LE 7 REGOLE UE PER IL MORIBONDO ITALIA. MA ANNATE A MORI’…

di GIORGIO CALABRESE

Sette raccomandazioni per l’Italia sulle azioni prioritarie da intraprendere nel periodo 2012-2013. Le ha presentate la Commissione europea, dopo aver valutato il Programma di stabilità ed il Programma nazionale di riforma consegnati a Bruxelles il mese scorso, che contengono un’agenda di riforme «importante e ambiziosa per affrontare le sfide dell’Italia». «Se attuata in modo appropriato – sottolinea l’esecutivo Ue nel documento che accompagna le raccomandazioni – contribuirà in modo significativo ad accrescere la sostenibilità dei conti pubblici e a rafforzare il potenziale di crescita dell’Italia». Ancora, Bruxelles ritiene che «lo scenario macroeconomico alla base del programma sia plausibile, a patto che non ci sia un ulteriore peggioramento delle condizioni sui mercati finanziari». Dato quindi atto all’Italia dell’azione «determinata» condotta negli ultimi mesi per risanare i conti pubblici ed affrontare le «debolezze strutturali di lunga data», la Commissione raccomanda:

1) Attuare la strategia di bilancio come previsto e assicurare che il deficit eccessivo sia corretto nel 2012. Assicurare il previsto surplus primario strutturale, in modo che il rapporto debito/Pil sia posto su un percorso di riduzione entro il 2013. Assicurare adeguati progressi verso l’obiettivo di bilancio di medio termine, rispettando i parametri di spesa e facendo progressi sufficienti verso il rispetto del parametro di riduzione del debito.

2) Assicurare che l’indicazione degli elementi fondamentali della regola sul pareggio di bilancio in Costituzione, incluso un appropriato coordinamento tra i livelli di governo, sia in linea con il contesto Ue. Perseguire un miglioramento duraturo dell’efficienza e della qualità della spesa pubblica attraverso la prevista spending review e l’attuazione del Piano di coesione sociale del 2011 che condurrà ad un miglioramento dell’assorbimento e della gestione dei fondi Ue, in particolare nel sud Italia.

3) Prendere ulteriori azioni per affrontare il problema della disoccupazione giovanile, anche attraverso il miglioramento dell’istruzione orientata al mercato del lavoro e la facilitazione della transizione al lavoro, anche attraverso incentivi per lo start up di imprese e per assumere dipendenti. Applicare a livello nazionale il riconoscimento delle competenze e delle qualifiche per promuovere la mobilità del lavoro, prendere misure per ridurre il calo dell’istruzione a livello universitario e combattere la dispersione scolastica.

4) Adottare la riforma del mercato del lavoro come una priorità per affrontare la segmentazione e creare uno schema di sussidi di disoccupazione unico. Prendere ulteriori azioni per incentivare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, in particolare attraverso la fornitura di servizi per i bambini e gli anziani. Per rafforzare la competitività del costo del lavoro, rafforzare il collegamento tra i salari a livello settoriale e la produttività, attraverso ulteriori miglioramenti del quadro della contrattazione salariale, in consultazione con le parti sociali ed in linea con le pratiche nazionali.

5) Perseguire la lotta all’evasione fiscale. Perseguire l’economia sommersa ed il lavoro nero, rafforzando i controlli. Prendere misure per ridurre gli ambiti di esenzione fiscale e sconti sull’Iva e semplificare le norme fiscali. Prendere ulteriori azioni per spostare gli oneri fiscali dal capitale e dal lavoro alla proprietà ed ai consumi come all’ambiente.

6) Attuare le liberalizzazioni e le misure di semplificazione nel settore dei servizi adottate. Prendere ulteriori misure per migliorare l’accesso al mercato del network industries, così come la capacità delle infrastrutture e delle interconnessioni.

7) Semplificare ulteriormente il contesto regolatorio per le imprese e rafforzare la capacità amministrativa. Migliorare l’accesso agli strumenti finanziari, in particolare ai capitali, per finanziare la crescita di imprese e l’innovazione. Attuare la prevista riorganizzazione del sistema della giustizia civile e promuovere l’uso di meccanismi alternativi di soluzione delle dispute.

L’ottava raccomandazione l’aggiungiamo noi: ma andate a morire ammazzati, direbbero a Roma. Gli scienziati di Bruxelles impongono all’Italia le loro regole sotto forma di raccomandazione. E forse non si accorgono, o lo sanno benissimo, che è come dire a un morto – lo Stato italiano irriformabile -: alzati e cammina!

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3 Comments

  1. voglio proprio vedere se l’icorruttibile Bondi, visto che non riuscirà neanche a raschiare quel 4% da quei primi 100 miliardi aggredibili, si dimetterà.
    se è uomo d’omore come dicono …

  2. Per ricuperare il moribondo Italia serve una sola cura. Sarà un po’ drastica ma essenziale. Visto e considerato che per anni i Corsari Politici dall’occhio bendato hanno svaligiato il Paese, si impone un rimedio alquanto necessario, introdurre l’impiccagione per tutti i servitori pubblici affetti da ladromania. Spogliarli di tutti i loro beni e risarcire tutti i poveri malcapitati.

    Anthony Ceresa

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