LEGA LADRONA, L’ALBERTINO (DA GIUSSANO) NON PERDONA

di REDAZIONE

LA NEMESI STORICA: UN TEMPO I LEGHISTI DAVAN DEI LADRONI AI SOCIALISTI. VENTI ANNI DOPO ACCADE IL CONTRARIO…

 

Altro che “Roma Ladrona”: è la Lega ad aver rubato, non soldi o voti, ma quello che è diventato il suo simbolo, un Alberto da Giussano con tanto di scudo e spada sguainata. Una cosa è certa. Il partito del Senatùr tiene al suo vessillo tarocco più che al tricolore. Ma si sa, in politica i simboli contano tanto, forse troppo quando ad essere sacrificata è la verità storica, quando ad un popolo verde sempre più sfilacciato e rancoroso verso un leader che non riconosce più, si dà in pasto una patacca e si calpesta la bandiera italiana. Quest’ultima sì vessillo della nostra Storia, della nostra cultura, delle coscienze unite per un’idea e del sacrificio di tanti che hanno permesso la nascita del nostro Paese.

FALSI STORICI – Ma veniamo alla “Lega ladrona” di simboli e a quell’Alberto da Giussano indebitamente assurto a paladino delle istanze secessioniste, già di per sé antistoriche e contrarie a quanto sancito nella nostra Costituzione. «Non capisco come i padani possano accostare la figura di Alberto da Giussano ad una visione secessionista. L’impero con il quale lottavano i movimenti padani – ha dichiarato la professoressa Anna Benvenuti, storica medievalista – è legato ad una storia di sottomissione: non si possono applicare categorie di oggi a situazioni di allora, il movimento comunale non ha nulla del secessionismo».

MEDIEVALISTA – E così, da una voce autorevole, viene smascherato il gioco della Lega che si è appropriata indebitamente di una figura tutt’altro che interessata a distaccarsi dal Sud del Paese. Alberto da Giussano fu un leggendario condottiero che comandò la cavalleria della Lega Lombarda durante la storica battaglia di Legnano del 1176 che oppose i Comuni dell’Italia Settentrionale all’invasore germanico Federico Barbarossa. «Non si può comparare il movimento di autonomia comunale alla creazione di un’autonomia padana – prosegue la professoressa Benvenuti – sono fenomeni incomparabili. La scelta della figura di Alberto da Giussano è solo un pretesto identitario legato alla convergenza con le istanze di autonomia comunale: una comparazione storicamente sprovvista di fondamento. Fra le due realtà c’è lo stesso rapporto che possiamo trovare tra Walt Disney e la documentaristica».

TRICOLORE – Circa la vicenda della scorsa domenica a Milano, quando la polizia ha richiesto la rimozione del tricolore esposto dai socialisti in opposizione pacifica alla manifestazione leghista in piazza del Duomo, la professoressa ha dichiarato: «Non la ritengo una cosa che possa sollevare altro che una risata inquietata. Per motivi di ordine pubblico si può sciogliere un’assemblea non autorizzata, non rimuovere il tricolore. Mi sembra grottesco».

FONTE ORIGINALE: http://www.avantionline.it/2012/01/lega-ladrona-giussano-non-perdona/#.Tx65SW9vsrU

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