Le “palle” di Letta su tasse e fisco fan sparire anche Babbo Natale

di MATTEO CORSINI

Va bene che a fine anno bisogna essere ottimisti e tentare di essere allegri anche se la situazione dell’Italia è piuttosto triste, ma leggendo le ANSA che rilanciavano le “perle” del presidente del Consiglio, mi sono chiesto se Letta non abbia esagerato con lo spumante prima di incontrare i giornalisti. Ecco due delle dichiarazioni rilasciate da Enrico Letta in occasione della conferenza stampa di fine anno: “L’anno prossimo sarà l’anno della crescita… Le norme che verranno approvate già da gennaio renderanno per il prossimo anno il fisco più amico dei cittadini”.

Che l’anno prossimo sarà quello della crescita lo si sente dire più o meno tutti gli anni, salvo poi scoprire che non è il Pil a crescere (se non, a volte, in misura omeopatica), bensì il debito pubblico e le tasse. Questa volta il governo, per bocca del “tecnico” Saccomanni, va dicendo già da qualche mese che nel 2014 il Pil crescerà dell’1.1 per cento. Le previsioni dei centri studi privati a livello internazionale e delle principali organizzazioni multilaterali non si spingono oltre lo 0.5-0.7 per cento.

Per questo motivo la Commissione europea ha recentemente storto il naso di fronte ai numeri presentati dal governo italiano in merito alla legge di stabilità, con grande disappunto di Letta e del suo mentore che risiede al Quirinale. Quanto al fisco “più amico dei cittadini”, qui ci sarebbe davvero da ridere, se la situazione non fosse drammatica. Il fisco non può essere amico dei cittadini, se non dei consumatori di tasse, ossia di coloro il cui sostentamento dipende dalle tasse pagate da altri.

Ognuno è libero di credere a Letta (nel quale, evidentemente, è scattata una mania di competizione nei confronti di Babbo Natale, nonostante pochi giorni fa abbia detto di non esserlo), ma mi risulta impossibile immaginare un 2014 caratterizzato da un fisco meno complicato e infarcito di provvedimenti con efficacia retroattiva rispetto agli ultimi anni. E non a caso non ho fatto riferimento alla pressione fiscale, perché quella, al contrario, potrebbe dover aumentare per via dei tamponi che il governo dovrà trovare nella malaugurata (quanto tutt’altro che inimmaginabile) ipotesi che il Pil non cresca come previsto da Saccomanni. Altro che fisco amico dei cittadini…

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