Lega e alleanze, se i maroni stanno solo nel cognome

di RODOLFO PIVA*
E’ impressionante e stupefacente il balletto che, quotidianamente, i mezzi di informazione presentano relativamente alle ipotesi di possibili alleanze della Lega Nord sia per quanto concerne le elezioni regionali in Lombardia e sia per quelle statali dopo la quasi sicura ritirata del Tassator Cortese: Mario Monti.
E’ innegabile che dopo il recente terremoto nella Lega Nord e la posizione assunta da Maroni con il richiamo ai valori ed agli obiettivi originari del movimento, peraltro scritti nello statuto, molti, anche tra coloro che hanno lasciato la Lega Nord nel corso degli anni, si era accesa la speranza che, forse, si erano attivate le condizioni per un vero cambiamento.
E’ innegabile che la scelta fatta a suo tempo dalla Lega Nord di stringere alleanze con partiti a vocazione centralista tipo Forza Italia ed Alleanza Nazionale si è dimostrata, dopo circa venti anni, fallimentare per quanto concerne risultati concreti: federalismo, autonomia, stop al parassitismo centromeridionale ecc. ecc. Anche il simpatico quadrupede dotato di quattro zampe noto come somaro lo ha capito benissimo.
Le informazioni che giungono quotidianamente dai media ci dicono che la Lega Nord è lì lì per fare una alleanza con i residui del PdL per le elezioni in Regione Lombardia purchè, dice il Maroni:”sottoscrivano gli obiettivi della Lega tipo: trattenere il 75 % delle tasse sul territorio lombardo, la Macroregione del Nord” più qualche altra amenità. Anche venti anni orsono Forza Italia ed i fascisti mimetizzati di Alleanza Nazionale, diventati democratici dopo la “svolta di Fiuggi” , si erano detti disponibili ad una trasformazione dello stato attuando una riforma federalista. Parole perse nel vento: risultati uguali a zero.
Un vecchio andante popolare dice che: “errare è umano ma perseverare nell’errore è diabolico”. Quindi se il Maroni non ha saputo fare tesoro dell’esperienza fallimentare passata e ripropone altri pateracchi, i militanti della Lega, sicuramente in buona fede, dovranno incassare altre brucianti delusioni. Potranno continuare a telefonare a Radio Padania esordendo, prima di trattare l’argomento per cui hanno telefonato, con: “Padania Libera” ma queste resteranno solo e soltanto parole.
Se il Maroni e gli altri capoccioni della Lega Nord avessero un po’ di umiltà dovrebbero riconoscere che le scorciatoie tipo andare a Roma in coalizione con partiti centralisti non ha portato a nulla, mentre risultati ben diversi avrebbero ottenuto se avessero speso questi venti anni a ricostruire, giorno dopo giorno, “l’identità e l’orgoglio dell’appartenenza alla propria terra” delle comunità del Nord.
Non c’era bisogno di inventare nulla, bastava copiare l’operato degli indipendentisti scozzesi e catalani che, con pazienza e senza ammanigliarsi con partiti statalisti, hanno, mattone dopo mattone, costruito forti movimenti decisi ad avvalersi del diritto all’autodeterminazione per arrivare all’indipendenza delle loro patrie.
Il Maroni, se volesse, sarebbe ancora in tempo, in Lombardia, per essere il promotore di un “cartello” che raccolga, insieme alla Lega Nord, tutti i Movimenti Indipendentisti Lombardi con un obiettivo programmatico molto semplice che si chiama “indipendenza” della nostra patria come già evidenziato in un ottimo articolo da Gilberto Oneto giorni or sono.
Mi rendo conto che forse ciò è un po’ difficile da realizzare, intendo il cartello, quando nella Lega Nord albergano soggetti alla Tosi che si beano di gironzolare con la fascia tricolore tenendo a braccetto l’inquilino del Quirinale supporter dell’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956.
Una ulteriore difficoltà alla presa di posizioni decise da parte del Maroni, con la messa in gioco dei suoi attributi che porta anche nel cognome, potrebbe derivare dal fatto che il legame del Dr. Berlusconi con la Lega Nord non è solo un fenomeno di simpatia, ma c’è ben altro come puntualmente documentato in recenti libri e studi.
Coraggio amici leghisti, aprite gli occhi e chiedete conto al vostro segretario ragione delle sue scelte e se non riceverete risposte convincenti e fate una profonda riflessione.

*Segreteria Provinciale Milano-Unione Padana

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