Lettera aperta agli indipendentisti veneti: riuniamoci anche con la Lega

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Considerando gli avvenimenti che si sono succeduti nell’ultimo anno, mi permetto di lanciare una proposta che potrebbe servire a fare chiarezza sia all’interno che all’esterno della cosiddetta ‘Galassia venetista’. Chiarezza quanto mai necessaria, vista l’esposizione mediatica che le rivendicazioni dei vari movimenti indipendentisti hanno ottenuto e vista anche la decisione ormai prossima riguardo l’indizione di un referendum ‘tradizionale’ sull’indipendenza dei nostri territori.

Si tratta di riunire tutte le anime del ‘venetismo’ (termine che userò per pura comodità) allo scopo di redigere una sorta di Carta Costituzionale del futuro Stato Veneto. Infatti, è difficile ottenere il consenso del popolo ad un cambiamento tanto radicale senza spiegare alla gente la natura di ciò che si vuole andare a creare e il consenso del popolo è la condizione ‘sine qua non’ di ogni cambiamento pacifico. E’ assolutamente velleitario presentarsi a una consultazione referendaria o presentare un cartello elettorale indipendentista, sul modello catalano, senza avere già pronta almeno la cornice del quadro statale che si vorrebbe andare a dipingere.

Non fraintendetemi, quello che serve non è una Costituzione fatta e finita, ma almeno un canovaccio dove siano chiari i confini dentro i quali si dovranno muovere coloro i quali dovranno dare forma alla Nuova Repubblica. Ad esempio: sarà una democrazia diretta o rappresentativa? Sarà una democrazia presidenziale o parlamentare? Sarà uno stato federalista come la Svizzera, centralista come la Francia o autonomista come la Spagna? Come vedete di carne al fuoco, anche senza entrare nel dettaglio, ce n’è molta. Se si vuole avere un minimo di credibilità davanti ai cittadini, chiamati a decidere del futuro loro e della loro terra, dobbiamo presentare un progetto chiaro e realizzabile, nonché coerente con la nostra storia e cultura millenaria. Voi aquistereste una casa nuova senza vederne almeno le planimetrie?

Inoltre la credibilità si conquista anche superando personalismi e particolarismi che hanno da sempre contraddistino l’indipendentismo veneto, è necessario trovare un punto d’incontro tra le varie anime ‘venetiste’, in modo da creare uno schieramento trasversale alla società e alla politica in grado di raggiungere e coinvolgere il maggior numero possibile di veneti. Quale occasione migliore della stesura di un progetto costituente? Quale modo migliore di dimostrare che l’interesse della propria terra viene prima di tutto il resto?

La mia idea è quella di radunare i responsabili di tutti i movimenti e i partiti indipendentisti compresa la Lega (credetemi, non provo alcun trasporto per questo partito, ma visto che il politico più stimato del Veneto di nome fa Zaia…) e, con l’aiuto di qualche ‘tecnico’, metterci attorno a un tavolo fino a quando la ‘cornice’ della Nuova Repubblica non sara definita. Raixe Venete, in qualità di associazione culturale non partitica e vera spina dorsale dell’indipendentismo veneto, potrebbe fungere da catalizzatore e volano per questo progetto e occuparsi di contattare i diretti interessati. So già che qualcuno storcerà il naso e che qualcun altro snobberà questa proposta, ma un momento tanto favorevole difficilmente si ripresenterà in un prossimo futuro ed è giunto il momento di mettere bene in chiaro la differenza tra chi vuole il bene del Veneto e chi insegue effimere glorie personali.

Serenamente vostro

Riccardo Lovato

 

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