Le elezioni europee, il “carro armato” veneto e i tanti fuochi accesi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Considerato che il nostro gruppo è formato esclusivamente da lavoratori autonomi (artigiani, coltivatori diretti e negozianti) e da molti componenti del MAR (Movimento per l’Autonomia della Romagna), non potevamo  non essere sensibili al riguardo degli  avvenimenti che stanno interessando la Serenissima, non a caso la  prima considerazione che abbiamo fatto è che si tratta  della indispensabile  ribellione delle forze produttive,  contro le forze parassitarie, ed in più contornate da istanze indipendentistiche.

Piaccia o non piaccia, l’intero pianeta si trova coinvolto  dal vento delle  autonomie.  Molti popoli, per una insieme di ragioni,  sentono la necessita di essere loro gli artefici  delle decisioni a cui devono essere assoggettati, ma siccome questo non  accade  quasi mai, si sono resi conto che per raggiungere tale obbiettivo è necessario diventare essi stessi  i padroni di  casa loro.

Un punto rimane controverso, non sempre è chiaro  il significato di autonomia, indipendenza  e secessione. Pur prendendo atto che  che ogni stato ha il dovere di combattere la violenza e di fare rispettare le leggi vigenti, abbiamo avuto l’impressione che, al riguardo delle vicende venete,   non siano state pienamente calcolate le conseguenze dell’intervento,  cioè nell’intento di spegnere l”incendio” veneto  siano  stati accesi  moltissimi  fuocherelli  in tutta Italia.

Una cosa è certa, per lo stato italiano gli inquisiti sono dei delinquenti, per la stragrande maggioranza dei veneti  sono invece dei patrioti.

E veniamo al problema elezioni europee.

Parlare dell’Europa  significa parlare pure dell’euro, ma il tema moneta è stato  immediatamente abbandonato in quanto non sono scaturiti argomenti meritevoli di essere riportati  e commentati,  anche perchè,  come è noto, pur essendo un tema discusso e dibattuto da autorevoli  economisti, non è ancora chiaro  se per gli italiani sia utile oppure dannoso.

Interessante invece il dibattito riguardante l’Europa e problemi connessi. Importante considerazione, per la stragrande maggioranza dei componenti del gruppo,  è utile ed  opportuno  restare in Europa, magari  con regole meno ferree.

Perchè utile?  Varie le  ragioni, ma tre  sono  state considerate della massima importanza: 1) ha contribuito a salvaguardare la pace,  2) senza  la sua autorevole presenza saremmo travolti dalla emigrazione di massa, 3)avendo incamerato le nazioni dell’Est  europeo e la conseguente  possibilità di   controllare il grado di sicurezza delle loro centrali nucleari, molti grossi rischi possono essere evitati.

Il merito di averci   ricordato  questa ultima utilità,  va addebitato ad un nostro componente del gruppo, scherzosamente chiamato il “veggente”, in quanto ha profetizzato  che fra non molto ci  sarà una altra Cernobyl.

A titolo tranquillizzante  occorre precisare che questo novello Nostradamus,  ha fatto tantissime profezie, ma non ne ha mai azzeccato una.

Al riguardo delle intenzioni di voto, i componenti del gruppo si sono pronunciati,  voteranno   per il partito di Renzi, unica clausola,  che in lista non vi siano quelli che Matteo ha detto più volte di voler rottamare. Amen

Appendice: allegando il contenuto di un mio vecchio articoletto intendo far conoscere il mio personale pensiero al riguardo della autodeterminazione dei popoli.

Considerato che al riguardo della Autonomia Romagnola avrei molte cose da dire, mi si permetta un mio anticipato “sfogo”. Nonostante che per Massimo D’Azeglio la razza romagnola,  non mucche ma persone, era la migliore del mondo, per l’antropologo Ferrero, noi eravamo invece solo dei potenziali delinquenti e  conseguentemente la nostra era “terra di malfattori”. Più che malfattori,  i nostri nonni sono stati degli eroi, non esiste contrada del mondo in cui qualche romagnolo non sia andato a combattere per l’altrui libertà. Si guardi ai componenti dei moti dal 1821 al 1853, si guardi pure come i nostri nonni hanno risposto agli appelli mazziniani e garibaldini, giustamente eravamo considerati ”vulcani in eruzione permanente”.  Eppure per il Ferrero e per l’opinione politica del tempo, noi eravamo i “componenti di una società rimasta allo stato primitivo”, cioè poco meno che dei beduini. Le malignità dette su di noi hanno avuto un deleterio effetto, smembrati e condannati  ad un eterno “protettorato”. Un protettorato  sicuramente  gradito ai nostri “cugini” bolognesi, infatti  questi fanno di tutto per lasciare le cose come stanno, ostacolano l’autonomia romagnola, cioè la sacrosanta autodeterminazione dei popoli,  ed ostacolano un costituzionale  pronunciamento referendario. Posso capire il comportamento dei bolognesi, ma non capisco il comportamento della grande maggioranza dei romagnoli.  Ma come, abbiamo “rotto” le catene di mezzo mondo e non siamo in grado di rompere quelle che ci tengono legate ai bolognesi? Quando penso a questa  situazione, non posso non chiedermi dove sia andato a finire  il “Sangue Romagnolo”, e sconsolatamente canticchio alcune frasi, tema oppressi,  estratto dalla canzone “Addio Lugano bella”. Saluti dalla Romagna.  Maggio 2006.

di GIUSEPPE SGUBBI

 

 

 

 

 

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4 Comments

  1. Breve risposta al signorSergio
    Spett signor Sergio, capisco i suoi interrogativi al riguardo delle idee del gruppo, che io sono portavoce. Se Lei avesse letto anche gli altri miei articoli, che questo giornale ha pubblicato, probabilmente rivedrebbe, almeno in parte, il suo giudizio.
    Nel corso di queste elezioni, ammesso che in lista non vi siano dei rottamandi, daremo fiducia a Renzi in quanto la rottamazione è per noi, in questo momento, la priorità.
    Voglio tranquilizzarlo, quando ci saranno le condizioni per fare la Padania, molti di noi saremo in prima fila, probabilmente per vedere lei, dovremmo voltarci indietro.
    Dire a noi di andare a lavorare è una battuta che poteva risparmiare, non sò che mestiere lei faccia, ma se fosse un lavoratore dipendente le farei presente che noi abbiamo lavorato almeno il doppio di Lei. Al signor Huomo Liber non ho molto da dire, faccio solo presente che se questo non ha fatto niente per la Romagna Autonoma, significa che è un “soldato” da poco, se con questi “soldati ” si deve fare la Padania, povera Padania!!. Saluti fraterni.

  2. Siete autonomisti e votate per Renzi ?

    A parte che è un cazzaro ma ,dico, votate uno che vuole abolire le Provincie e non le Prefetture ?

    Avete le idee pittosto confuse.

    Un consiglio : tornate a lavorare che forse è meglio.

    La politica non fa per voi, come per la maggioranza dei Padani.

    • Condivido, caro Sergio, e lo faccio da Romagnolo.
      In più, onestamente, non mi sento per nulla così distaccato dai Bolognesi, come anche dai Ferraresi e da tutti gli altri Emiliani.
      Non necessita separare la Romagna dall’Emilia; è per contro assolutamente necessario che l’Emilia-Romagna seceda dall’Italia, come le altre regioni Padane.

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