Lombardia, Salvini: esiste un problema Cl in diversi ambiti

di REDAZIONE

 

 ”In Lombardia esiste un problema Cl in diversi ambiti: dalla sanita’, alla Fiera, all’Expo. Speriamo che queste incrostazioni non abbiano portato a qualcosa di inopportuno”. Lo ha detto Matteo Salvini capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Milano, in un’intervista a ‘L’Infedele’ di Gad Lerner in onda su La7. ”La Lega non difende l’indifendibile, quindi a fronte di prove e testimonianze, non di dubbi o sospetti su chi ha pagato le vacanze, stacchiamo la spina dopo venti secondi – ha aggiunto Salvini -. Per noi la regione Lombardia vale piu’ di qualsiasi cosa; se chiede al segretario della Lombardia qual e’ il suo desiderio, e’ certo quello di avere un governatore leghista”. Quanto all’alleanza con il Pdl, ha poi sottolineato: ”Lo valuteranno loro. Certamente la Lega amministra tutte le principali regioni del nord…. Ne parleremo al congresso federale: per noi essere o non essere a Roma puo’ essere un di piu’. Se per il Pdl e’ fondamentale, parliamone”.

La presa di posizione del neo segretario della Lega Lombarda è arrivata a conclusione di una giornata segnata dall’ipotesi, ventilata dal Consiglio federale leghista, di abbinare le elezioni lombarde a quelle politiche dell’anno prossimo. Concludere la legislatura nel 2015, a questo punto, e’ ”difficile”.  I leghisti tentano di alzare la voce, dunque. Ma per il momento, anche perche’ e’ alle porte un congresso delicato per gli equilibri interni, non sembrano decisi a fare alcuna mossa per far cadere subito la Giunta lombarda e magari spianare la strada al centrosinistra. ”Mi pare che tutto quello che e’ successo renda piuttosto difficile pensare che si possa continuare fino al 2015”, ha detto Roberto Maroni arrivando in via Bellerio. Il segretario in pectore ha spiegato che, oltre alla questione giudiziaria che ”spetta ai giudici”, ce n’e’ una di ”opportunita’ politica che rende difficile o addirittura impossibile continuare”. Il Federale ha sposato la sua linea. ”Nelle prossime settimane, dopo il congresso che decidera’ anche delle alleanze – hanno riferito Andrea Gibelli, il vice leghista di Formigoni, e il capogruppo in Regione Stefano Galli – faremo ulteriori valutazioni, fra cui l’eventuale abbinamento di elezioni anticipate in Regione ed elezioni politiche nel 2013”.

Lunedi’ potrebbe gia’ esserci un faccia a faccia con Formigoni. Individuato l’orizzonte temporale per cercare di uscire dall’impasse, i leghisti non si sono spinti oltre, attendendo le decisioni dell’alleato anche per gestire la transizione in modo soft. Formigoni oggi non ha commentato le novita’ politiche. Il capogruppo del Pdl al Pirellone ha fatto pero’ capire come la pensano da quelle parti. ”Visto l’attacco mediatico senza precedenti al quale siamo sottoposti, e’ doveroso che la Lega chieda di vedere chiaro – ha detto Paolo Valentini, capogruppo del Pdl al Consiglio regionale -. Ma quello lombardo e’ un modello che anche in Veneto e Piemonte ha garantito governabilita’ e buoni risultati: prima di accantonarlo e’ necessaria una riflessione”. Dunque, l’equilibrio nella maggioranza di centrodestra sara’ anche precario ma per ora non si tocca. Ed e’ soprattutto per questo che nelle opposizioni di centrosinistra c’e’ prudenza sulle reali intenzioni leghiste, pur essendo tutte d’accordo (tranne l’Udc) che il voto anticipato sia la soluzione giusta. Chiara Cremonesi, di Sel, ha sfidato la Lega a votare una (nuova) mozione di sfiducia a Formigoni, ma non si tratta di un’iniziativa condivisa da tutte le minoranze. L’impressione e’ che una mozione di sfiducia possa ricompattare la maggioranza, quindi meglio aspettare gli sviluppi. Il capogruppo del Pd, Luca Gaffuri, ha comunque confidato la ”sensazione che questa Lega attendista cerchi in tutti i modi di tenere in piedi la baracca, perche’ con il voto rischia di farsi molto male”.

E intanto il presidente Formigoni, subodorando qualche pericolo, cerca subito di accattivarsi il Carroccio. “Il patto di stabilita’ uccide i nostri Comuni. Regione Lombardia e’ al loro fianco per abbatterlo. Tra poco parte il cambiamento”. Cosi’ parlò oggi il Celeste su Twitter.

Ritornando al Consiglio federale leghista, al termine della riunione alcuni membri del massimo organo esecutivo del movimento hanno firmato il modulo a sostegno della candidatura di Roberto Maroni a segretario federale, in vista del congresso di sabato e domenica. A quanto si e’ appreso, tutti i membri ancora presenti in sala hanno sottoscritto il documento. Tra i ‘big’ assenti anche Umberto Bossi (ma il senatur ha firmato da tempo un accordo in cui si impegna a sostenere la candidatura di Maroni). Alcuni, come il vice presidente della Regione Lombardia, Andrea Gibelli, e il segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, avevano gia’ firmato il modulo.

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