I BOSSIANI: MARONI TRADITORE. SALVINI: BERLUSCA TRADITORE

di GIANMARCO LUCCHI

“La Lega di Maroni fora dai coioni”. Questo slogan da veri lord inglesi – ma quando si tratta di lotta politica, la Lega non è mai andata per il sottile – segna il riaccendersi della battaglia interna nel Carroccio, dopo un periodo di tregua armata, che aveva fatto dire a Roberto Maroni  solo qualche sera fa a Parma che con Umberto Bossi c’erano state delle fibrillazioni un mesetto fa, ma ora la situazione si era normalizzata. Forse non ci credeva neppure lui, l’ex ministro dell’Interno, ma lui preferisce diffondere pubblicamente messaggi di pace, nonostante dovesse essere già informato di quello striscione appesso sulla rotonda di Gemonio, vicino a casa di Bossi, con la scritta che abbiamo riportato all’inizio. La firma è quella della Lega Nord Brescia, l’ala bossiana ovviamente, che fa capo al Trota e all’assessore regionale Monica Rizzi. A riportare la notizia è stata la pagina Facebook della Velinaverde, con tanto di foto, e data: sabato 18 febbraio.

Ma il ritorno alla guerra da parte del cerchio magico/malefico si consuma soprattutto via Internet, puntando direttamente contro i Barbari Sognati e il loro leader, che viene accusato, dietro l’anonimato garantito dal web, di essere un traditore. A questo scopo, come scrive La Provincia di Varese, su Facebook è nato il profilo «Febbraio Novantacinque Maroni», che richiama alla mente la nascita del governo Dini, votato dalla Lega, che poche settimane prima aveva fatto cadere il primo governo Berlusconi. L’allora ministro dell’Interno Maroni non fu completamente d’accordo nel mettere fine così velocemente all’esperienza di governo, ma le sue ragioni non ebbero spazio. Poco importa se pochi mesi dopo lo stesso Bossi fece pace con il suo compagno di avventura politica nel famoso congresso del Palatrussardi, dove a Maroni i militanti tributarono una valanga di critiche e di improperi. Il profilo Facebook lo accusa di tramare «ancora una volta» alle spalle del capo. L’immagine di profilo è quella di Umberto Bossi appunto al congresso federale del 1995. Tra le foto, c’è un montaggio che mostra Gianfranco Fini e Italo Bocchino che parlano vicini, e accanto, simili per la posa, Maroni insieme all’eurodeputato Matteo Salvini.

Tra i post vengono citati stralci della Velina verde. Ma non mancano i pensieri del curatore della pagina, rigorosamente anonimo. «Vedo che i “barbari sognanti comentatori” di Facebook – scrive – non sono in grado di smontare le tesi di noi Bossiani. Vi arrampicate sui vetri, semplicemente accusando che siamo «fasulli», «del Pdl», o «ci insultate». Dimostrate che Maroni è un «Leghista indipendentista» con fatti concreti?». Il post ha anche il posizionamento geografico, ovvero a Milano vicino al Palatrussardi. Tra le foto per sfottere i maroniani, c’è un’immagine di Diego Abatantuono in versione Attila flagello di Dio e commentano: «Chi è? L’ideologo dei barbari sognanti?».

Al momento il profilo conta poco più di duecento amici, ma è di recente creazione. E tra di loro anche alcuni esponenti politica leghisti, chiaramente non maroniani. Amici di «Febbraio Novantacinque Maroni» sono infatti il consigliere regionale varesino Giangiacomo Longoni, il dirgente provinciale Paola Reguzzoni e il deputato e sindaco di Lesmo Marco Desiderati: vale a dire tre esponenti vicinissimi, una è addirittura la sorella, dell’ex capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni.

Il clima si sta dunque arroventando  in vista di domenica prossima, quando i militanti della provincia di Varese dovranno eleggere i componenti dell’assemblea provinciale che a loro volta voteranno i delegati al congresso nazionale della Lega Lombarda. L’assemblea provinciale è convocata per domenica 11 marzo.

Se Maroni viene indicato come traditore e ritratto nel profilo in questione insieme a Matteo Salvini, esponente di punta dei “barbari sognanti”, non può che essere una risposta tipo pan per focaccia, anche se in cottura trasversale, quella che ieri l’eurodeputato milanese ha consegnato a Affaitaliani.it: “Silvio Berlusconi è un traditore. Prima di tutto ha tradito i suoi elettori. Le 600 sedi della Lega in Lombardia ricevono tutti i giorni centinai di telefonate di ex elettori e di ex elettrici del Pdl incazzati neri. Sia sulle tasse, sia sulla casa, sia sul federalismo, Berlusconi sta facendo l’esatto contrario di ciò per cui ha preso i voti al Nord”.

E ancora: “A livello politico nazionale in questa fine di febbraio del 2012 Lega e Pdl sono lontani quanto Lega e Pd. Ormai sono la stessa roba”. E Alfano? “Non mi faccio gli affari di casa altrui, ma mi sembra uno abbastanza in gamba. Però sostenendo questo governo il Pdl sta contribuendo a dissanguare il Nord, i padani e i suoi stessi elettori. Se pensano di ripartire con un nuovo inno e un simbolo la gente non ha l’anello al naso. Sanremo ormai è finito”.

Infine l’affondo di Salvini contro il Cavaliere: “Tutti ci ricordiamo il tracollo di Mediaset in Borsa nei giorni del cambio di governo… Evidentemente Berlusconi ha deciso di sostenere Monti perché ha a cuore le sue aziende di famiglia. Una cosa penosa ma che si può anche capire dal punto di vista personale. Ma le forze che reggono questo governo sono tali per cui sia Pdl che Pd sono soltanto degli ostaggi. Per fortuna la Lega non è ostaggio di nessuno”.

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