L’eroe Cialdini, quando il Risorgimento faceva stragi come l’isis

di BENEDETTA BAIOCCHICIALDINI2

In questi giorni ricorre un anniversario, dopo la strage di Bologna e di piazza Fontana o di piazza della Loggia. La strage compiuta in nome dalla liberazione del Sud e dell’unità d’Italia, dal generale Enrico Cialdini. Per meriti di sterminio sul campo fu anche eletto senatore del Regno.
I briganti erano scomodi ed era scomodo soprattutto trovare resistenza in chi voleva restare nel Regno delle Due Sicilie. Un gentiluomo, Cialdini, che a Napoli disse:   “Questa è Africa, altro che Italia. I beduini, a confronto di questi cafoni, sono latte e miele”. L’unità iniziava proprio bene.
Cialdini però era un militare specializzato in attacchi che dovevano lasciare il segno. Bruciare villaggi, sterminare i civili resistenti. Furono violentate e uccise le donne, l’esercito saccheggiò tutti i beni, raccontano le cronache e chi non morì fucilato fu arso vivo all’interno delle abitazioni dei due paesi. Così si legge anche solo scorrendo su Wikipedia le cronache del tempo. Aveva detto, Cialdini senatore e generale:“Di Pontelandolfo e Casalduni non rimanga pietra su pietra”. Un esempio, un monito. Roba da far impallidire l’Isis.
Al termine del massacro, il colonnello Negri telegrafò a Cialdini: ” Ieri mattina all’alba giustizia fu fatta contro Pontelandolfo e Casalduni. Essi bruciano ancora”. Cialdini è un eroe della patria e l’Italia è piena di vie a lui titolate. Anche nella capitale della macroregione del Nord. In  tutto l’operazione portò ai Savoia un ricco bottino:  8968 fucilati, tra cui 64 preti e 22 frati; 10604 feriti; 7112 prigionieri; 918 case bruciate; 6 paesi interamente arsi“. Un massacratore insomma per eccellenza, ancora onorato dallo Stato e dai comuni nella topografia cittadina. Un leggero fastidio dovrebbe cogliere chi risiede da quelle parti. O forse è vero che non si vive per i morti ma per i vivi. E allora veniamo al presente, anche se passato prossimo. A quando una nuova toponomastica per rendere giustizia agli innocenti?
Oggi ci scandalizziamo per le stragi dell’Isis, che non lasciano vita dove passano. Uccidono i civili, distruggono intere civiltà. Ma la storia ci insegna che basta copiare, non c’è nulla di nuovo quando gli stati si inculcano dall’alto. Si è o vincitori o vinti.
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