Legge elettorale, se vince Renzi è duce a vita: assegnazione dei seggi incontrollata

di DANIELE VITTORIO COMEROitalicum

Mi ero ripromesso di non scrivere più sull’Italicum, dopo aver scritto un libro insieme a Giorgio Galli e Felice Besostri, decine e decine di articoli e conferenze fatte l’anno scorso.

Invece, sono come quei ragazzi che se sentono giocare a palla in strada non possono resistere e si precipitano giù dalle scale con la foga di tirare quattro calci. Fuor di metafora, martedi e mercoledì, 14-15 aprile, c’è stato un altro giro di audizioni alla 1° commissione della Camera, presieduta dal forzista Sisto. L’eco è giunto sui giornali e sui Tg, amplificato dalla contemporanea scelta di Renzi di convocare le sue truppe parlamentari per stringere le fila in vista del voto in commissione e, a fine mese, in aula.

La partita è incerta, non ha un esito ben definito, ognuno tira la palla dove capita, che rimbalza sulle pareti e sulle finestre fino a quando il troppo rumore o qualche vetro rotto, farà arrabbiare l’inquilino del palazzo sul Colle.

Quello che si è capito è che le squadre sono quasi in parità, con l’uscita del Cavaliere dal patto del Nazareno le cose sono cambiate di parecchio, la maggioranza che sembrava monolitica ora appare in tutta la sua fragilità. Il Ras del PD ha visto ampliarsi le crepe nel suo sistema di potere, sente che il vento non è più a favore come prima e teme che qualcuno gli chieda conto di quindici mesi di governo del dire e del raccontare.

La reazione renziana ai dubbi del Parlamento è stata dura: si fa così e basta, come si dice hai piccini quando fanno troppe domande.

Vale la pena però dire cosa sono questi dubbi e quali problemi sono emersi nelle audizioni ufficiali alla Camera. Il Fatto  ha titolato in prima “Miracolo Italicum: 10 deputati in più” riportando il contenuto della relazione di Lorenzo Spadaccini, area M5S, che ha rilevato che ci può essere una assegnazione di seggi incontrollata, oltre la quota di 630 deputati. Risparmio ai lettori la spiegazione tecnica, posso solo assicurare che ho controllato il complesso meccanismo dell’Italicum e l’ipotesi non è campata per aria, è reale. Ma è tutto il disegno di legge Italicum che è pieno di questi inghippi, trappole, buchi e artefizi che rischiano di crollare sotto un serio giudizio di merito, come hanno messo in mostra gli altri relatori (Besostri, Guzzetta e Anna Falcone). A favore si sono espressi professori e esperti come D’Alimonte, Calderisi,  Frosini e Fusaro. Esponenti vicini all’area governativa, che non sono tenuti a verificare il buon senso delle proposte legislative.

Da un punto di vista tecnico legislativo le cose sono alquanto confuse e non è possibile porci rimedio. Renzi ha deciso di giocarsi il tutto per tutto in una battaglia parlamentare che forse sarà l’ultima per qualcuno, quella che deciderà la guerra. Se vince annienta l’opposizione e sarà il nuovo duce, se perde torna a Firenze in treno, per andare a Rignano sull’Arno.

 

 

 

 

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