LAVORO MILANO. ‘CHIUSI CON ZERO RISTORI’, PROTESTA DI 500 AMBULANTI

“Se io riesco a tirare avanti e’ perche’ ho da parte qualcosa che mi ha lasciato il mio papa’”. Liana Monti e’ un’ambulante, vende ciabattine al mercato. Questa mattina e’ scesa in piazza, davanti alla stazione centrale di Milano, per manifestare e protestare. Insieme a lei c’erano piu’ di 500 AMBULANTI: chiedono di poter ricominciare a lavorare, di far riaprire i mercati, fermi in Lombardia oramai da tre settimane. Le norme anti-contagio prevedono, infatti, che queste attivita’ siano chiuse in zona rossa. Ma gli AMBULANTI sono convinti che i mercati siano luoghi sicuri. “Ci sono tanti articoli che vengono venduti in strutture molto piu’ rischiose rispetto ai mercati. Noi stiamo all’aperto e il rischio di contagio e’ inferiore”, commenta Olga Reni, che si occupa di cibo per animali. Sono in tanti a chiedersi per quale motivo la biancheria intima, i detersivi e i vestiti per bambini, ad esempio, possano essere comprati al chiuso nei negozi e non fuori, in piazza: i magazzini sono pieni, ma la merce non puo’ essere esposta. Chi vende abbigliamento sara’ costretto a mettere via la maggior parte dei vestiti acquistati per la stagione estiva.

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