LEGA, LA RESA DEI CONTI CON SPIONAGGIO E CONTROSPIONAGGIO

di SPIONE PADANO

Tempi cupi corrono dentro la Lega. E non solo per le conseguenze mediatiche ed elettorali delle puttanate commesse dall’ex tesoriere Belsito e dal Cerchio magico/malefico ormai distrutto. Il problema è che la guerra in corso fra le due “fazioni”, cioè i bossiani e i maroniani, si sta combattendo ben al di là delle questioni politiche (???) e di rinnovo generazionale. No, quella in corso assomiglia a una guerra per bande, che si sta avvitando in una sorta di “crepi sansone con tutti i filistei”, alla fine della qualei il Carroccio rischia di rimane senza ruote. E probabilmente anche senza carretto.

Il clima è da “Le vite degli altri”, lo splendido film che raccontava come nella Ddr pre crollo del muro di Berlino la Stasi spiasse personaggi e intellettuali pericolosi per un regime ormai vicino al collasso. Ebbene, in via Bellerio e non solo nella sede centrale, siamo alle tecniche di antispionaggio per evitare che dibattiti interni destinati a rimanere riservati, in realtà vengano rimbalzati all’esterno attraverso i telefonini attivi durante i dibattiti e i colloqui privati. Si racconta, ad esempio, che per le riunioni del Consiglio federale sia stato installato un aggeggio per disturbare e impedire le conversazioni in diretta. Questo tuttavia non impedisce le registrazioni audio, che dunque circolano abbondantemente dopo le riunioni del parlamentino leghista.

Ma c’è un’altra storiella che la dice lunga sulla stagione dei coltelli che stanno volando a tutte le altezze. Di recente si è svolta una riunione del consiglio nazionale del Piemonte con argomenti da mantenere in un certo riserbo. Durante la riunione il governatore Roberto Cota, che è anche segretario nazionale, avrebbe sferrato un duro attacco a un giornalista. Conclusa l’intemerata, senza che nessuno si fosse nemmeno alzato dalla sedia, il governatore riceve una telefonata da parte del giornalista in questione che avrebbe minacciato querela per calunnia. Evidentemente aveva ascoltato in diretta le parole di Cota, aiutato da qualche “amico intimo” del segretario detto anche “barbaro democristiano”.

Questo per dire quale “stagione difficile” stia attraversando la Lega dove, pur in assenza di reali ipotesi di reato, lo sputtanamento interno continua e sta avvelenando tutti i pozzi. Al punto che se qualche settimana fa Roberto Maroni era visto come lo sbocco naturale della successione a Bossi e sembrava godere del consenso di gran parte dei militanti e dei dirigenti, oggi la sua posizione viene considerata in fase di indebolimento, proprio perché il continuo gioco al massacro verso la parte avversa, nonostante il Cerchio sia stato sostanzialmente distrutto, viene considerato dai “bossiani” un eccesso che li spinge a riallontanarsi dall’ex ministro dell’Interno e a rinserrare le fila. Così ai congressi nazionali di Lombardia e Veneto del fine settimana spetta il compito di fotografare le forze in campo e se il divario fra le due fazioni non dovesse essere elevato, Umberto Bossi potrebbe essere spinto a candidarsi al congresso federale di fine giugno. A quel punto la spaccatura di quel che resta del movimento sarebbe inevitabile.

Dicono che Maroni non voglia prendere in considerazione tale eventualità, forte del fatto che il Senatur ha firmato con lui l’accordo che prevederebbe per il vecchio capo la garanzia di un trattamento economico a vita (oltre la pensione). Ma non sarebbe certo una novità che Bossi non rispetti un accordo, tanto più se privato.

Insomma, siamo ormai alla resa dei conti, che però rischia di durare un mese e di consegnare  alle cronache un partito prossimo all’estinzione. 

