Leoni, i martiri cristiani dimenticati: Se l’Europa dei diritti è ancora in piedi è per merito di testimoni liberi

di Giuseppe Leoni – In questi brutti momenti di guerre e di conflitti non si contano nemmeno più i morti, ci si abitua a tutto. Ho stentato a crederci e così ho voluto approfondire, trovando con grande sorpresa la conferma. Sono circa 1700 i martiri e testimoni della fede in questi 24 anni del XXI secolo, un numero impressionante.

304 i martiri provenienti dalle Americhe, 43 quelli europei, altri 110 caduti durante le missioni nel mondo, 277 colpiti in Medio Oriente e nel Maghreb, 357 testimoni della fede in Asia e Oceania e 643 in Africa, quest’ultima terra è dove i cristiani muoiono di più. I numeri arrivano da ogni parte del mondo, dalle diverse Chiese e confessioni cristiane.

Queste vite testimoniano la persecuzione religiosa, la violenza delle organizzazioni criminali, gli attentati terroristici, i conflitti etnici e altre cause per cui i cristiani vengono uccisi; non perché guardiani di tesori, ma perché testimoni del Vangelo, perché appassionati della propria fede, dei fratelli e delle sorelle, perché autentici servitori dell’uomo, perché liberi e testimoni della verità, ricchi di speranza cristiana.

Il cristiano con la sua presenza di persona onesta, rispettosa della legge, dedita al bene comune, reca fastidio a chi vuole portare avanti disegni criminali. Mi auguro che il sangue di questi martiri sia seme di pace e riconciliazione, sono figli che hanno perso la vita difendendo l’amore per il Vangelo.

Se viviamo in un’Europa dei diritti e dei doveri, essa deve la sua esistenza al cristianesimo, vedendo la luce il giorno stesso in cui l’uomo, da Tertulliano in poi, ha posto in rilievo la dignità della persona umana nella ricerca della verità, della giustizia e della libertà.

 

 

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