Lega Nord senza pace estiva, maroniani e bossiani ai ferri corti

di GIANMARCO LUCCHI

Nella Lega Nord non c’è tregua estiva fra le due fazioni, i maroniani largamente maggioritari, e i bossiani duri e puri, attualmente in difficoltà. “L’italianissimo Tosi di oggi lo ricordo ben diverso quando era nella Guardia Padana… Un tempo avrebbe attaccato Monti e gli scempi del suo governo, oggi difende i Promessi Sposi e si schiera contro quel capo che gli ha permesso di diventare qualcuno, solo per avere un po’ di visibilità. E’ la dura legge dell’informazione: si diventa qualcuno solo criticando…”.
Lo ha affermato il deputato della Lega Nord, Giacomo Chiappori, nonché sindaco di Diano Marina. “Ed è proprio per questo – ha detto Chiappori – che ho deciso di adottare anch’io la tecnica Tosi, ‘sparare’ contro qualcuno per avere un po’ di visibilità. Chissà se funzionerà anche per me o se i media preferiranno dare spazio a chi li ha aiutati nel tentativo di demolire Bossi?”.
“Perché fino a questo momento – ha detto Chiappori – mi sembra che il sindaco di Verona non abbia fatto altro: prima contrastando ogni giorno l’alleanza con il Pdl per apparire duro e puro, poi criticando Bossi, un giorno si e l’altro anche, solo per nascondere la mancanza di idee e visione politica. Da un sindaco io mi aspetterei di sentir parlare di strade, scuole, mezzi pubblici e giovani, ma questi argomenti si sa non finiscono sui quotidiani nazionali o non ti portano nei salotti tv”.
“Caro Tosi – ha concluso Chiappori – ti prenderò a modello. Sia mai che prendendoti di mira anch’io abbia la mia visibilità. E ai cittadini che mi hanno eletto sindaco di Diano Marina dirò che non è vero che mi disinteresso dei loro problemi, ma che sto facendo tutto ciò nel loro interesse, perché più io sarò visibile più potrò difenderli. Tosi docet”.

Non bastasse il duello Chiappori-Tosi, ecco che arriva anche quello Torri-Salvini.  “Prendo atto dopo le dichiarazioni del mio segretario nazionale Salvini che la Lega del dopo-Bossi, come la vogliono dipingere, piu’ che un partito di barbari sognanti e’ diventato un pollaio con troppi galli all’interno. Se il segretario federale, come riconosciuto dal congresso e’ Roberto Maroni ritengo che lui sia l’unico deputato a dichiarare che tipo di alleanze possa fare il partito”. Lo scrive, in una nota, il senatore della Lega Giovanni Torri criticando le dichiarazioni di Salvini sulle alleanze dopo l’apertura di Alfano.

Tutto l’opposto, la strategia degli attacchi, di quanto va predicando Bossi, che ieri sera ha detto: ”La Lega vuole la liberta’ del Nord e della sua gente e quindi non tratta. La cosa piu’ importante e’ che la Lega sia unita al suo interno, se no non si fa altro che aiutare Roma. Dobbiamo stare compatti, ci aspettano momenti di grande battaglia”.

Saranno parole sincere? Al riguardo sembra preoccupato il governatore del Veneto Luca Zaia, che ha dichiarato: “Umberto Bossi ha la veste di padre nobile della Lega e puo’ fare i suoi comizi, ma il Carroccio non puo’ permettersi di tirare il freno col treno in corsa”. Zaia ha voluto commentare i prossimi appuntamenti del Senatur, che ad agosto terra’ diversi comizi, a cominciare da stasera a Cembra e che nel partito si temono interventi in controtendenza rispetto al segretario Roberto Maroni. “Bossi e’ un militante che ha la veste di padre nobile della Lega, punto. Va a fare i suoi comizi ma a noi e’ stato affidato un ruolo che e’ quello di governare, di amministrare e di portare avanti il movimento. Non possiamo piu’ permetterci le figure di chi tira il freno d’emergenza quando il treno e’ in corsa”, ha chiosato Zaia.

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