avere più incassi? Non è arrivato un euro in più, anzi, i professori bocconiani e Letta hanno regalato la deflazione. Ci mancava solo la fame.

Print Friendly, PDF & Email

1 Comment

  1. Come i clandestini, è ora di prendere l’esempio.
    Mi carichi di tasse ? E io non te ne pago più una. Provi a rompermi il cazz ? Tiro fuori un bastone, un machete o qualcosa di peggiore e ti faccio un bel ricamino.
    Quando si tocca la fame vuol dire che si è arrivati a grattare il fondo e dal fondo, anche della società civile, si deve ripartire

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

La lezione audace della Diada, che qui vediamo col binocolo

Articolo successivo

L'Ocse: l'Italia soffoca. Prima però ha strangolato il Nord