E mentre si consuma tutto ciò, da Lecco rimbalzano notizie di un incontro fra gli ex Rosi Mauro, Lorenzo Bodega e persino l’ex ministro Pdl Michela Vittoria Brambilla con l’intento di dar vita al “Partito del territorio” (che il progetto sia partito dal salotto di Gemonio?), mentre dal provinciale di Brescia (segretario il maroniano Fabio Rolfi) parte la richiesta di espulsione di Renzo Bossi (ma non l’avevano sostenuto tutti i bresciani quando si candidò alla Regione) e di rimozione di Roberto Calderoli quale triumviro. Alè, la festa continua…

 

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8 Comments

  1. Leggere le OFFESE tremende che si lanciano i ‘leghisti’ sul web (sopratutto FB) è veramente una tristezza.
    Ci son cascati proprio in tanti in questo giochino dello sfasciamento.
    Nei forum davanti a milioni di lettori diamo uno spettacolino inquietante e penoso, ci offendiamo i leader con parole umilianti, velenose, cattive…. lo stesso Bossi è calunniato con frasi terribili, neanche fosse stato un altro a fondare questo bellissimo movimento popolare.
    E Maroni viene additato come traditore, come manovratore nell’occulto di trame malefiche e distruttive….
    Padania?!
    La verità è che siamo tutti italiani, un popolo di merda che non sa far altro che lamentarsi, offendere e distruggere qualsiasi cosa di buono sia mai stata ottenuta.
    Ci meritiamo tutto il male ( MONTI ) che ci sodomizza.

  2. Ragazzi,ma che squallore. Siamo davvero al redde rationem! Che pena pensare da dove si era partiti e dove oggi siamo arrivati! E basta parlare con un po’ di giovani, in giro per la Lombardia per rendersi conto dello sfascio. Non c’e più un capo, non c’e più un leader. Non ci sono riferimenti precisi. Su tutta una serie di temi la Lega e’ ormai divisa! Basti vedere la posizione della Lega sullo scandalo della TAV Brescia-Verona. Qualche mese fa eran tutti d’accordo nel contestare l’attuale Progetto Preliminare che allo Stato costerebbe centinaia di milioni di euro in più. Ora sono rinate le fazioni, alla faccia del bene del Paese e dei territori interessati. Chi ne farà le spese saranno decine di agricoltori destinati a chiudere! Alle prossime politiche io voterò per Grillo!

  3. Purtroppo Caro Spione, credo proprio che non ti sbagli.
    I “cerchisti malefici” continuano la battaglia e si fanno chiamare “bossiani”, come se fossero fedeli amici del capo…..Come se lo rispettassero e volessero il suo bene e quello del movimento. Non penso che siano stupidi ma fanno passare per stupidi i militanti e sostenitori rimasti.
    Perchè non possono far finta che il capo sia in forma e non abbia bisogno di cure continue, essendo reduce da un forte trauma e debilitato.
    Mi sembra evidente che pensino solo a se stessi.

  4. dovrebbe essere lo stato a dare la pensione per meriti insigni per l’unità mantenuta con grande abilità da bossi e dai suoi accoliti (maroni compreso) che sanno tutto quello che bossi sapeva..

  5. Io riprenderà la tessera solo se escono :

    – Castelli ex ministro della Giustizia che faceva il palo di Berlusconi (clamoroso quando omise di richiedere una rogatoria – e venne smascherato dall’allora sottosegretario Vietti)

    – Calderoli : l’autore del Porcellum che sostituì la vecchia legge elettorale (che prevedeva una forte quota di collegi uninominali) , cioè sostituì una legge tutto sommato decente anche se perfettibile , con una autentica “”porcata” come lui stesso ebbe a confessare in TV

  6. Circa il Consiglio Nazionale del Piemonte è necessario ricordare e rimarcare che i consiglieri sono stati scelti da Cota o erano suoi amici.Ciò dimostra, ammesso che fosse necessario,come lo stesso Cota non sappia nemmeno distinguere,come Bossi ,fra amici e ruffiani od arrivisti ed entrambi apprezzino invece la più squallida cortigianeria che ha portato alla situazione attuale.

  7. Uno come Bossi che ha preso per il CULO per più di 20 anni milioni di persone e tanti militonti deve avere un forte riconoscimento economico, come minimo una doppia pensione ed un doppio vitalizio ..

    Come abbiamo tutti costatato i costi della Family sono abbastanza elevati….

  8. A spione Padano cosa significa trattamento economico in termini di €uro?????la pensione non gli basta????
    visto che anche questa e RUBATA alla gente onesta.
    AMEN

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