MARINE LE PEN PIACE AGLI EBREI, CHE LITIGANO FRA LORO

di STEMAN FAGNI

Mentre Israele guarda con preoccupazione al successo riscosso dal Front National (FN) di Marine Le Pen, presso la comunità ebraica francese la lady della destra transalpina riscuote – a sorpresa – un certo consenso.

Dopo il voto acquisito della classe operaia d’oltralpe, il corteggiamento degli ebrei francesi da parte della figlia di Jean-Marie Le Pen (il quale fu capace di definire le camere a gas «un dettaglio») è iniziato da tempo, nell’ottica di un restyling generale del partito, reinventato e reso più accattivante dalla Le Pen. Chiusi in un cassetto i toni ferocemente antisemiti del padre, Marine ha deciso di concentrare i suoi sforzi contro immigrati irregolari e islamici. All’indomani della strage di Tolosa del 19 marzo – quando un francese di origini algerine uccise quattro persone, fra cui tre bambini, in un attacco ad una scuola ebraica – la sua scelta ha convinto un francese su cinque e sedotto parte della comunità ebraica locale. Michel Thooris, ex membro del Crif (Consiglio nazionale delle organizzazioni ebraiche francesi), ha deciso di candidarsi al Parlamento con il FN. «Se sei un ebreo – ha dichiarato in un’intervista al quotidiano israeliano Haaretz -, rivolgersi a Marine Le Pen è naturale.Lei combatte il crimine e l’islamismo: il che significa che protegge gli ebrei. Il Fronte Nazionale è cambiato, gli ebrei lo sanno». Ma non tutti concordano.

Circa un anno fa, la radio comunitaria Radio J fu subissata di proteste per aver invitato la leader di ultra-destra e alla fine l’invito fu ritirato. Ma all’interno della comunità ebraica voci di critica si levarono contro questo boicottaggio. E pochi mesi dopo nasceva l’Unione dei francesi ebrei (Ufj), associazione che raccoglie supporter ebrei del FN. «Marine Le Pen è l’unica ad avere la volontà per contrastare l’immigrazione incontrollata e le sue disastrose conseguenze», ha scritto sul sito dell’Ufj il fondatore, Michel Ciardi. «Per i sedicenti rappresentanti della comunità ebraica francese, gli ebrei che tifano Le Pen sono ebrei che odiano se stessi, peggiori della polizia ebraica nei ghetti. Ma se in certi quartieri gli ebrei non osano portare la kippah e le prediche di fuoco ascoltate in certe moschee francesi sono intrise di un antisemitismo che credevamo scomparso, la colpa non è certo di Marine Le Pen».

Saranno anche queste conseguenze della crisi?

 

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