LEGA, LA DURA PARTITA PER IL CONTROLLO DEL MOVIMENTO

di GIANMARCO LUCCHI

Con Roberto Maroni «siamo amici da troppo tempo». Così il leader della Lega Nord Umberto Bossi si è rivolto all’ex ministro dell’Interno con il quale ha inaugurato una sezione del Carroccio in provincia di Varese e che alcuni militanti invocavano come «primo ministro». Bossi parlando da sotto un gazebo ha osservato a proposito della dialettica interna al suo movimento che «a volte vengono fuori le liti, le discussioni che però durano poco».

Ma mentre i vertici cercano di diffondere un’immagine di sostanziale unità – alla quale per altro non credono in molti – nelle retrovie continuano le schermaglie. «Tosi pensi a fare la campagna elettorale per vincere le elezioni a Verona e questo vale anche per altri che invece di pensare per il bene e l’interesse del movimento stanno già con la testa alla successione del Segretario Federale che è un problema che non esiste. Finchè c’è Umberto Bossi è inutile scaldare rampe di lancio». Così il senatore della Lega Nord, Armando Valli dopo l’intervista di ieri a «La Zanzara» di Flavio Tosi che in modo chiaro ha detto di preferire Maroni come successore di Bossi. «Intanto – continua il senatore del Carroccio, uno degli esponenti storici della Lega lariana – Tosi se è arrivato dove è attualmente lo deve alla Lega e al segretario federale». Tornando sulla successione di Bossi, Armando Valli ricorda ancora il 1994: «Fu l’anno in cui Bossi riprese sotto la sua protezione Roberto Maroni, togliendolo da un imbarazzante giravolta che fece imbestialire chi votava Lega. Bossi ha scardinato 50 anni di una repubblica incancrenita nel malaffare e nello sfruttamento del Nord. Nessuno – conclude Valli – deve mettere in discussione il Segretario Federale».

La difesa a oltranza del Senatur appare un po’ sospetta. Probabilmente l’uscita di Tosi ha surriscaldato gli animi e portato al centro dell’attenzione quanto prima o poi dovrà essere affrontato, cioè l’avvicendamento di Bossi. Vero è che prima il campo di gioco proporrà la nomina del nuovo segretario della Lega Lombarda, ma appare evidente che si tratta dei vari round della stessa partita, quella che deve condurre al controllo vero e proprio della Lega Nord. Resterà, il movimento, nelle mani dei bossiani, sotto l’influenza della famiglia del grande capo, oppure passerà sotto il controllo di Roberto Maroni e dei suoi uomini. Attualmente i numeri propendono per la seconda delle soluzioni, ma nel Carroccio non è mai detta l’ultima parola. Anche perché negli anni successivi alla malattia di Bossi, e ormai ne sono trascorsi otto, si sono consolidate molte invidie e molte inimicizie, che spesso si è cercato di nascondere a uso e consumo dei militanti.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedente

MAI COSI' TANTI FALLIMENTI: MUOIONO 31 AZIENDE AL GIORNO

Articolo successivo

MONTI: AUMENTI DI TASSE ROZZI PER NON FINIRE COME LA GRECIA