Nessuna apertura alla Lega: pensano a Roma e alle clientele

di FRANCO DI BRACCIO*

“Chi per bugiardo è conosciuto, anche se dice il ‘vero’ non è più creduto”!

Mi sembra azzardato fare una apertura di credito sulla parola, ad un “movimento” che non ha più questa caratteristica, essendosi trasformato, ed è ampiamente dimostrato, nel più romano dei partiti. Ripeto: che Roma è una mentalità e, purtroppo, il comportamento e i piccoli segnali che giungono dal presunto avvenuto cambiamento confermano che nulla è cambiato. Non è ammissibile, né credibile appunto, che il signor Maroni urli “Via da Roma”, quando solo due settimane fa la sua Lega ha fatto il diavolo a quattro per piazzare Giovanna Bianchi Clerici nell’Autorità Garante della Privacy, ente romanocentrico e parassita che serve solo a riconoscere decine di migliaia di euro di stipendio al raccomandato di turno. Non è ammissibile che il signor Caparini venga a raccontare la barzelletta – perchè tale è – del “non pagare il Canone Rai”, quando la Rai per la Lega è uno dei poltronifici preferiti dal Carroccio.

Se si è alternativi al “sistema” dal sistema si deve “uscire totalmente”, non a chiacchiere ma nei fatti e, fino ad ora, si sono udite soltanto chiacchiere, trite e ritrite. E’ molto comodo e redditizio affermare che si inizia una “fase due”, continuando sulla stessa linea della “fase uno”, come dire che un gruppo di musicanti diverso da quello precedente legge e suona lo stesso spartito, uno spartito che in vent’anni di Lega ha solo fatto impoverire e immiserire le aree padano-alpine. Sapete perchè? Perchè se cambia la musica non ci sono più i “soldini” facili, facili e non ci saranno più incarichi, per lo più fasulli, per le clientele, gli amici e gli amici degli amici incistati in ogni ente (questo è il loro federalismo municipale). Se si cambia musica non ci sarà più nulla da “offrire” in cambio della cieca obbedienza di leninista memoria.

Ci sarebbe però, da parte nostra, la riconquista di un grande valore: LA LIBERTA’ e L’INDIPENDENZA! Ma purtroppo si sa bene che il cane abituato alla catena non vuole la libertà, in cambio della sua obbedienza si accontenta di una ciotola degli avanzi del PADRONE!

*Presidente  Associazione Culturale Federalista Gianfranco MIGLIO

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