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Lega, il partito che ha annientato le identità

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di ROBERTO PISANI – Il tentativo di annientare l’identità dei popoli nel nome di globalizzazione spinta genera sempre di più un sorta di effetto boomerang. È assolutamente impensabile pensare ad una qualsivoglia forma di stato centrale o confederazione di stati, come dovrebbe essere l’Europa, senza un forte fondamento identitario.

L’identità per un popolo è come la radice per un albero, le fondamenta per un palazzo. Porta linfa vitale per il suo sostentamento e ne sorregge la struttura. Se muoiono le radici muore anche l’albero e se cedono le fondamenta crolla il palazzo.

E più sono radicate e più sono ramificate queste radici e più l’albero è forte e ben alimentato, proprio come le identità locali lo sono per la struttura dello stato. Il tentativo di annientarle è la strada sbagliata e porterà all’autodistruzione di quegli stati che perseguiranno ogni forma di centralismo.

Prova ne è che alcuni popoli stanno alzando la testa, da troppo tempo nascosta sotto la sabbia, e stanno riscoprendo la loro identità. Ma non bastano pochi focolai per raggiungere il risultato. Bisogna unirsi e combattere tutti assieme, mantenendo ognuno le proprie tradizioni e la propria cultura.

E proprio qua sta l’errore della Lega: ha risvegliato le coscienze, questo è vero, però tentando di accorpare le singole autonomie locali, annientandone l’identità. Non si sono resi conto che i veneti sono diversi dai liguri o dai piemontesi o dai pavesi ed hanno concentrato il potere su di loro per poi servilo su un piatto d’argento allo stato centrale.

Per la confederazione europea se possibile è ancora peggio: qualche anno fa qualcuno parlava di Europa dei popoli e non delle nazioni, concetto morto e sepolto. Si preferisce sparare a zero proponendo progetti irrealizzabili quali l’uscita dall’euro e dalla comunità, nel segno del più bieco populismo. È vero che l’Inghilterra ha scelto quella strada ma bisogna considerare la forte identità che quel paese ha sempre avuto e che ha mantenuto nei secoli.

Identità appunto. La radice dell’albero, le fondamenta del palazzo.

Ma se tutto ciò porta all’autodistruzione perché continuare su questa strada? Semplice: un popolo senza identità è più facile da controllare, esattamente come un gregge di pecore. Basta un cane qualsiasi ben addestrato per guidarle dove si vuole.

 

Roberto Pisani

segretario politico

Identità Oltrepò

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