di Giuseppe Leoni – E’ stata una partita al gioco dell’oca, sono tornati tutti alla prima casella. Come vi ho sempre suggerito dobbiamo allenare il nostro spirito a valutare tutti gli eventi con animo federalista. Proviamoci. Sappiamo bene che i confini degli Stati Nazione vengono definiti con trattati dopo un grande numero di morti in guerra.
Lo Stato Nazione se ne impossessa e dichiara che il confine delimita il Sacro suolo della Patria. Metodo Giacobino imposto dall’alto agli abitanti e a quei popoli che normalmente vivono in pace al di qua e al di là di quei demenziali confini. Le note giornalistiche dicono che Putin rivendica il Donbass, ma cosa dicono gli abitanti del Donbass e il popolo o le etnie che vivono in quei determinati territori? A che organizzazione statale vorrebbero appartenere? Chissà? E se il Donbass volesse una sua autonomia federandosi poi con qualche altro popolo vicinore? Come vedete la strada della pace vive lontano dagli egoismi degli stati nazione che si sentono imperi che non esistono più.





