LEGA: L’EX AUTISTA LICENZIATO MINACCIA RIVELAZIONI

di GIANMARCO LUCCHI

“Se non mi danno una spiegazione convincente del mio licenziamento sono pronto a piazzare una tenda in via Bellerio e dormire qui”. Promette “rivelazioni” e una “denuncia” sui “denari” della Lega Oscar Morando, 40 anni, ex autista di Renzo Bossi, davanti alla sede federale della Carroccio assieme alla moglie, che lo ha accompagnato davanti ai giornalisti con le lacrime agli occhi e le sue due figlie piccole. Mostra la lettera ricevuta oggi e firmata dal nuovo tesoriere della Lega Stefano Stefani, in cui gli viene comunicato il licenziamento per “giusta causa”. E dice subito: “Sono stato usato come un giocattolo” e “licenziato per avere eseguito gli ordini della Lega”, tra cui quelli di Rosi Mauro e di Manuela Marrone, la moglie di Bossi. “A questo punto – avverte l’ex autista – è giusto che i militanti sappiano non solo come vengono sperperati i denari ma anche come viene trattata la gente in questo Movimento”. “Racconterò anche del denaro che ho preso qui dentro per far il bene del ragazzino e per i suoi vizi”. Morando che su queste vicende ha già scritto un libro che dovrebbe uscire tra circa un mese, promette anche di sporgere una denuncia “sui denari”.

Anche l’altro autista e bodyguard di Renzo Bossi, Alessandro Marmello, è stato licenziato dalla Lega. Anche lui, come il suo collega Oscar Morando, ieri ha ricevuto la lettera con cui il Carroccio gli ha dato il ‘ben servitò in quanto sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia. Lo ha reso noto lo stesso Marmello assieme al suo legale. L’avvocato Franz Sarno, difensore di Marmello, ha annunciato che impugnerà il licenziamento davanti all’autorità giudiziaria «perchè si basa su motivi pretestuosi e infondati». Marmello qualche settimana fa ha denunciato ai mass media e lo ha ripetuto ai magistrati di Milano di essere stato il «bancomat» del figlio di Umberto Bossi. Per questo è stato anche querelato proprio dal figlio del leader della Lega. Alessandro Marmello, l’ex autista e bodyguard di Renzo Bossi, «ha eseguito riprese non autorizzate tradendo così la fiducia del suo datore di lavoro, cioè della Lega». È questo, come ha spiegato all’ANSA Franz Sarno, il legale di Marmello, uno dei motivi per cui l’autista è stato licenziato dal Carroccio. Nella lettera ricevuta ieri da Marmello, come ha riassunto l’avvocato, si specificava che il suo assistito «avrebbe dovuto avvertire i dirigenti della Lega» delle spese del ‘Trotà. «Cosa che ha fatto – ha sottolineato il legale – ma non gli è stata data udienza. Aveva telefonato a Belsito chiedendo di essere ricevuto, ma Belisto gli ha risposto via sms che aveva cose più importanti da seguire e non si poteva dedicare a lui». L’avvocato Sarno, inoltre, ha tenuto a precisare che l’ex autista del figlio di Umberto Bossi ha ricevuto la lettera di licenziamento, firmata da Stefano Stefani, il nuovo tesoriere, «mentre è in malattia e questo è vietato dalla legge».

A Morando viene contestata, in particolare, un’intervista che l’ex autista avrebbe rilasciato al Corriere della Sera il 10 aprile scorso, ma che lui nega. Ma soprattutto, si legge nella lettera, Morando, che sostiene di essere stato assunto per fare da guardia del corpo e autista del segretario federale Umberto Bossi, “ha risposto agli ordini di Rosi Mauro e di Manuela Marrone che non avevano alcun potere di dare ordini addirittura sorvegliando le amicizie di Renzo Bossi aggiornava i suoi (del consigliere) punti di interesse e livello di Regione e studiava tutto ciò che lui (il consigliere) portava nei suoi dibattiti in Regione”.

“Sono stato assunto nell’agosto del 2010, ma sono stato mobbizzato a livelli cubitali da questi signori. Sono arrivato qui come dipendente e autista del segretario federale, dopo un mese mi sono ritrovato catapultato alle dipendenze di Renzo Bossi, il quale organizza la sua scorta come un giocattolo”.

Morando ha raccontato di essere stato lasciato quindi, dopo aver svolto il ruolo di autista-tutor, a casa senza incarichi del 21 marzo del 2011 “per volere di Francesco Belsito, Rosi Mauro, Manuela Marrone e Renzo Bossi” e di aver cercato di parlare della situazione ad altri dirigenti della Lega, senza successo.

DA BELSITO DOSSIER ANCHE SU REGUZZONI E GIORGETTI

L’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito avrebbe svolto un’attività di dossieraggio non solo contro Roberto Maroni, ma anche su altri esponenti del partito quali Marco Reguzzoni e Giancarlo Giorgetti. La circostanza, secondo quanto scrivono Il Corriere della Sera e La Stampa emergerebbe dal materiale sequestrato allo stesso Belsito. In alcune memorie informatiche sequestrate all’ex tesoriere del Carroccio sarebbero state trovate fotografie e varie informazioni. Il materiale informatico è al vaglio della polizia postale che su disposizione del pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo è stata incaricata di estrapolare tutti i dati contenuti nelle memorie. Per la sua attività di dossieraggio, Belsito si sarebbe avvalso anche dell’aiuto di servitori infedeli delle istituzioni in grado di reperire informazioni riservate in banche dati e archivi. Da una prima analisi del materiale sarebbe emersa anche l’esistenza di un sito internet attraverso il quale, con una password condivisa, Belsito e coloro che erano in contatto con lui, potevano scambiarsi informazioni senza dover ricorrere alla posta elettronica con il rischio di essere intercettati. Gli investigatori sospettano anche l’esistenza di un conto cifrato in Svizzera attraverso il quale Belsito avrebbe fatto investimenti. Il conto, è l’ipotesi degli inquirenti, potrebbe essere stato messo a disposizione degli emissari milanesi della famiglia di ‘ndrangheta dei De Stefano di Reggio Calabria per riciclare il denaro provento delle attività illecite di una delle cosche più potenti della Calabria. Nell’archivio elettronico vi sarebbero anche dei riferimenti ad appalti esteri di Finmeccanica e Fincantieri, di cui Belsito è stato vicepresidente.

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