LEGA: SCONTRO TRA VANNACCIANI E VECCHIA GUARDIA, SEGRETARIO REGIONALE TOSCANA CHIUDE CHAT

“Miracolata”, “sei uno che le spara grosse, presto fuori dal partito”. E’ scontro totale in Toscana tra leghisti: da una parte VANNACCIANI , dall’altra vecchi militanti e dirigenti, guidati da Susanna Ceccardi, pasionaria già vicinissima al leader e ora in trincea contro le nuove leve del ‘mondo al Contrario’. S

ulle chat di servizio, la polemica è accesa da mesi, ma il segretario regionale, Luca Baroncini, ha alzato le mani: “Buongiorno -scrive- chiudo questo gruppo”. Fine della discussione, ma solo in chat, si teme. Una mossa che arriva dopo messaggi durissimi che hanno scatenato liti e accuse, in uno scontro aperto che ha pochi precedenti in un partito dove di solito le gerarchie e le regole sono al primo posto. La vittoria in Veneto, sembrava galvanizzare anche i toscani, con la chat che pullula di apprezzamenti. “Veneto meraviglioso”, scrive a un certo punto Ceccardi, domandando con una certa ironia chi fosse a guidare la campagna elettorale di Stefani.

Il riferimento implicito è al generale Vannacci, che in Toscana non ha brillato in quel ruolo. Il segretario regionale, Luca Baroncini, capisce che deve intervenire: parliamo di temi, non di persone è il suo invito. Getta acqua sul fuoco anche il senatore livornese Manfredi Potenti, che ricorda come la Lega “sia una forza di governo oggi con grandi amministratori”. “Non dobbiamo finire sui giornali per le cose divisive, ma per quelle costruttive…”. Ma serve a poco, la Ceccardi rilancia, chiarendo se ce ne fosse bisogno il tema: “Non è accettabile che uno arrivato ora, che fa il consigliere grazie al listino bloccato che gli ha dato la Lega si permetta di dileggiare il segretario regionale…”, tuona con riferimento a una vicenda locale, nata a Grosseto, finita a carte bollate e espulsioni, con l’allontanamento di un vannacciano, Andrea Vasellini, dopo il congresso cittadino. (

Chiamato in causa, Massimiliano Simoni braccio destro di Vannacci e portavoce del ‘Mondo al Contrario’, unico consigliere eletto dalla Lega, dopo il voto del 12 e 13 ottobre scorsi non si fa pregare: “Eccola -scrive- mancava lei”. Baroncini ci riprova a riportare serenità, ma questa è anche la terra di Renzi e si sa come suonano certe parole: “Massimiliano, ti invito a tenere toni educati”, scrive ricordando i meriti della Ceccardi ei risultati raggiunti dalla ex sindaca di Cecina, già candidata alla presidenza della regione nel 2020.

“Hai avuto molto dalla Lega -dice amaro il segretario rivolto a Simoni- . il 100% delle poltrone che ci sono oggi in regione…”. Ma non basta la reprimenda del capo. “Quello che ho avuto lo devo a Vannacci e Salvini “, replica a brutto muso Simoni. Il consigliere della Lega anzi rimprovera a Baroncini di “aver tenuto fuori tutto il nuovo”, cioè i suoi sodali del ‘Mondo al Contrario’. Sale la tensione, si fa sentire un altro parlamentare, Tiziana Nisini deputata salviniana: “Tu sei stato eletto grazie al listino bloccato”, ribadisce.

“Susanna non è una miracolata” e “nessun congresso è stato pilotato”. Simoni la deride (hai presieduto il congresso deciso a tavolino a Roma e Milano. Ma va dai…”). Lei si morde la lingua, fermandosi a un “bona”. L’ex marito della Ceccardi, Andrea Barabotti, deputato a Roma si appella ai testi sacri: la situazione è davvero fuori controllo. “Leggiamo e facciamoci una riflessione tutti”, scrive, postando per intero un passo biblico (1 re 3 16-28) che racconta della saggezza di Salomone come giudice supremo di Israele, chiamato a scoprire chi fosse la vera madre di un bambino, conteso tra due donne. 

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