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Le 5 Giornate…. di Milano. Morti per il federalismo… Proprio come i nostri politici

di BRUNO FERRETTI22marzo

Ricorre, in questi giorni, l’anniversario delle 5 Giornate di Milano,  dal 18 al 22 Marzo 1848.  Da bresciano voglio orgogliosamente ricordare che, nel 1849, dal  23 Marzo al 1’ Aprile, seguirono le 10 Giornate di Brescia.

Tornando alle vicende milanesi un ruolo di protagonista l’ ebbe Carlo Cattaneo. Presidente del Consiglio di Guerra non mercanteggiò, non tramò con accordi segreti, il suo motto era  “ A Guerra Vinta”, il suo fine la Vittoria. Vittoria del Popolo Milanese che autonomamente aveva liberato La città…

L’entusiasmo fu breve. Gli avversari politici prevalsero “svendendo” la rivolta a Carlo Alberto. Spacciato per salvatore della Patria, il Savoia entrò in Milano la mattina del 23 Marzo a città liberata. Nell’Agosto del 1848 Radetzky rientrò nella Capitale del Lombardo Veneto. Cattaneo si recò a Parigi nel tentativo di scuotere l’opinione pubblica francese pubblicando un memoriale “Dell’Insurrezione di Milano del 1848 e della successiva guerra” .

Si stabilì a Castagnola in quel di Lugano. Federalista tenace e convinto temeva che il nuovo stato unitario e centralista avrebbe sacrificato l’autonomia dei Comuni e penalizzato irrimediabilmente l’economia delle regioni più povere del paese in particolare il mezzogiorno.

Nel 1860 incontrò Garibaldi a Napoli. Se ne allontanò avendo constatato l’impossibilità di proporre un progetto federalista.

Eletto più volte deputato non mise mai piede in Parlamento per non dover giurare fedeltà alla Corona.

Non si perviene all’Indipendenza se non per la via della Libertà. La Libertà comporta un adeguato sviluppo economico, un’istruzione diffusa, l’eliminazione delle ingiustizie sociali, delle abnormi differenze di reddito  e la conoscenza dei propri diritti e doveri. Una questione non solo “statuale” ma soprattutto sociale. L’ autonomie comunale era la base sulla quale costruire lo “Stato Italiano” garantendo che il decentramento del potere nelle zone periferiche e vicine ai cittadini. Cittadini appunto e non sudditi.

Quanto stridente contrasto tra questa ostinata coerenza e le vicende politiche lombarde contemporanee. Quanti accordi veri, falsi, giravolte nel nome dell’indipendenza. Non esiste una classe politica che realmente difenda gli interessi dei cittadini Lombardi. Non esiste una classe politica che con coerenza e convinzione rinunci alla spartizione del potere per rappresentare le istanze federaliste che da quel 1848 covano sotto la cenere in Lombardia. Inneggiare all’Indipendenza e giurare fedeltà sulla Costituzione che prevede l’inviolabilità dei confini risulta ridicolo e offensivo nei confronti degli elettori. Inneggiare all’Indipendenza e presentarsi alle elezioni alleandosi con forze ultra nazionaliste e centraliste è un’ulteriore dileggio a quanti credono nel federalismo. Errare è umano ma perseverare è da servi corrotti.

Domenica 22 Marzo alle 11 deporremo un omaggio sulla tomba di Cattaneo nel Famedio del Monumentale di Milano. Interverrà Romano Bracalini per ricordare la figura del “Gran Lombardo” . Tutti i federalisti sono invitati.

 Presidente Associazione Carlo Cattaneo

 

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