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Le banche non fanno più le banche. Se il personale deve vendere “marchette” su pressione…

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La CICALA – Ho avuto modo di fare delle considerazioni sul premio di produttività che la prima banca italiana distribuirà da maggio ai suoi dipendenti – lo ricordo – 85 euro ad un cassiere e 250 euro ad un gestore titoli e finanza oltre ad un premio base di 300 euro. Cifre sempre al lordo. Consideriamo che Carlo Messina per raggiungere gli utili da distribuire agli azionisti (10 MILIARDI  di euro in 4 anni di piano industriale- ne rimangono 3400 milioni di euro) dovrà inventarsi chissà cosa in quanto già per il precedente anno ha dovuto vendere il gioiello SETEFI azienda primaria nel settore carte bancomat e credito. Quali le mosse per fare cassa ? Una cessione di una Banca dei territori ? Anche perché il personale delle agenzie è molto stanco e i sindacati continuano a denunciare con comunicati provenienti dalle banche del gruppo Intesa Sanpaolo le “pressioni commerciali”.

In generale nel settore bancario c’è maretta dopo l’articolo pubblicato sul quotidiano nazionale Corriere della Sera a firma di Gramellini dove si cita uno studio dell’Università “La Sapienza di Roma” e il dipartimento del lavoro di Pisa, dove su 100 lavoratori stressati, 20 sono bancari. Sono fioccati i comunicati sindacali ma ….???. Penso che i sindacati debbano fare un passo in più a tutela dei dipendenti in quanto, ad esempio quando un responsabile resta con il proprio dipendente per seguire come svolge il colloquio con il cliente per proporre un prodotto, non rappresenterebbe una anomalia (si definisce tutoraggio) ma se il collega è un gestore professionista che da decenni svolge sempre la stessa mansione, questa forma di pressione psicologica non può che far sentire una nullità quel lavoratore.

A sua volta i direttori sono colloquiati  dai superiori anche a tarda ora serale, ripetutamente sentiti al telefono durante il giorno per i dati, per gli impegni formali con i clienti ai quali si deve vendere a tutti i costi. Direi che non è accettabile sui dipendenti creare ulteriore pressione psicologica. Che fare ? Direi che in genere i sindacati possano indire uno sciopero, dove probabilmente non ci sia nemmeno necessità di spiegarne il motivo. L’adesione sarebbe massiccia e produrrebbe il risultato che i responsabili delle società si concentrerebbero per una risoluzione sul tema delle pressioni esasperate. Qualora non funzioni o i sindacati non vogliano arrivare allo sciopero, occorre per i dipendenti ripiegare su una forma di sciopero cosiddetto “sciopero bianco” o in inglese “work to rule” in pratica lo sciopero dello ZELO.  Cari Bancari tutelatevi. Applicate le regole di legge, di compliance ( di conformità) e vedrete che la sola applicazione delle leggi -ad esempio – per il contrasto al riciclaggio semi-blocca questa ondata di proposizione commerciale assurda.

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