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Lega Nord, il nuovo segretario chieda subito scusa

di GIANFRANCESCO RUGGERI

La Lega andrà mestamente a congresso a dicembre, dico mestamente perché tutti parlano del congresso del Pd che si svolgerà nel medesimo periodo e nessuno si fila il congresso della Lega, forse perché un personaggio pimpante che sappia bucare il video come Renzi nella Lega non sembra proprio esserci, insomma si son ridotti a non aver più neppure un simpatico chiacchierone. Tirem inans! Non so chi sarà il nuovo segretario, ma mi è chiaro cosa dovrebbe fare per uscire dal pietoso stato in cui la Lega si è ridotta; altro che la potentissima, ma per favore!

Il nuovo segretario federale appena eletto dovrebbe prendere subito la parola per chiedere scusa. Ripeto, chiedere scusa, confermo, chiedere scusa, non per colpe personali, si spera, ma a nome del partito che rappresenta. Chiedere scusa ai milioni di elettori, di ex elettori e più in generale a tutti i padani, chiedere scusa per il tempo perso, chiedere scusa per le occasioni mancate, chiedere scusa perché la nostra situazione non è per nulla migliorata, anzi semmai è vero il contrario, dato che l’italico furto cui siamo sottoposti si è fatto ancor più gravoso e il genocidio culturale ed identitario che subiamo diventa ogni giorno sempre più ignobile.

Sono stanco di dirigenti lamentosi che, invece di scusarsi, inventano scuse, sono stanco di chi dà sempre la colpa agli altri: sono i padani che non ci votanoè il nome Padania che non piace… no, cari miei, forse siete voi e quello che avete fatto che non piace e che ha gettato discredito sul nome Padania. Una persona seria deve prima di tutto assumersi le sue responsabilità e riconoscere i suoi errori, solo a quel punto può proporre a sua discolpa delle giustificazioni e sperare di essere credibile. Solo se ammetterà gli errori commessi in precedenza dalla Lega il nuovo segretario federale sarà credibile ricordando che l’impresa è difficile e che i padani in molti casi sono assuefatti a subire, condizioni che nessuno nega, ma che da sole non sono sufficienti a spiegare tutti i nostri problemi. Altro che potentissima, ora è il caso di trasformarsi nell’umilissima. Chiesto scusa va da sé che si debba fare penitenza e quindi quale deve essere il secondo passo del neo segretario? Presentarsi alle elezioni per perdere.

Sembra assurdo pensare di partecipare al voto con l’intenzione di perdere, specie in uno stato in cui ad ogni tornata elettorale tutti giurano di aver vinto, eppure è indispensabile. La soluzione più facile per perdere le prossime elezioni consiste infatti nel dare un bel taglio ad ingombranti alleanze e correre da soli. Non sono contro le alleanze per principio, però dopo un decennio e più di alleanze che non hanno portato a nulla se non a un bel gruzzolo di scagnine su cui sedersi, forse è il caso che la Lega si disintossichi.

Governare per governare non serve a nulla, prova ne sia che la regione Lombardia non ha una legge che tuteli la sua cultura e la sua identità: come è possibile dopo tanti anni alla guida della regione? È una vergogna e sarebbe bene intervenire urgentemente: cosa ne pensa assessore Cappellini? Se c’è batta un colpo, ci faccia sapere…

Il messaggio che deve accompagnare la precisa volontà di perdere le elezioni è semplice: non ci interessa più vincere per vincere, non ci interessa più governare per governare, non ci interessano più le scagnine, crediamo in un’idea che sappiamo essere fantastica, l’indipendenza, e la vogliamo portare avanti costi quel che costi ben consci che, per ora ma solo per ora, è minoritaria. Questa scelta permetterà di recuperare una altra bella fetta della credibilità perduta, ma soprattutto avrà un effetto purificatorio, catartico, infatti quando la nave affonda i ratti scappano. Purtroppo va detto che la tanto declamata notte delle scope è stata ben poca cosa, giusto una trovata mediatica, dove il gattopardesco che tutto cambi perché nulla cambi ha trovato piena e compiuta realizzazione.

Al contrario in previsione di un drastico calo del numero di “scagnine” disponibili è probabile che gli adoratori della seggiola provvedano a riposizionarsi per tempo, i più si rifluiranno nel Pdl/Forza Italia, ma non mancheranno i moderati che si uniranno alla rinata Udc, né gli illuminati che raggiungeranno i Fratelli d’Italia. In quest’ottica si potrebbe persino sfruttare l’operazione di Tosi e la sua ambizione di andare oltre la Lega, esaltando le magnifiche sorti e progressive che attendo il sindaco di Verona, sperando così che lo segua il maggior numero possibile di adepti della cadrega.

Infine, caro segretario chiunque tu sia, serve un gesto simbolico che sintetizzi questo travaglio, questa ambizione di rinascita. Il nuovo segretario come primo atto politico dovrà recarsi a Venezia, non per gridar ancora una volta da un palco slogan triti e ritriti, né per chiudersi in un albergo di Mestre a sussurrar tweet, bensì dovrà silenziosamente recarsi in piazza San Marco, là dove una nostra gloriosa bandiera fu ignobilmente scaraventata a terra la mattina del 9 maggio 1997, dovrà raccogliere quel vessillo, compiendo un gesto che andava fatto tanti anni fa, e riprendere quel percorso di libertà là dove lo abbiamo lasciato un tempo. W San Marco! W la Padania!

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