Le donne imprenditrici: Il Pil non certifica il benessere se non ci sono le condizioni per fare figli

“Finalmente si inizia a comprendere che la natalità non è solo un problema di scelta femminile, ma riguarda tutta la società. Quindi è positivo l’approccio e l’avvio degli interventi previsti nella Legge di Bilancio, ma è necessario ricordare come solo con un urgente avvio di una profonda trasformazione delle infrastrutture sociali e del welfare si possono vedere degli effetti significativi“.
A dirlo è Antonella Giachetti, presidente di Aidda, l’Associazione imprenditrici e donne dirigenti d’azienda, commentando la Legge di Bilancio.

“Questo inizio di percorso previsto in finanziaria – continua Giachetti – non può portare da solo un efficace contributo alla risoluzione del problema senza un adeguato piano di investimenti in infrastrutture sociali: nidi, assistenza per gli anziani, cura della salute e in genere tutte quelle attività di cura che fino ad oggi sono state significativamente addossate sulle spalle delle donne”.
“Come Aidda – dice Giachetti – sottolineano che una società dove le donne fanno sempre meno figli è l’ulteriore dimostrazione di come il Prodotto interno lordo non misuri il progresso e il benessere di un Paese e di come la crescita del Pil non sia sufficiente a garantire lo sviluppo umano e sociale. Cambiare o integrare il metro di valutazione del Pil tenendo conto di tutti i possibili indicatori delle conseguenze del valore della produzione in termini di salute delle persone e dell’ambiente, di diseguaglianze e di giustizia, significa cominciare ad operare una profonda trasformazione del modello di sviluppo economico e sociale, nell’ambito del quale la genitorialità possa essere una scelta spontanea e serena che non comporti dolorose rinunce”.

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