LINGUA VENETA, LETTERA AL SINDACO DI CITTADELLA

di ANDREA LUNARDON

Buongiorno signor Bitonci,

Le scrivo come cittadino cittadellese di lingua e nazionalità veneta in merito all’articolo apparso ieri sul Mattino di Padova riferito all’introduzione del bilinguismo nel nostro comune. La Sua iniziativa consiste nell’aver inserito in un tabellone luminoso la seguente dicitura: Front Office – “SPORTEI” . Dando per scontato che in qualità di membro della Lega Nord lei abbia a cuore i diritti dei popoli, come il loro diritto all’indipendenza (termine ancora misteriosamente presente nel primo articolo dello statuto del suo partito), all’autogoverno e al bilinguismo e che in qualità di sindaco e parlamentare Lei sia a conoscenza della legislazione italiana ed europea, vorrei mi rispondesse alle seguenti domande in merito alle Sue dichiarazioni:

1-Perché Lei agisce “con ironia”, quando in verità avrebbe dovuto già attuare per legge la completa applicazione del bilinguismo veneto-italiano negli uffici pubblici, nelle scuole e nella cartellonistica stradale applicando la Convenzione Quadro per la protezione delle Minoranze Nazionali entrata in vigore con legge 302 del 1997?

2-Da cittadellese posso dire di non aver mai sentito di alcuna Sua iniziativa riguardante la lingua e la cultura veneta in comune; secondo Lei si dimostra veramente che “noi teniamo enormemente alle nostre tradizioni e alla nostra lingua veneta” solamente facendo presenza ad una manifestazione culturale una volta “ogni anno, ad inizio settembre, con la Festa dei Veneti”?

3-Secondo Lei si può dire di aver fatto entrare il “bilinguismo comunale” riferendosi ad un solo termine che come se non bastasse è inserito tra virgolette?

4-Perché dichiara che questa iniziativa “rimarrà un caso isolato” pur sostenendo che per lei la lingua veneta è importante?

5-Sempre considerando questa iniziativa un caso isolato, non crede che questo ironico bilinguismo comunale potrebbe rivelarsi offensivo per i suoi concittadini venetofoni?

Le avevo già scritto un anno fa per chiederle di applicare la suddetta legge nel nostro comune in combinato con altre leggi europee ed italiane che potrebbero rendere Cittadella il primo comune italiano a rispettare i diritti dei popoli (diritti umani fondamentali), in particolare quelli del “popolo veneto” riconosciuto anche dallo statuto regionale.

Purtroppo non ho ricevuto risposta alle mail che Le inviavo, forse perché la proposta proveniva da un partito diverso dalla Lega Nord. Oppure, più probabilmente, Lei non mi ha risposto perché tra queste leggi c’è la numero 439 del 1989, che se applicata può dare già il federalismo! Infatti il federalismo è già legge, inapplicata, dal 1989, ma il Suo partito si guarda bene dall’applicarla perché i dirigenti leghisti attuali perderebbero irrimediabilmente consenso dentro e fuori la Lega! Di fronte ai leghisti e ai benpensanti, se applicaste oggi queste leggi dimostrereste di averle ignorate fin dalla fondazione nel 1994: 20 anni di battaglie per una legge che già c’era. Le male lingue, invece, già sussurrano che la Lega conosca queste leggi da tempo e che i dirigenti non ne parlino e non le applichino per poter continuare la campagna elettorale sul “federalismo irredento”, che finora ha portato in tasca loro (e Sua) tanti sesterzi dde’ Roma e de Silvio.

In qualità di sindaco Lei potrebbe fare molto per la Causa Veneta, ne ha i poteri, e da subito, ma non certo in questo modo. La invito quindi (nuovamente) a contattarci al sito www.venetie.in e ad aiutarci ad applicare davvero tutti i diritti del popolo veneto, bilinguismo compreso, iniziando insieme un percorso che inizierà certamente dalla Sua espulsione dalla Lega Nord per terminare con la piena applicazione dei diritti dei veneti e del federalismo amministrativo nel comune di Cittadella.

In attesa di cortese risposta, La ringrasio par l’atension, serenisimi saludi e Viva San Marco (Venetie per l’Autogoverno)

IL SINDACO HA RISPOSTO COSI’ SU FACEBOOK: “Chi sito….WSM Veneto libero….ma da voialtri!”.

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